di DANILO SANGUINETI
Fi.Ma Chiavari ha con il Tricolore un rapporto lungo e consolidato. È giunto il momento della stagione nel quale la società di pesca sportiva più importante del Levante si confronta con i tornei di livello nazionale e spesso ne torna con delle vittorie o comunque con dei risultati molto importanti e preziosi. È stato così anche per questa prima parte del 2026, quando gli atleti della sezione fiume si sono cimentati nelle selezioni in terra lombarda.
Non era facile passare il turno di selezione del Campionato Italiano Individuale “Zona A1” di Trota Torrente, nelle acque bergamasche del torrente Brembo, in località Zogno, disputando la qualifica in prova secca (dentro/fuori), domenica 19 aprile. Soprattutto gareggiare in casa dei forti lombardi e piemontesi, in acque per i liguri troppo ampie e turbolente.
L’organizzazione impeccabile della ASD Orobie Fishing Team di Bergamo e l’attenta distribuzione del pesce anche se in quantità contenute di 15 trote per iscritto, ha consentito a tutti i 110 partecipanti (selezionati dai campionati provinciali di Lombardia, Piemonte e Liguria), di trovare pesce, molto attivo e vorace, in tutti e sei settori di pesca.
Possiamo dire che Fi.Ma/Garbolino ne esce a punteggio pieno, con i due rappresentanti promossi alla semifinale del 17 maggio che si disputerà nel torrente Pioverna. Addirittura Daniele Oliveri con il terzo di settore chiude al diciottesimo posto assoluto, sopravanzato solo da Diego Giraudo (Garisti Club Biestro SV) dodicesimo assoluto a 2 penalità. Diciannovesimo assoluto Stefano Mai (Valmaremola SV) con 4 penalità e ventesimo Flavio Orlandi (ASD Biestro) con 4 penalità, chiude l’elenco dei qualificati Michele Nassano (Fi.Ma) cinquantaseiesimo assoluto su appunto 110 partecipanti.
In classifica appunto contava restare nei primi 56 per passare il turno e Fi.Ma/Garbolino ha fatto il pieno. Osserva il presidente del club Umberto Righi: “Un “2 su 22 non era assolutamente scontato, anche se va ricordato che Fi.Ma rappresenta, su Chiavari e il Tigullio, ma anche l’intera provincia di Genova, perché unica società che ancora impegna denari, inserendo in rosa uomini selezionati con alta conoscenza tecnica, in una specialità agonistica oggi sempre più ostacolata da restrizioni normative e altissimi costi del materiale da ripopolamento e da gara”.
Ed aggiunge: “Fa pensare e parecchio che una specialità “la trota torrente” un tempo “tradizione di un popolo” veda un declino causato da scelte politiche nazionali che di ambientale non hanno nulla, e comunque risolvibili con azioni concrete per la salvaguardia delle acque pregiate. Si potrebbe ottenere un vero incremento delle specie autoctone, lasciando allo sport e alle immissioni pronta pesca nelle acque degradate (oggi Campi Gara), vero polmone di sfogo per queste specialità sportive”.
Sarebbe anche un business: “Potrebbero diventare anche attrazione turistica, considerando che per disputare queste gare di selezione si muovono cento e più atleti, con familiari al seguito, per cui lavoro per settore alberghiero e ristorazione delle valli ove si svolgono queste manifestazioni, ossia stimoli per scoprire la nostra Liguria, le valli i monti e il mare, con un possibile ritorno per le ferie estive con la famiglia. Ci si riempie la bocca di progetti per il rilancio turistico, basta guardarci indietro, ricordare la cultura dei nostri vecchi, l’amore e rispetto verso il nostro territorio. “La nostra Liguria” non sia solo uno slogan politico, diventi una realtà turistica”.