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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Liguria a due facce nel 2023, nel report di Confindustria: boom del turismo, male l’industria e i trasporti

Le prospettive? “Nel secondo semestre 2023, le previsioni delle aziende genovesi indicano un aumento moderato del fatturato”
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
Il porto di Genova è il principale scalo italiano
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di ALBERTO BRUZZONE

Solo il turismo (per larghissima parte) e i servizi bancari e assicurativi (in misura minoritaria) salvano gli indicatori economici della Liguria nel primo semestre del 2023. Per il resto, tirano il freno il settore manifatturiero, l’industria e i servizi e anche i trasporti e la logistica, trascinati giù dalla brutta performance del Porto di Genova: è il quadro analizzato da Confindustria Genova alla data del 31 luglio, un contesto nel quale pesano l’aumento delle materie prime, l’inflazione, la crisi degli altri paesi europei, mentre in maniera inversamente proporzionale cresce l’occupazione ma si manifesta il problema sempre più vasto di trovare posizioni e manodopera specializzate, al punto che il gap tra domanda e offerta supera ampiamente le diecimila unità.

Confindustria intitola il proprio rapporto ‘Sboom’: e già questo è di per sé significativo, “perché, per la prima volta, arriva un rallentamento dopo la ripresa post pandemia. Non significa un blocco brusco, e neppure significa recessione, ma ci troviamo di fronte a ritmi rallentati rispetto agli ultimi anni”, come commenta Umberto Risso, presidente di Confindustria Genova.

La recessione, spiegano gli esperti, “arriva dopo tre sboom di fila, quindi siamo ancora lontani da quello scenario, ma è indubbio che manifatturiero e servizi abbiano rallentato, mentre il turismo va ancora meglio rispetto al 2019”.

Questo significa che la Liguria è sempre più a vocazione turistica e sempre meno a vocazione industriale? A Confindustria Genova questa prospettiva non piace: “Non possiamo fare affidamento solo sul turismo – è il parere sia di Umberto Risso che di Giacomo Franceschini, che è il responsabile del Centro Studi – anche perché la Liguria non è la Riviera romagnola e quindi, a un certo punto, si pone il problema degli spazi, oltre a quello delle infrastrutture, come abbiamo già potuto vedere. Una regione che sta bene è quella in cui il turismo è con il segno più ma, di pari passo, sono con il segno più anche gli altri settori. Non possiamo pensare di andar male, anche con tutti gli investimenti che si stanno facendo, a cominciare dalla nuova diga”.

Oltre un miliardo di euro dal Pnrr, ma i traffici dei container, nel primo semestre del 2023, segnano il passo: “I numeri deludenti dei terminal – è l’analisi del Centro Studi – sono coerenti con le statistiche del Porto di Genova. Il traffico merci locale, espresso in tonnellate, è stato in flessione del 7,1%. Solo le rinfuse liquide registrano una crescita, grazie all’aumentato passaggio di prodotti chimici, mentre oli vegetali e vino calano del 3,1%, oli minerali dell’8,4% e rinfuse solide dell’8,4%. Scende il traffico container del 6,9% in tonnellate e del 5,6% in termini di Teus”.

A picco l’acciaio: -35,7% rispetto al primo semestre 2022. Bene invece i traghetti e le crociere, benissimo l’aeroporto, con settecento movimenti in più rispetto al 2022 e oltre 120mila passeggeri in più, anche se il risultato del 2019 non viene ancora raggiunto. Il turismo cresce del 4,5% come fatturato in Italia e dell’1,8% come fatturato estero, gli occupati in organico salgono del 4,3%, “ma si stanno cercando ancora 4660 figure professionali per il periodo tra luglio e settembre”.

Il tema del lavoro è un altro aspetto centrale dell’analisi di Confindustria Genova. Secondo il Centro Studi, “la percentuale di posizioni giudicate particolarmente difficili da coprire sale al 49,1% quando, nello stesso periodo dell’anno precedente, si assestava al livello, già elevato, del 40,7%. Tra le categorie professionali, aumentano le richieste di impiegati, professioni nel commercio e nei servizi e professioni non qualificate, mentre cala il numero previsto di assunzioni di dirigenti, professioni a elevata specializzazione e tecnici”.

Le prospettive? “Nel secondo semestre 2023, le previsioni delle aziende genovesi indicano un aumento moderato del fatturato, derivante da una migliore dinamica del commercio con l’estero. Questo dovrebbe permettere un contenuto rimbalzo della produzione”. Un fattore positivo sarà anche il basso prezzo del gas, mentre l’inflazione al momento rimane ancora alta, come si vede, ad esempio, sui rincari dei prodotti alimentari. ‘Sboom’, in una parola sola: c’è da prestare attenzione, ma senza allarmarsi ancora.

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