di ALESSANDRA FONTANA
L’attesa sta per finire. Venerdì 27 febbraio il Parco Museo Geoculturale del Tigullio svelerà traguardi raggiunti e obiettivi futuri. L’appuntamento è fissato all’auditorium Campodonico di Lavagna alle 17 ed è aperto al pubblico e alle amministrazioni dei Comuni del Tigullio (da San Colombano Certenoli a Varese Ligure, da Santo Stefano d’ Aveto a Moneglia).
Un progetto, quello del Parco Museo Geoculturale, che ha visto impegnate decine di operatori compresi fra la costa e l’appennino per elaborare strategie e nuovi modi per attrarre turismo. “Impegnarsi in questa nuova visione a favore di un ‘Parco Museo per il turismo sostenibile’, fra le Cinque Terre e Portofino, implica due importanti obiettivi di medio-lungo termine, che meritano anche il supporto di chi abita e governa questo territorio: la destagionalizzazione del turismo e la redistribuzione dei suoi flussi, in modo che il suo impatto ambientale possa essere mitigato e i suoi benefici economici amplificati e diffusi anche nelle aree più interne. Sì, perché il grande rischio che dovrebbe indurci ad unire gli sforzi è una costa devastata e invivibile e un entroterra spopolato e abbandonato”, spiegano gli organizzatori.
Il 27 verranno presentati il catalogo di 20 esperienze innovative per immergersi nel Tigullio, la mappa inedita del patrimonio culturale e ambientale del Tigullio, che censisce e descrive oltre 300 beni e siti di interesse geoculturale in continuo aggiornamento e la selezione di 3 itinerari “verticali”. “È un risultato entusiasmante – afferma Erika Lazzarino, che per Dynamoscopio ha coordinato il lavoro – e vale le fatiche messe in campo da alcuni anni a questa parte con molti colleghi e colleghe”.
Il riconoscimento più grande va alle persone che hanno aderito alla “rete informale Tigullio”, orientando e dando fiducia a questo tipo di processo partecipativo, inclusivo e trasversale, che muove dal basso e guarda al futuro e alle nuove generazioni. In una parola: alla sostenibilità e alla collaborazione. L’invito a partecipare all’incontro è rivolto anche al settore turistico di Regione Liguria, a chi opera nel turismo e nella cultura, agli IAT e ai Tour Operator. Previsti gli interventi dell’Amministrazione di Lavagna e di Fondazione Compagnia di San Paolo e le presentazioni curate da Dynamoscopio, Pietre Parlanti, Consorzio Valli dell’Aveto e Jecoguides.
La promessa di Dynamoscopio è stata mantenuta: “Nell’arco di soli nove mesi, potremo mappare questo patrimonio e innestarvi una prima offerta turistica sperimentale, capace di raccontarlo e renderlo fruibile al pubblico del turismo sostenibile e responsabile, quello cioè che si mette in ascolto dei luoghi ed è interessato ad esplorarli con gentilezza. Con la possibilità di seguire un percorso formativo gratuito sul patrimonio locale e sul turismo esperienziale e sperimentare originali proposte turistiche, i veri e unici protagonisti del potenziale Parco Museo sono operatori culturali e guide ambientali-escursionistiche attive nel territorio, ma anche strutture ricettive e il tessuto produttivo locale”. E questo è solamente l’inizio.