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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

L’impegno della Compagnia di San Martino sui sentieri della Valle Sturla: “Così ci prendiamo cura del nostro territorio”

Questi percorsi non rappresentano solo itinerari escursionistici, ma vere e proprie arterie vitali del territorio, fondamentali per la vivibilità delle frazioni, per il turismo lento e per il mantenimento del legame tra comunità e paesaggio
I progetti della Compagnia di San Martino sui sentieri della Valle Sturla sono sempre molto intensi
I progetti della Compagnia di San Martino sui sentieri della Valle Sturla sono sempre molto intensi
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di ALESSANDRA FONTANA

Niente può fermare la buona volontà di chi vive e ama il proprio territorio. Lo sa molto bene la Compagnia di San Martino che nel 2025 si è occupata di alcuni sentieri della Valle Sturla: “Prendersi cura dei sentieri significa prendersi cura del territorio”. 

Ed è quello che hanno fatto i membri dell’associazione che hanno preso in adozione alcuni sentieri: i tracciati interessati dall’accordo sono percorsi storici e molto frequentati: il collegamento Borzonasca–Borzone–San Martino di Licciorno–Vallepiana, l’Anello di Borzone, il sentiero Prato Sopralacroce–San Martino di Licciorno e la suggestiva Via del Latte, che unisce Prato Sopralacroce alla Malga di Perlezzi

Sentieri che non rappresentano solo itinerari escursionistici, ma vere e proprie arterie vitali del territorio, fondamentali per la vivibilità delle frazioni, per il turismo lento e per il mantenimento del legame tra comunità e paesaggio. “Fino a quest’anno, infatti, la cura dei sentieri da parte nostra è stata portata avanti interamente a titolo volontario, con tempo, fatica e passione, perché i sentieri non sono solo percorsi escursionistici: sono arterie vitali del territorio, fondamentali per la sua vivibilità, per l’escursionismo e per mantenere vivo il legame tra luoghi e persone – spiegano con orgoglio dall’associazione – Un ruolo centrale in questa storia lo ha avuto la Via del Latte, il primo sentiero completamente recuperato dalla nostra associazione. Un nome che racconta già tutto: era il tracciato percorso un tempo per portare a valle, con grande fatica, il latte dalla Malga di Perlezzi”. 

Successivamente il Parco ha collegato questo sentiero al Cammino delle Malghe, che parte dal Passo del Bocco, attraversa le tre Malghe dell’Aiona (Vallepiana, Zanoni e Perlezzi) e termina proprio alla Malga di Perlezzi. Grazie alla Via del Latte, il percorso si chiude a Prato Sopralacroce, dove sono presenti servizi essenziali per chi cammina e per chi vive il territorio: bar, ristorante, negozio, ufficio postale, strutture ricettive e collegamenti bus.

L’associazione lancia anche un appello ad altre realtà presenti sul territorio: “Crediamo fortemente che la collaborazione tra associazioni, volontari e istituzioni, come in questo caso con il Parco dell’Aveto, sia la strada giusta per garantire sentieri curati, sicuri e vivi. Per questo invitiamo altre realtà a cogliere opportunità simili: prendersi cura dei sentieri significa investire nel futuro delle nostre comunità. I sentieri raccontano storie. Sta a noi continuare a farle camminare”.

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