di ALESSANDRA FONTANA
“Il progetto è nato da un importante lavoro di rete tra enti, professionisti e realtà del territorio e punta a sviluppare nuove esperienze outdoor, valorizzare i beni geoculturali e rafforzare il legame tra costa e Appennino. Un passo concreto verso un modello di crescita condivisa, capace di coniugare tutela del territorio, cultura e opportunità, all’insegna di un nuovo sistema Tigullio”.
Così il Comune di Lavagna ha commentato l’inaugurazione del Parco Museo Tigullio presentato alla cittadinanza una manciata di giorni fa. L’iniziativa condivisa tra Comune di Lavagna, Dynamoscopio – Bricchi De Ma, Pietre Parlanti e Consorzio Ospitalità diffusa Una Montagna di Accoglienza nel Parco, e realizzata con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Territori in Luce”, che vuole mettere al centro patrimonio naturalistico, identità locale e turismo esperienziale.
“Un passo concreto verso un modello di crescita condivisa, capace di coniugare tutela del territorio, cultura e opportunità, all’insegna di un nuovo sistema Tigullio”. La presentazione è infatti avvenuta proprio a Lavagna.
“Il parco Museo del Tigullio vuole creare occupazione nell’ambito del turismo sostenibile per gli operatori del territorio: guide ambientali-escursionistiche, guide turistiche, operatori della cultura (teatro, artigianato, arti…) e tutta la ricettività disseminata nel Tigullio”. Il motivo è lampante: “Perché vogliamo continuare ad abitare in questo meraviglioso luogo, per prenderci cura di quel patrimonio e di quel paesaggio che tanto ci fanno stare bene”.
Il progetto ha interessato 15 comuni, concentrandosi principalmente sull’area centrale del territorio, lungo l’asse verticale che va da Lavagna a Santo Stefano. Il lavoro si è sviluppato su tre filoni principali. Il primo ha riguardato la ricerca e la mappatura dei siti: circa 300 luoghi sono stati selezionati e approfonditi, e a partire da metà marzo saranno raccontati online in maniera scientifica, accompagnati da una mappa digitale interattiva disponibile sull’app dedicata.
Il secondo filone ha portato alla luce tre nuovi percorsi che collegano Santo Stefano d’Aveto a Lavagna, attraversando le valli d’Aveto, Graveglia e Sturla. Gli itinerari, pensati per essere percorsi in discesa dal monte al mare, si articolano su più giorni e prevedono tappe con strutture ricettive, per rendere il viaggio accessibile e organizzato.
Infine, il terzo intervento ha creato una rete collaborativa finalizzata allo sviluppo di un’offerta di turismo sostenibile originale. Dalle 22 idee iniziali, 16 sono state trasformate in proposte concrete e fruibili, combinando formazione, creatività e collaborazione tra i diversi attori del territorio. Il risultato è un progetto che valorizza il patrimonio locale e offre nuovi strumenti per vivere e scoprire il territorio in modo sostenibile e innovativo.