Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

Quattro grandi occasioni per la Liguria industriale

Genova e tutta la regione hanno dinanzi importanti prospettive di rilancio che, se colte, potrebbero davvero rappresentare una svolta epocale
Il porto di Genova è sempre trainante per l'economia ligure
Il porto di Genova è sempre trainante per l'economia ligure
Condividi su

di ANTONIO GOZZI

Genova e la Liguria per lungo tempo sono stati luoghi marginali nelle dinamiche della crescita italiana, o comunque hanno fatto una gran fatica ad agganciare i processi di modernizzazione che nell’industria, nei servizi e nelle infrastrutture hanno consentito all’Italia negli ultimi 40 anni di diventare una delle economie più importanti del mondo.

Una crisi demografica drammatica, soprattutto nel capoluogo (Genova nel 1971 aveva 816.000 abitanti, a fine del 2024 erano 564.000, con una perdita di oltre il 31%); la crisi di un modello industriale incentrato sulle grandi aziende prevalentemente a partecipazione pubblica al quale non si è sostituito un altro modello basato su pmi innovative e esportatrici tipico di altre latitudini nazionali; gravi carenze infrastrutturali e nei trasporti (la Liguria è ormai una delle poche regioni italiane del nord escluse dall’alta  velocità), tutto ciò ha fatto sì che la Liguria e Genova siano state considerate per molto tempo tra le zone problematiche e in affanno del Paese.

Solo il sistema portuale, sia pure a fatica, ha retto grazie all’importanza del porto di Genova e alla crescita del porto di La Spezia che però per carenze infrastrutturali e di spazi non sono riusciti a tenere il passo coi porti del Nord Europa.

Oggi, per una serie di ragioni che come spesso avviene non fanno parte di un disegno unitario, pensato e programmato, ma piuttosto sono il frutto di combinazioni e coincidenze fortunate, Genova e la Liguria hanno dinanzi importanti occasioni di rilancio industriale che, se colte, potrebbero davvero rappresentare una svolta epocale.

Ho elencato queste quattro opportunità nel mio intervento alla recente Assemblea di Confindustria Genova, ma ci torno volentieri perché le ritengo di grandissima importanza e prospettiva per la nostra comunità.

La prima questione attiene al fatto che le caotiche vicende geopolitiche in cui siamo immersi ridanno al Mediterraneo una assoluta centralità. La necessità di rendere sempre meno strategico e insostituibile Hormuz, destinato a rimanere per lungo tempo sotto il ricatto iraniano, spingerà le monarchie petrolifere del Golfo a cercare alternative logistiche per il petrolio e il gas il cui sbocco sarà inevitabilmente rappresentato dai porti sul Mediterraneo turchi, siriani e israeliani.

Inoltre la crescita dei Paesi della sponda nordafricana e dei Balcani rappresenta per l’Italia, per la sua industria, le sue università e i suoi servizi un’occasione irripetibile che la felice intuizione del Piano Mattei coglie in pieno.

Genova deve diventare una delle grandi capitali del Mediterraneo. L’Università di Genova sotto il rettorato di Federico Delfino ha stipulato accordi con atenei in TunisiaMaroccoAlgeria lanciando ponti fatti di collaborazioni e amicizia. Ora è la Liguria economica e istituzionale che deve prendere l’iniziativa verso quei mondi. Si potrebbe incominciare dando vita all’idea, lanciata qualche tempo fa da Confindustria, di un grande festival annuale dell’economia e delle culture dei vari Paesi che si affacciano sul nostro mare per favorire incontri, cooperazione, progetti comuni. Le complementarietà sono moltissime e vanno supportate e sviluppate.

La seconda grande questione è quella della robotica umanoide. Grazie a Generative Bionics, che è uno spin-off dell’IITcostituito da uno dei gruppi di ricerca più importanti del mondo in questo campo, è nata una società deep tech genovese che sviluppa robot umanoidi intelligenti. L’obiettivo è portare la Physical IA, cioè l’intelligenza artificiale incorporata in un corpo robotico, nel mondo reale e soprattutto nell’industria.

Siamo ormai alla fase del passaggio dai prototipi alla produzione su larga scala (si parla di 12.000 pezzi l’anno a regime ). Si tratta di una sfida difficile e impegnativa che ha bisogno di spazi, di finanza, di consenso e sostegno da parte di tutti. Bisogna costruire la fabbrica e farla funzionare.

Bisogna sviluppare un tessuto di imprese fornitrici nei settori della elettronica e della meccatronica capaci di supportare il progetto.

L’obiettivo strategico deve essere quello di mantenere Generative Bionics in Europa, in Italia e a Genova, evitando che l’azienda sia oggetto di un take-over statunitense o cinese.

La terza questione è il nucleare. L’Italia ha deciso di riaprire la partita del nucleare e in particolare di quello di quarta generazione (SMR, Small Modular Reactor). Di fronte alla gigantesca domanda prospettica di energia elettrica (IA, data center, auto elettriche ecc.) le rinnovabili non bastano, e occorre trovare nuove soluzioni per produrre energia di base decarbonizzata e sicura.

La legge recentemente approvata da un ramo del Parlamento prevede la nascita di un’Autorità indipendente per la sicurezza nucleare che deve essere insediata da qualche parte e che avrà il compito  di certificare, vigilare, sorvegliare tutto il processo che riporterà il nostro Paese all’energia nucleare.

Genova e la Liguria, anche in forza del grande know how presente in Ansaldo Energia e in Ansaldo Nucleare come pure nella filiera di pmi che hanno seguito in tutti questi anni Ansaldo all’estero, devono candidarsi ad ospitare la sede di questa Autorità indipendente, e non perdere questa grande occasione per rilanciare e rinforzare l’industria ligure in uno dei comparti di più antico insediamento.

Quarto tema: il PNS, Polo nazionale della subacquea. L’ under-water sta diventando per ragioni di sicurezza e difesa uno strumento di collegamento e presidio di infrastrutture sottomarine (cavi, pipeline ecc.).

Con legge di bilancio del 2023 e successivo decreto del Ministero della Difesa è stato costituito questo hub nazionale di ricerca, sperimentazione e sviluppo di tecnologie under-water. Ha sede a La Spezia e mette insieme Marina/Difesa, Università, centri di ricerca e imprese.

Fincantieri, che è presente in Liguria con tre stabilimenti industriali (Sestri Ponente, Riva Trigoso e La Spezia Muggiano) ha annunciato la settimana scorsa l’acquisizione di 4 imprese del settore con un investimento di oltre 1 miliardo di euro a dimostrazione di quanto punti sull’under-water. Il peso e il ruolo di Fincantieri come impresa “motrice” può rappresentare un’altra straordinaria occasione di crescita e innovazione per moltissime imprese private che si affacciano alla filiera.

Si tratta di quattro occasioni per ridare alla Liguria un futuro industriale moderno, per sfruttare il know how e le professionalità che esistono, per dare occupazione qualificata ai nostri giovani egregiamente formati dalla nostra Università e dalle nostre scuole superiori.

Giustamente ci preoccupiamo per l’emorragia rappresentata anche in Liguria dalla fuga dei nostri giovani all’estero. Certamente le cause sono soprattutto economiche per le basse retribuzioni nel nostro Paese confrontate con quelle delle altre nazioni sviluppate. C’è però anche un’altra causa, di cui si parla meno, rappresentata da una narrazione negativa dell’Italia come un Paese nel quale non vi sono né vi saranno grandi progetti da vivere. 

Questa narrazione è falsa e le quattro opportunità che si presentano per Genova e la Liguria sono lì a dimostrarlo. Bisogna lavorare tutti insieme e velocemente perché queste occasioni si realizzino e i grandi progetti che le rappresentano abbiano vita.

Ultimi video

Cavi Arenelle ritrova il suo cuore verde. Inaugurati i giardini riqualificati e restituiti alla cittadinanza
Saranno spazio di incontro e aggregazione. Il Sindaco Alberto Mangiante: “Un intervento che guarda alla qualità della vita e al futuro della città"
La rotta del Dinamico: il viaggio di un gozzo tra mare, memoria e generazioni
Una storia che attraversa il tempo, nata dall’amore per il mare e custodita da chi ne ha saputo preservare il valore. Un patrimonio di passione e ricordi che continua il suo viaggio

Altri articoli

I 50 anni del ‘Dinamico’

Il gozzo chiamato così, che andrà in mare sabato mattina nel porto di Lavagna dopo un lungo e bellissimo intervento di recupero e manutenzione straordinaria operato presso il Cantiere Castagnola, è un pezzo importante della mia vita e della vita della mia famiglia

La responsabilità penale è personale e non può diventare responsabilità oggettiva

Nelle imprese complesse esiste il rischio che l’amministratore delegato sia chiamato a rispondere di eventi che materialmente, anche applicando la migliore diligenza, non avrebbe potuto impedire