di ANTONIO GOZZI
Mi consentirete per una volta di dedicare queste righe non alle solite riflessioni economiche e geopolitiche ma a una storia di mare.
Il gozzo ‘Dinamico’, che andrà in mare sabato mattina prossimo nel porto di Lavagna dopo un lungo e bellissimo intervento di recupero e manutenzione straordinaria operato presso il Cantiere Castagnola, è un pezzo importante della mia vita e della vita della mia famiglia.
L’imbarcazione è stata costruita nel 1975 dal Cantiere Cattaneo di Varazze. Nella foto del varo che pubblichiamo si possono vedere sulla spiaggia di Varazze oltre al prete che benedice la barca anche i due armatori e cioè la bella e bionda signora Dina e il suo compagno.
Credo che il ‘Dinamico’ sia stato un regalo del compagno alla signora Dina, grande amante di imbarcazioni di classe. Il nome Dinamico non è in questo caso solo un aggettivo che identifica la forza e il dinamismo del mezzo, significa anche e soprattutto ‘amico di Dina’ e ricorda l’amore che ha generato il regalo.
Per qualche anno Dina, il suo compagno e il loro cane labrador gioirono della barca. Poi, per ragioni che non conosco, si stufarono e la lasciarono abbandonata in secco nei piazzali del Porto di Lavagna.
Ero all’epoca molto giovane ma già molto marino perché mio padre, che non era marino affatto, per i miei tredici anni mi aveva già regalato la prima barca (sempre un gozzo ma molto più piccolo). Guardavo quella barca abbandonata e mi sembrava bellissima, le giravo intorno e la studiavo da vicino.
Era un gozzo particolare: lungo 7,40m, elegantissimo nella linea e nella scelta dei legni, di un colore insolito per quel tipo di barca, il giallo cromo, che la rendeva riconoscibile e inconfondibile, con un timone inusuale perché al posto della barra tradizionale c’era una ruota con bussola, un attrezzo da grande barca a vela.
L’amore scoppiò a prima vista e alla fine, insieme agli amici di una vita, Ettore Chiti e Alberto Garibotto, decidemmo di dare fondo ai nostri risparmi e nel mese di maggio del 1982 riuscimmo a comprarla.
Iniziò così una bellissima avventura di mare con gite nel Golfo del Tigullio, bagni e battute di pesca.
Con il Dinamico già allora non si andava lontani, è una barca che procede lentamente (non supera i 6 nodi l’ora) ma consente una fantastica, tranquilla navigazione.
I nostri figli sono cresciuti su quella barca e quando sono diventati grandi hanno incominciato ad andarci da soli. Anche per questo il Dinamico è diventato un pezzo di famiglia e l’idea di consentire, attraverso il restauro, che la barca dopo 50 anni di vita possa essere usata ancora per tanto tempo dai nostri figli e dai nostri nipoti mi ha entusiasmato.
Gabriele Maestri, titolare del cantiere Castagnola, giovanissimo imprenditore maestro d’ascia e nipote del leggendario Giovanni Castagnola che a suo tempo ci aveva accompagnato nell’acquisto, si è innamorato del progetto e lo ha seguito con amore e straordinaria competenza.
Per me è stato bello e affascinante fare la parte dell’armatore che discute con lui ogni dettaglio del restauro; è stata una collaborazione interessantissima perché ho imparato un sacco di cose che Gabriele, con pazienza e professionalità, mi ha spiegato. Abbiamo condiviso un’idea e una visione e il risultato a me sembra meraviglioso.
Abbiamo deciso di mettere una targhetta sulla barca che ricorda i due momenti topici: 1975 costruzione Cantiere Cattaneo di Varazze, 2025 restauro Cantiere Castagnola di Lavagna. Nella targhetta abbiamo trascritto un vecchio e ruvido detto marinaro genovese: “Chi sta in terra parla, chi va pe ma naviga”.
Buon mare Dinamico, che tu possa navigare ancora per altri 50 anni!