di DANILO SANGUINETI
Sillogismo. Premessa maggiore: l’attività fisica è uno dei fattori più potenti per migliorare salute e benessere mentale, diventa decisiva in età avanzata. Premessa minore: l’Italia è oggi uno dei Paesi più longevi al mondo. Ergo, per evitare di avere attorno a noi una pletora di fantasmi deambulanti, bisognosi di costose cure mediche che non possiamo più permetterci e considerato lo stato dell’arte del nostro welfare, investire nel settore del wellness non è più un optional, è un dovere per la tenuta del sistema paese.
Tra chi lo ha capito per tempo c’è un veterano del settore come Giacomo Selva che regge assieme alla moglie, Barbara Campodonico, le sorti della “Palestra B.G.” (le iniziali dei coniugi), situata in corso Colombo 87 E a Chiavari ma che della palestra ha solo l’intitolazione. Nei fatti è un centro per fare attività fisica, quella “medicina naturale” che agisce su corpo, mente e relazioni, che non richiede performance: basta la costanza perché come sanno bene Giacomo e signora il nostro corpo risponde a ogni età in maniera diversa, ma sempre in maniera positiva, anche a piccoli cambiamenti. Ecco una prima grande innovazione rispetto a quanto offrono gli altri. Qui si lavora sul singolo, con la costruzione di routine personalizzate, adatta ai ritmi e agli obiettivi di ogni soggetto, che viene “analizzato” dagli istruttori e instradato in un percorso tipizzato sulla sua personalità oltre che sulle sue capacità.
Coach Selva ha le idee chiarissime. “Dopo 41 anni di attività in questo campo ci mancherebbe solo che le avessi confuse!” Scherza ma non troppo. “Da giovane (ha passato i cinquanta N.d.r.) sono stato agonista in diverse discipline, ho fatto body building, poi sono passato ad altro, diverse arti marziali, ecc. ecc. Assieme ad altri “pro” ho fondato la palestra Quercus sempre qui a Chiavari, poi sette anni fa io e Barbara abbiamo deciso di metterci in proprio e siamo venuti qui, dove ancora siamo. Ed abbiamo pensato a qualcosa di completamente diverso rispetto alle altre palestre. Non dico che siamo i più bravi o che siamo perfetti però abbiamo scelto un approccio completamente differente rispetto alla norma, a quanto si usa abitualmente. Negli anni mi sono accorto che trattavamo chi si rivolgeva a noi come un cliente, un numero, una scheda da riempire al momento in cui pagava l’abbonamento e poi da lasciare il più delle volte e la maggior parte del tempo da solo, abbandonato ad un “fai da te” che nel campo dell’attività fisica il più delle volte produce sconquassi. Nella migliore delle ipotesi si sprecano tempo e soldi, nella peggiore si incappa in infortuni, disfunzioni, indirizzi del tutto errati”.
Nella Palestra B.G. il percorso non segue sentieri differenti, è un’orbita su un piano lontano anni luce dalle consuetudini. “Ecco perché io la indico come “B.G. cultura fisica”. Perché la vedo come una scuola dove si impara la pratica e la teoria. Chi viene da noi prima di tutto si iscrive (siamo una associazione sportiva affiliata all’Endas), poi fa una prova, guarda e viene guardato, nel senso che cerchiamo di capire che cosa può fare, cosa gli serve veramente”.
Nel dettaglio. “Lo stato di salute di quello che io non ho problemi a chiamare “paziente”, perché qui viene a curare il corpo e la mente nel senso che ripara e migliora le sue capacità. Se uno ha delle patologie, devo capire bene. Io dico sempre che interroghiamo il corpo, mentre ci alleniamo capiamo cosa va e cosa no, poi facciamo un piano noi e il cliente per associare ciò che puoi fare a quello che tu vuoi fare. Quindi non è che tu vieni qui, paghi e poi vieni abbandonato”.
Che sia una norma sempre applicata e non fumo negli occhi lo può constatare chiunque venga nell’ampio salone dove sono assemblati tutti i principali macchinari. “È la norma che abbiamo introdotto con il Covid e che abbiamo mantenuto. Locali pulitissimi, si sanifica tutto, tutto trattato con anti-batteri, e ogni ora cinque, massimo sei persone in azione”.
Si noti bene: ci sono postazioni e spazi per almeno il doppio. “Non importa. In questo modo possiamo seguire ciascuno minuto per minuto, controllare che stia eseguendo correttamente e nel giusto ordine il programma concordato”. Giacomo, Jack per gli amici e discepoli, Selva scende ancor più nel dettaglio: “Io per ogni cliente seguito elaboro un pacchetto, un gruppo di esercizi e routine tagliati su misura. Se qualche esercizio risulta troppo difficile per il soggetto, lo spiego nei dettagli, lo ripetiamo assieme fino a quando non viene “incamerato”. Io penso al corso come a un vestito tagliato su misura. E sto parlando anche dei costi”.

Poi c’è la ricetta personalissima: “Io uso il principio della confusione fisica, cioè vuol dire che il corpo umano deve abituarsi a fare più cose velocemente in base a cosa deve fare in pratica usando meno secondi di recupero. La maggior parte delle palestre propongono corsi ed esercizi solo per fare volume e massa. Io lavori che hanno i più disparati propositi, e che sono tarati per non esagerare. Mi interessa meno l’intensità delle capacità di recupero, ecco perché qui da noi si fanno pause anche lungo, da un minuto o 90 secondi tra una serie e l’altra. In più facciamo circuiti, anche musicali, per variare e non trasformare chi li esegue in un robot”. Sarà un caso ma c’è una netta prevalenza di pubblico femminile. “Sì il messaggio arriva soprattutto alle signore. Qui non c’è competizione, di nessun tipo”.
Anche gli orari sono flessibili: “Si inizia la mattina alle sette del mattino e si finisce alle nove di sera, con un’ora di pausa a mezzogiorno, da lunedì a venerdì. Invece non siamo flessibili sulle regole sanitarie: ci vuole il certificato medico di sana costituzione, nessuna eccezione. Fino ai 65 anni accettiamo chiunque, oltre vediamo di caso in caso. Sulla alimentazione diamo consigli, nessuna imposizione. Sulla frequenza invece decidiamo noi. Massimo quattro volte la settimana, minimo consigliamo due, ma anche qui siamo aperti a concordare i tempi a seconda delle disponibilità di ciascuno. Perché massimo quattro? Perchè il fisico ha bisogno di riposare, quanto è da capire in base anche all’età e allo stato del fisico”.
Quindi palestra non affollata e non assediata da richieste. “Ho fatto in modo che si venga solo su prenotazione, studiando attentamente gli orari per non riempire i locali e per dare a ognuno i ritmi adeguati. Devo dire che nel tempo abbiamo conquistato un bel numero di fedelissimi, non posso lamentarmi dell’affluenza. Anche perché lavoriamo dodici mesi su dodici, senza andare incontro ai drastici cali che le “usuali” palestra subiscono di estate. Un po’ il posto, siamo a un tiro di schioppo dal mare, un po’ per come ci regoliamo, abbiamo tanta gente in agosto quanto in gennaio”.
Palestra B.G., il santuario della cultura fisica. Cultura, non culturismo. Un “ismo” in meno fa la differenza.