di DANILO SANGUINETI
Se gareggiare con una disabilità è già un’impresa, allenare seguendo persone con la tua stessa disabilità è un’impresa al cubo. Quanto sta realizzando Syria Miro, che fa i conti quotidianamente con i disturbi dello spettro autistico, è assolutamente stupefacente.
Si è trasformata, arrivata alla maggiore età, da atleta in allenatrice, e lo fa ogni giorno nella vasca della piscina di Largo Pessagno a Chiavari, aiutando ragazzi e ragazze che hanno le sue stesse problematiche. Una coach che è in connessione profonda con chi allena, sapendo cosa provano, qualcosa che è possibile solo nello sport dove tra chi insegna e chi impara può esserci totale sintonia.

Si è avvicinata al nuoto da piccolissima, seguendo la mamma, Alice Bancalari, oggi nella polizia ma da giovane valorosa agonista.
Syria segue assieme agli istruttori Diego Barletti e Donatella Amighetti i corsi dedicati a coloro con diagnosi dello spettro autistico, che la Chiavari Nuoto organizza al fianco del Cip, il Comitato italiano paralimpico. Il progetto ha anche il sostegno di Officina “Imparo e Vado” della dottoressa La Barbera e dello studio associato di pediatria che fa capo alla dottoressa Grasso.
“Syria è galvanizzata dall’idea di fare da assistant coach agli istruttori – annuncia il papà, Roberto Miro – e si è gettata come suo solito con il massimo entusiasmo nel nuovo progetto. È per noi fonte di grande conforto vederla così impegnata e felice. Ci ripaga di tutti i sacrifici che io e mia moglie Alice abbiamo dovuto fare in questi anni. La nostra attività professionale ne ha risentito in minima parte grazie al sostegno della Polizia di Stato dove entrambi militiamo. Certo abbiamo dovuto rinunciare a qualche opportunità offertaci altrove, abbiamo dovuto regalare molte ore a queste attività, ma questo poco conta di fronte a quello cui assistiamo ogni giorno. A Chiavari Syria si è ambientata magnificamente, ha tanti amici, incontra quotidianamente tante persone, può interagire con tutti, cosa che per una persona con le sue problematiche è essenziale per non dire vitale. In piscina poi, tra i ragazzi della Chiavari Nuoto è realmente un pesce nell’acqua”.
Roberto e Alice sanno che la inclusione sociale è determinante per dare un futuro a Syria. Miro ricorda: “Abbiamo potuto gettare le basi di un quello che chiamiamo il “dopo di noi”, ossia consentire anche e soprattutto grazie allo sport che Syria ed i ragazzi come lei abbiano di fronte tanti anni di esistenza serena. Se la nostra impresa sarà coronata da successo tutto il resto non conterà, saranno stati esistenze ed anni ben spesi”.