di DANILO SANGUINETI
Nella battaglia cruciale per evitare la dispersione scolastica (quella che una volta veniva definita brutalmente come l’abbandono tout court) il progetto “Play to stay”, ossia “Giochi così rimani”, è essenziale e vitale. Se c’è da dare ai ragazzi e alle ragazze una ragione per imparare cosa c’è di meglio che far comprendere come l’impegno può essere producente? Lo sport è il trait d’union naturale tra l’impegno e il divertimento. Svolgere una sana attività fisica allinea i parametri di una buona crescita caratteriale.
“Play to Stay” è pensato per integrare attività sportive e laboratoriali con percorsi formativi scolastici e professionali, con l’obiettivo di aumentare la partecipazione scolastica e il senso di appartenenza degli studenti. Il primo passo è quello di favorire la collaborazione tra scuole, enti di formazione professionale e società sportive dilettantistiche per progetti congiunti.
La misura è finanziata con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027 e, nel caso della Liguria, è stata lanciata nell’ambito delle iniziative legate a “Liguria 2025 – Regione Europea dello Sport”. Il finanziamento regionale indicato per l’avvio è di circa 2 milioni di euro.
Il Tigullio, nella fattispecie il Centro Benedetto Acquarone di Chiavari, è capofila di questo importante progetto regionale. Nella sua palestra è già partito il laboratorio sperimentale di Dodgeball, le prime uscite si sono dimostrate più che promettenti, ora è il momento di procedere.
Da tenere presente che i soggetti ammessi sono organismi formativi che erogano percorsi triennali IeFP, scuole secondarie di secondo grado e società sportive dilettantistiche che presentino progetti congiunti. Le tipologie di attività possono essere laboratori sportivi pomeridiani, attività di team building, discipline non convenzionali (come il dodgeball, tipo l’orienteering), danza, basket, biliardo sportivo, trekking urbano, ecc.
I progetti territoriali e laboratori debbono essere rivolti agli studenti iscritti ai percorsi IeFP e alle scuole secondarie, con iscrizioni e selezioni gestite dai partner locali.
Nel dettaglio sono già pronti laboratori di “Flag Football”, “Climbing” e “Una Bussola per amica”. Il Flag Football entrerà in quattro scuole come palestra di decisione e appartenenza. L’assenza di contatto abbassa la soglia d’ingresso. Si può provare, sbagliare, riprovare, senza la paura del contatto fisico o del giudizio tecnico precoce. Sul piano delle soft skills, il Flag Football allena decisione sotto pressione, problem solving in tempo reale, comunicazione assertiva e gestione del conflitto.
“Il Climbing in Gancio Doppio”. Ogni salita è un incontro tra un corpo, una mente e una comunità che lo sostiene. L’arrampicata nasce come gesto individuale, ma respira di gruppo. Chi è in parete decide, sente, calibra; chi resta a terra osserva, fa sicura, guida con la voce, tiene il filo. La corda diventa un patto visibile.
“Una Bussola per amica”. Il laboratorio propone l’orienteering come esperienza educativa che unisce movimento, mente e relazioni. Con mappa e bussola, i ragazzi imparano a leggere l’ambiente, scegliere direzioni, correggere la rotta e fidarsi delle proprie capacità. Ogni sessione alterna momenti individuali e di squadra, valorizzando la collaborazione e la gestione dell’errore.