di DANILO SANGUINETI
“Sapientia ultima dea”. Va aggiornata l’antica massima che indicava nella speranza la risorsa estrema della nostra stirpe. Oppure confidare, anzi “sperare” che sia la conoscenza la qualità rimasta in fondo al Vaso di Pandora. Corroborati o meno da robotici sostegni occorre studiare, occorre conoscere la teoria e poi impratichirsi, insomma occorre conoscere. I modi in cui lo si fa possono variare, ciò che conta è che tanto più avanti si va nello studio tanto più ci si aprono davanti delle strade promettenti.
È quindi importante, dato il variegato panorama degli studi superiori e quelli che portano alla specializzazione definitiva, si scelga con cura il “dove” e, soprattutto, il “con chi”. Serve distinguere, serve discernere tra le proposte deboli da quelle che possono invece portare a traguardi soddisfacenti e risultati importanti. Soprattutto per chi per tante ragioni non completa gli studi o non vi riesce nei tempi e modi giusti c’è oggi una ampia possibilità di riscatto o di miglioramento, andando a scoprire scuole e istituzioni che permettono di farlo con modalità ragionevoli.
Un esempio pratico? Di.Esse che è la società gestita da due soci giovanissimi (fattore che rende ancora più friendly e up to date l’approccio dell’istituto): Matteo e Simone Desiderio, rispettivamente 25 e 22 anni.
Fratelli e con una concezione unica su come debba essere quello che loro stessi definiscono come” una realtà che si occupa di orientamento scolastico universitario e lavorativo. “Di.Esse” nasce per aiutare le persone a costruire un progetto coerente con le proprie capacità, le proprie passioni e i propri valori. Oggi le persone hanno tantissime opportunità ma sempre meno orientamento reale. Noi questo lo facciamo soprattutto ascoltando, mettendo in rete persone, enti, Università, aziende e progetti”.
Un collettore che non vende fumo. Perché sa bene come ci voglia anche una buona dose di pratica, anzi di pratiche, per farsi largo nel complesso sistema italiano che consente la certificazione degli studi fatti.
“Siamo Polo ufficiale delle Università Telematiche IUL e Giustino Fortunato a Genova e Novara. In primis offriamo percorsi di laurea, master e certificazioni con lezioni 100% online, affiancati da un supporto costante durante tutto il percorso. Quindi siamo anche centro di iscrizioni, orientamento, tutoraggio oltre che sede fisica di esami. Offriamo certificazioni informatiche riconosciute per concorsi e pubbliche amministrazioni, ci dedichiamo a inserire i nostri studenti e studentesse in progetti finanziati dove possono diventare protagonisti nel mostrare le loro capacità”.
I due fratelli sono seguaci del costruttivismo. E chi istintivamente va con la mente a ripassare le sue conoscenze di architettura, ha forse bisogno di un corso di aggiornamento proprio alla Di.Esse. Il costruttivismo in pedagogia deriva dal più ampio movimento filosofico che ha fatto dell’esperienza personale la trave portante dell’edificio della conoscenza.
“Siamo dei costruttivisti convinti. Non diciamo alle persone cosa devono fare ma le aiutiamo a costruire la loro strada. Perché non c’è un solo modo per arrivare a sapere: ognuno può scalare la montagna con i suoi mezzi, i suoi tempi e seguendo l’itinerario che più gli si confà. Crediamo che ogni percorso formativo debba partire dalle persone non dai titoli.”.
Quindi l’orientamento si forma in base alla relazione che si instaura con il soggetto che si rivolge a Di.Esse.
A Genova la sede legale è in via Fieschi 8/9, ma la sede operativa e di esami è in via XXV Aprile 4/10b. Per avere una prima idea c’è il sito www.diesserorienta.it.
I corsi di laurea triennali sono in “Scienze e tecniche dell’educazione e dei servizi per l’infanzia”, “Comunicazione innovativa, multimediale e digitale”, “Scienze motorie, pratica e gestione delle attività sportive”, “Scienze psicologiche delle risorse umane, delle organizzazioni e delle imprese”, Economia, management e mercati internazionali”, più un corso di laurea magistrale in “Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti”. C’è poi un corso triennale -“Ingegneria informatica e scienze dei trasporti terrestri,navali e aerei” – unico nel suo genere in Italia sia tra le statali che tra le telematiche.
Innumerevoli le certificazioni tra le quali quella Linguistica Inglese B2, C1 e C2 e quelle EIPASS, le certificazioni informatiche riconosciute a livello europeo.
Matteo e Simone rivelano che la società ha stretto legami anche con istituti del Levante. “Sul territorio collaboriamo con scuole e studenti (quest’anno siamo stati al Liceo Gianelli per aiutare i ragazzi in un progetto regionale) per far loro sviluppare pensiero critico sapendo che la capacità di scelta è consapevolezza”.
In questo campo ci sono già progetti realizzati con successo pieno. “Per esempio l’anno scorso abbiamo lanciato “Facciamoci delle domande”, una rappresentazione teatrale creata dai ragazzi dell’istituto comprensivo ‘Momigliano’, di Ceva in Piemonte, guidati dai giovani studenti della società, Emanuele Rapisarda e Federico De Fazio.
Gli studenti hanno portato sul palco una pièce inedita, un viaggio filosofico alla scoperta dei pensieri di tre grandi filosofi della tradizione occidentale (Socrate, Platone e Aristotele), stimolando riflessioni su temi esistenziali e morali”
I due ragazzi da noi orientati hanno potuto insegnare, educare, mettersi alla prova e guadagnare qualche soldino. Il progetto è talmente piaciuto che la scuola e la Fondazione CRC ci hanno finanziato anche quest’anno. Ci piacerebbe fare cose simili anche sul territorio ligure”.
Dal vulcano Di.Esse le idee fuoriescono sempre più ambiziose.“Ci piacerebbe anche entrare nelle aziende per ridurre la distanza tra formazione e mondo del lavoro, aiutando le aziende a riconoscere le competenze che si hanno in casa”.
Di.Esse maestra di maieutica dunque, un’azienda nelle vesti della levatrice di socratica memoria. Ogni mezzo va bene se alla fine si partoriscono idee.
“Non è mai troppo tardi” diceva il maestro Manzi. Sessanta anni dopo e un grado di scolarizzazione salito di diverse tacche – almeno stando alle definizioni burocratiche perché se andiamo a vedere i risultati dei test Invalsi o la capacità di comprensione del testo da parte dei maturandi ci accorgiamo che qualitativamente una media superiore di oggi pare valere quanto una quinta elementare ante riforma Malfatti- l’adagio è ancora valido. Apprendere è la facoltà della mente alla quale non dovremmo mai rinunciare. Non ci sono limitazioni fisiche, economiche o sociali che giustifichino la rinuncia all’erudizione, magari settoriale, magari di difficile applicazione pratica, fosse anche un puro esercizio per tenere vivo lo spirito. Solo quando si manda il cervello all’ammasso si comincia a sparire di scena.