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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Santa Margherita, riecco il Festival della Bioetica: quest’anno il focus è incentrato sulla Bellezza

Tra seminari, tavole rotonde, dibattiti e performance artistiche, si parlerà di temi sempre importanti nel nostro vivere quotidiano
Il Festival di Bioetica torna ad animare Santa Margherita Ligure
Il Festival di Bioetica torna ad animare Santa Margherita Ligure
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(r.p.l.) Due giornate per parlare di bellezza, tra uomo, ambiente e animali. A Santa Margherita Ligure ritorna, il 24 e 25 agosto prossimi, il Festival di Bioetica, organizzato dall’Istituto Italiano di Bioetica e dal Comune di Santa Margherita, tra Villa Durazzo, l’Anfiteatro Bindi piazza Martiri della Libertà, a ingresso libero. 

Tra seminari, tavole rotonde, dibattiti e performance artistiche, si parlerà di temi sempre centrali nel nostro vivere quotidiano: la bellezza declinata insieme all’etica, insieme all’estetica, insieme ai social network e tanto altro. Ospite d’onore della prima giornata, l’illustratrice Elena Pongiglione, mentre per la seconda giornata ci sarà lo scrittore Maurizio Maggiani. Quest’anno il Premio Bioetica Festival viene conferito ad Angelo Vescovi, biologo e farmacologo, direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza e, da dicembre 2022, presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica.

A organizzare il Festival, come sempre, c’è Luisella Battaglia: “Il Festival ci invita a provare a pensare a un’idea della bellezza diversa da quella banalizzata, confinata nel futile e nell’effimero o, viceversa, canonizzata nelle immagini della classicità: un’idea di cui oggi più che mai abbiamo bisogno. Ma per questo occorre innanzitutto riattivare l’immaginazione partendo, ad esempio, dall’idea che la bellezza si trovi ovunque ci sia visione, utopia, in altre parole, l’intuizione progettuale di un mondo possibile”.

Secondo la docente, “la bioetica può rappresentare un punto d’osservazione privilegiato: la complessità del suo sguardo su diversi ambiti – umano, ambientale, animale – potrebbe darci infatti la possibilità di scoprire modi diversi di relazionarci col mondo che abitiamo. Tutto starà al modo in cui, uscendo dal modello antropocenico, concepiremo la nostra co-esistenza con animali, piante, foreste, – tutto quello che definiamo come l’altro da noi. In questo quadro la sfida dei prossimi anni sarà di tenere insieme scoperte scientifiche, nuove tecnologie e bellezza”.

Tra i vari temi: come si configura il mito del bello nei social network? Quali le nuove estetiche del corpo? “È stato detto che oggi viviamo nell’era della spettacolarizzazione del corpo e si parla comunemente di ‘vetrinizzazione sociale’. Ma cosa significa vivere in vetrina? La nostra vita si viene sempre più configurando come una società dell’iconomania in cui l’individuo è innanzitutto homo videns che da spettatore/consumatore dei media tradizionali si trasforma in attore/consumatore della propria esistenza massmediatica. Potremmo in un certo modo dire che non esistere massmediaticamente significa non esistere socialmente. La stessa pratica del selfie pone molti interrogativi circa i processi di costruzione dell’identità personale nel suo rapporto con la bellezza”.

La seconda giornata, invece, sarà dedicata all’ambiente: “Sempre più spesso si parla, all’interno della filosofia ambientale, dell’esperienza della bellezza come tramite privilegiato per avviare un’etica del rispetto per la natura – sostiene Luisella Battaglia – Oggi abbiamo a che fare con paesaggi degradati, deturpati innanzitutto nelle loro qualità estetiche, traditi da un’edilizia sconsiderata nella rottura di quell’equilibrio tra armonia naturale e interventi umani che li aveva caratterizzati per secoli. Quali le possibili risposte? Occorre certo porre un freno al consumo del suolo per non aggravare situazioni già compromesse, vietare condoni o sanatorie nelle zone a rischio, ma soprattutto è indispensabile avviare una cura attenta del territorio. Ciò comporta non interventi irrealistici ma, come avverte Renzo Piano, piani di lunga durata di ‘rammendo’ idrogeologico e boschivo, recuperando una cultura ancestrale che si è andata perdendo”. A Santa Margherita in queste due giornate della prossima settimana si entrerà nel dettaglio, con l’auspicio di lasciare un segno concreto e tangibile. 

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