di ALBERTO BRUZZONE
Nel 2025 il mercato degli affitti brevi in Liguria ha prodotto un gross book value (ovvero l’importo totale del valore indicato nei libri contabili) di 606 milioni di euro, generando a sua volta un Pil di tre miliardi. Cifre impressionanti che da sole fotografano un fenomeno in larghissima espansione, come è emerso nei giorni scorsi al convegno sul tema che si è svolto a Villa Durazzo, nel centro di Santa Margherita Ligure.
L’iniziativa, organizzata dalla sezione genovese della Fiaip, ovvero la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (guidata da Rita Ogno, mentre la sezione ligure è guidata dal neo eletto presidente Fabio Becchi), è stata intitolata ‘Politiche abitative e affitti brevi’ e ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente nazionale di Fiaip, il genovese Fabrizio Segalerba, del presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, di politici regionali e locali (tra cui il consigliere regionale Carlo Bagnasco e il sindaco di Santa Margherita Guglielmo Caversazio), degli assessori regionali Stefano Lombardi (Turismo), Marco Scajola (Politiche abitative e Urbanistica) e Alessio Piana (Sviluppo Economico, tutti e tre in videoconferenza), e della delegata nazionale di Aigab (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi), Carmela Lerede.
È stata quest’ultima a fornire le statistiche aggiornate dell’ultima frontiera del turismo, che tocca tutta la nostra regione anche se, pur a fronte di un volume d’affari enorme, le percentuali degli affitti brevi sono molto più basse di come vengono percepite.
“In Italia – afferma l’esperta dell’associazione nata nel 2020 e che rappresenta oltre ottocento operatori professionali del settore – solo l’1,3% delle abitazioni è promosso online per affitti brevi e questa percentuale scende ulteriormente in provincia di Genova, toccando lo 0,7% (i picchi sono a Camogli con il 3,2% e a Portofino con il 4,5%). Su uno stock residenziale complessivo di 556.622 abitazioni, il 59,6% è occupato dai residenti, il 14,1% è affittato con le formule tradizionali, il 26,3% non è occupato”.
Significa che in tutta la provincia di Genova gli appartamenti non occupati per tutto il periodo dell’anno sono oltre 146mila. Nella città di Genova le abitazioni promosse online con la formula dell’affitto breve sono 2231, mentre quelle affittate con il 4+4 sono 52.240 quindi, secondo gli agenti immobiliari, “è una fake news quando si parla di mercato monopolizzato dai b&b e simili”.
Anche a Genova è altissima la percentuale delle case vuote: 13,5%, per un totale di 44.287 unità. Secondo Fabrizio Segalerba, “i dati dimostrano che le locazioni brevi occupano una quota limitata del patrimonio immobiliare e non possono essere considerate la causa strutturale della difficoltà di accesso alla casa per le famiglie. L’emergenza abitativa nasce piuttosto da un insieme di fattori: carenza di offerta, incertezza normativa, pressione fiscale e scarsa tutela dei proprietari nel mercato della locazione di lungo periodo”.
Gli agenti di Fiaip e anche i membri di Confedilizia rivendicano “il diritto del proprietario ad affittare con la formula che meglio ritiene. Non può il Governo legiferare rispetto alla proprietà privata, che rimane inviolabile”.
E gli agenti immobiliari, con in testa Rita Ogno, chiedono “di poter partecipare attivamente ai tavoli di concertazione sugli interventi che riguardano il settore immobiliare, le politiche abitative e tutto ciò che riguarda il settore casa”.
“Le politiche abitative – aggiunge Segalerba – devono puntare ad aumentare l’offerta di alloggi accessibili, favorendo la rigenerazione urbana, il recupero del patrimonio esistente e modelli di partenariato pubblico-privato capaci di dare risposte concrete e sostenibili nel tempo. In questo quadro, anche il tema degli affitti brevi va collocato all’interno di una visione più ampia dell’abitare, evitando approcci ideologici e puntando a soluzioni responsabili e coerenti con le specificità dei territori”.
Ma se, come dicono gli esperti, il mercato degli affitti brevi è ancora marginale, è altrettanto vero che ha cambiato le abitudini di chi va in vacanza: “È aumentata la durata del soggiorno – osserva Carmela Lerede – con una media di 5,6 giorni in tutta la provincia di Genova, e c’è stato un incentivo al processo di destagionalizzazione dei flussi turistici: a Genova le case affittate con la locazione breve sono occupate per il 60% dell’anno, mentre la media stagionale si ferma al 54%”. Percentuali ancora basse per gli affitti brevi, eppure introiti altissimi e, non di minore importanza, crescita dei posti di lavoro. A beneficiare degli affitti brevi in Italia sono oggi trentamila operatori professionali e centocinquantamila persone impiegate in modo diretto. Le famiglie proprietarie toccano quota mezzo milione.