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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Gianluca Badaracco, l’occhio della Val d’Aveto: “Così colgo la bellezza della nostra terra”

Dall’antica chiesa di Villa Cella passando per le nuvole del Ramaceto, che siano paesaggi innevati o prati in fiore poco importa, il minimo comune denominatore è l’amore per la natura e per la vallata
Gianluca Badaracco lavora come dipendente di Regione Liguria, ma è fotografo per passione da anni
Gianluca Badaracco lavora come dipendente di Regione Liguria, ma è fotografo per passione da anni
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di ALESSANDRA FONTANA

“Fotografia è una storia d’amore con la vita”. Lo sa molto bene Gianluca Badaracco che lavora come dipendente di Regione Liguria nell’ispettorato agrario, ma è fotografo per passione da anni. Gli amanti della Val d’Aveto, e non solo, lo conoscono perché hanno visto il suo nome scritto sulle immagini condivise sui social o stampate su volantini e brochure.

Dall’antica chiesa di Villa Cella passando per le nuvole del Ramaceto, che siano paesaggi innevati o prati in fiore poco importa, il minimo comune denominatore è l’amore per la natura e per la vallata. “Ho cominciato lavorando come fotografo accreditato per i rally” racconta con modestia Badaracco. Ed è in quell’occasione che è nata l’attenzione per i paesaggi: “Ho seguito per il mondiale diverse gare, sono stato in Svezia, Portogallo, Grecia. L’aspetto paesaggistico conta molto e ho sempre cercato di far risaltare anche il paesaggio proprio per far capire dove si trovassero le auto e questa cosa mi è rimasta. Mi ha aiutato nella composizione fotografica. Quando vado a fotografare le mucche cerco di farle mettere in posa. Ho tantissime foto di mucche, molte le scarto perché non sono disposte come vorrei… “.

Tra i soggetti preferiti da Badaracco ci sono proprio questi animali che in qualche modo rappresentano la vallata intera e il lavoro tenace di chi resiste vivendo e investendo in paese: “Cerco sempre di mettere in luce il lavoro di agricoltori e allevatori, è un modo per gratificarli per dare loro anche una sorta di riconoscimento sottolineando l’importanza che hanno per il nostro territorio”. In questi anni sono stati tantissimi gli incontri con gli animali ma uno sicuramente rimarrà indelebile: “Ero a Villacella a fotografare le mucche cabannine e ho visto un lupo in lontananza. Non ho capito subito che animale fosse, poi mi sono messo dietro a una roccia e mi è passato abbastanza vicino a sette otto metri di distanza”, un incontro inaspettato ed emozionante.

Badaracco, che lavora a Borzonasca ma è di Santo Stefano d’Aveto, ha un vero e proprio debole per i monti della valle: “In particolare per il Ramaceto. Alle spalle ci sono i monti della Val d’Aveto, davanti il mare, si vede persino la Corsica e le Apuane. Offre condizioni di luci particolari… e poi quella distesa di nuvole è spettacolare, sembra il mare”.

A seconda della stagione ci sono monti e paesaggi preferiti ma l’importante è sempre non smettere di meravigliarsi: “Questo weekend sarò sicuramente a Santo Stefano. La scorsa settimana sono stato alla Valle Tribolata e c’erano dei fiori bellissimi. Per fare una foto suggestiva dovrò aspettare il tramonto”. Sono tante le serate trascorse ad aspettare il momento giusto per scattare e altrettante le nottate percorrendo i sentieri al buio tornando verso casa, accompagnato soltanto dal rumore di foglie e del vento tra gli alberi: “Ci sono situazioni molto più pericolose, l’importante è sempre dire agli altri dove ci si trova. Girare in città di notte è sicuramente più pericoloso”. Badaracco nei suoi scatti immortala la bellezza, compresa quella dei tempi andati e quella che alla fine salva il mondo.

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