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Giovedì 3 settembre 2026 - Numero 442

Dieci anni e non sentirli: il Riviera International Film Festival punta ancora su storie coraggiose e autori disposti a rischiare

La kermesse sembra aver trovato una sua identità precisa: un festival sempre più internazionale nello sguardo, capace di unire cinema, formazione e territorio in una delle cornici più belle della Liguria
Il Riviera International Film Festival si è chiuso nei giorni scorsi a Sestri Levante (foto di Lucrezia Corciolani)
Il Riviera International Film Festival si è chiuso nei giorni scorsi a Sestri Levante (foto di Lucrezia Corciolani)
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di NICOLA PEIRANO *

Dieci anni e non sentirli. Il Riviera International Film Festival ha celebrato a Sestri Levante il traguardo del decennale confermandosi uno degli appuntamenti più originali del panorama cinematografico italiano dedicato ai giovani autori e al cinema indipendente internazionale.

Dal 5 al 10 maggio la cittadina del Tigullio si è trasformata ancora una volta in una piccola capitale del cinema, con proiezioni, red carpet, incontri e masterclass affacciati sulla suggestiva Baia del Silenzio. Il claim scelto per questa edizione – “No Risk, No Stories” – riassume bene lo spirito della manifestazione: puntare su storie coraggiose e su autori disposti a rischiare per trovare una voce originale.

Il programma del RIFF 2026 ha portato a Sestri Levante diversi nomi importanti del cinema internazionale e italiano. Tra gli ospiti più attesi l’attore americano Matthew Modine, noto per film come Full Metal Jacket e per la serie Stranger Things, e il regista britannico Stephen Frears, autore di titoli di grande successo come The Queen, Dangerous Liaisons e Philomena. Accanto a loro anche Laura Morante, Claudio Amendola, Luca Argentero, Maria Grazia Cucinotta, Antonia Liskova e Caterina Murino.

Particolarmente partecipate le masterclass ospitate al Convento dell’Annunziata. Qui Modine ha ripercorso alcuni momenti chiave della sua carriera hollywoodiana, raccontando anche il lavoro con grandi registi e il rapporto tra attori e regia. Frears ha invece offerto al pubblico una riflessione sul cinema europeo contemporaneo, alternando ironia e osservazioni molto concrete sui meccanismi della produzione e della libertà creativa.

Grande interesse anche per gli incontri con Giovanni Veronesi e Silvio Soldini. Veronesi ha parlato della scrittura cinematografica e della tradizione della commedia italiana, mentre Soldini ha approfondito il lavoro sulle emozioni e sui personaggi, anche alla luce del recente film Le assaggiatrici.

Il festival si è chiuso con un palmarès che ha premiato opere molto diverse tra loro. Il premio per il miglior film è andato a Karla della regista Christina Tournatzès, dramma ambientato nella Germania del 1962 che racconta la storia di una ragazzina di dodici anni decisa a denunciare il padre per abusi, affrontando un sistema giudiziario e una società che faticano ad ascoltarla.

Il riconoscimento per la miglior regia è stato assegnato ai fratelli David Cummings e Eric Cummings per Legionario, che ha conquistato anche l’Audience Award. Il film segue un ex guerrigliero colombiano entrato nella Legione Straniera francese che torna nel suo Paese d’origine quando il fratello scompare nella giungla controllata da un gruppo armato, ritrovandosi costretto a confrontarsi con il proprio passato.

Tra gli interpreti sono stati premiati Ángela Cervantes per Fury e Derek Leheste per Fränk, mentre il premio per la migliore sceneggiatura è andato a Zion di Nelson Foix. Nella sezione documentari ha vinto Second Wind della regista ucraina Masha Kondakova, mentre tra i cortometraggi si è imposto Clay di Kevin Haefelin.

Molto significativo anche l’impatto del festival sulla città: sale piene, alberghi sold out e grande partecipazione agli eventi collaterali, dal Cinema Ariston al Duferco Lounge di piazza Matteotti.

Dietro la manifestazione c’è una squadra che in questi anni ha fatto crescere il festival fino a trasformarlo in un appuntamento internazionale: il produttore Stefano Gallini Durante, fondatore e presidente del RIFF, il co-fondatore e direttore esecutivo Vito D’Onghia e la direttrice organizzattiva Chiara Fiorini insieme al team che ogni anno lavora dietro le quinte della manifestazione.

A dieci anni dalla nascita, il Riviera International Film Festival sembra aver trovato una sua identità precisa: un festival sempre più internazionale nello sguardo, capace di unire cinema, formazione e territorio in una delle cornici più belle della Liguria.

(* sceneggiatore)

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