di DANILO SANGUINETI
I mezzi non sono mai stati stratosferici. Gli stessi campi di gara, incavati tra ferrovia e Aurelia, con unico compagno il campo da tennis in terra rossa, sempre della società, è una dichiarazione che la Bocciofila Cavese bada al sodo non all’esteriorità.
L’habitat ha dei limiti ma i confini mentali e morali sono sicuramente molto più ampi e meritevoli di grande rispetto, perché il sodalizio del presidente Giorgio Bacigalupo ha ideato e mantiene un profilo altissimo per iniziative e voglia di fare qualcosa di importante per il suo sport.
Il presidente Bacigalupo su questo mostra una grande chiarezza di pensiero: “La nostra attività rimane finalizzata a trasmettere la passione per lo sport delle bocce volto alle nuove generazioni e a fare qualcosa per il sociale con la squadra “special” della Asl 4”.
Il consigliere Silvio Raggio entra nello specifico: “La nostra storia era e rimane quella di un sodalizio che punta tutto sul lavoro e sull’impegno dei soci. Certo alcune cose sono cambiate negli anni, specialmente quando il comune di Lavagna, proprietario delle nostre aree, dovette essere un po’ di anni fa commissariato. L’affitto delle nostre aree aumentò drasticamente, e allo stesso tempo i problemi di bilancio comunali ridussero fino quasi a scomparire il sostegno alle nostre attività da parte delle amministrazioni. Ma non ci siamo arresi e abbiamo trovato soluzioni alternative, continuando a mandare avanti i nostri progetti”.
Due i principali. Per primo viene il Gruppo Special Asl 4. Spiega Raggio: “Al momento dodici atleti con disabilità svolgono un allenamento alla settimana seguiti da due nostri soci istruttori. I nostri ragazzi partecipano a quattro tornei dedicati alla loro categoria organizzati da altrettante società della Liguria in cui partecipano anche squadre da fuori regione. Facciamo due trasferte a Savona, una a Sarzana ed una a Recco, oltre ad organizzare un torneo presso la nostra struttura. Come società copriamo interamente tutte le spese, accompagnatori compresi. Nei mesi invernali sosteniamo la spesa di affitto del bocciodromo al coperto di Chiavari”.
Poi bisogna portare avanti il settore giovanile: “Parliamo di venti atleti suddivisi in U12-U15-U18 che svolgono due allenamenti settimanali: da ottobre a marzo lo fanno presso bocciodromi al coperto e riscaldati a Calvari e a Riva Trigoso, presso altre società, seguiti da due istruttori e da alcuni soci. Siamo obbligati a rivolgerci ad altre strutture in quanto i nostri campi sono solo all’aperto. Partecipiamo alle competizioni U15 e U18 in ambito regionale e abbiamo portato alcuni nostri atleti alle finali nazionali in Nord Italia: tre nostre atlete U18 femminile parteciperanno ai campionati italiani individuali che si svolgeranno in settembre in Veneto”.
Poi abbiamo il Progetto FIB “Scuola Attiva”. Raggio è particolarmente orgoglioso di questo progetto: “Quattro educatori scolastici da ottobre a maggio sono impegnati in diversi plessi scolastici del Levante e dell’entroterra (Val D’Aveto) per promuovere il gioco delle bocce. Trattandosi di uno sport “minore” a spese della società a forniamo abbigliamento di rappresentanza e copriamo i costi di affitto delle strutture al coperto, e delle trasferte”.
Uno sforzo quasi titanico per un club che vive di puro volontariato. “Nel 2025 abbiamo avuto 370 soci, divisi per settore bocce, tennis e circolo ricreativo. Tutti fanno il possibile, e spesso l’impossibile, chi volesse venire a darci una mano sarebbe più che ben accetto”.