di ALESSANDRA FONTANA
La frana della Val Graveglia torna in consiglio regionale. Il capogruppo del M5S Stefano Giordano, commentando la risposta in Aula sull’interpellanza relativa alla sicurezza della SP26, ha criticato duramente l’assessore Giampedrone nei giorni scorsi, giudicando la gestione della vicenda confusa e priva di risposte concrete. “Sulla frana che da anni taglia in due la SP26 della Val Graveglia, nel territorio comunale di Ne, l’assessore Giampedrone o ha le idee confuse, o è smemorato, o se ne lava le mani. La risposta arrivata oggi in Aula ha messo in luce troppe verità imbarazzanti. La prima: l’assessore sembra ignorare il concetto di interesse pubblico. Non è accettabile che si continui a tirare in ballo la proprietà privata quando una frana mette a rischio la viabilità e la sicurezza di chi transita su una strada provinciale, compresi scuolabus e famiglie. La seconda: non ha colto il senso politico della nostra interpellanza, che chiedeva di chiarire tempi, responsabilità e interventi su una situazione grave e non più rinviabile. La terza: ha sconfessato sé stesso, perché a febbraio aveva dato rassicurazioni e oggi invece ha scaricato le responsabilità”.
Il consigliere ribadisce poi che, pur trattandosi di una frana su versante privato, l’impatto sulla strada provinciale è diretto e riguarda la sicurezza pubblica, in un contesto ancora regolato da senso unico alternato e chiusure in caso di allerta. “Facciamo chiarezza – continua – È vero che la frana nasce da un versante privato, ma incide direttamente su una strada provinciale e quindi sulla pubblica incolumità. Oggi la viabilità è ancora a senso unico alternato e soggetta a chiusure: una condizione inaccettabile”. Chiude sottolineando l’immobilità della situazione: “La verità è sotto gli occhi di tutti: era tutto fermo prima, resta tutto fermo ora. Dopo mesi siamo ancora con un senso unico alternato e nessuna soluzione concreta, con disagi pesanti per chi deve andare a scuola o lavorare”.