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Giovedì 29 gennaio 2026 - Numero 411

Tornano le mostre fotografiche a Wylab: tocca ad Alessandra Pratelli

Sabato, alle ore 16, inaugura ‘I colori del mondo’, una personale della fotografa, a cura di Monica Mazzolini
Alessandra Pratelli espone a Wylab le sue fotografie
Alessandra Pratelli espone a Wylab le sue fotografie
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(r.p.l.) Tornano a Wylab, in via Davide Gagliardo 7 a Chiavari, le mostre di fotografia, organizzate nel corridoio centrale. Sabato, alle ore 16, inaugura ‘I colori del mondo’, una personale della fotografa Alessandra Pratelli, a cura di Monica Mazzolini. L’esposizione sarà visitabile sino al prossimo 30 aprile, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 17, a ingresso libero.

In occasione del vernissage, sono previsti gli interventi di Monica Mazzolini, dal titolo ‘Alice e le arti visive’, e di Daniele Lazzarin, dal titolo ‘L’immaginario di Alice’. Le voci narranti sono di Manuela Nattino e di Pierpaolo Romairone

“Un incontro – spiega Alessandra Pratelli – in cui si parlerà di fotografia, di ambiente, di libri, di pittura. Una mostra, un dibattito e non solo, per un pomeriggio ricco di spunti di riflessione”. L’autrice degli scatti, milanese di origine e ligure di adozione, è un medico veterinario ippiatra di professione, da sempre con una grande passione per la fotografia. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nell’ambito di concorsi nazionali e internazionali patrocinati dalla Fiaf, ovvero la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Da vari anni, insieme con il Circolo Fotografica-mente di Lavagna, si dedica alla realizzazione di lavori fotografici ‘a progetto’, sia individuali che collettivi. Un approccio alla fotografia, quest’ultimo, ragionato e consapevole, che sottende studio e riflessioni personali profonde.

Secondo Monica Mazzolini, ne ‘I colori del mondo’, “partendo dall’utilizzo della macrofotografia, Alessandra Pratelli ci condurrà in un mondo in miniatura, al confine tra fantasia e realtà. Un viaggio nel Paese delle Meraviglie, un luogo in grado di farci riflettere e di stupirci. L’architettura narrativa è strutturata da fotografie e didascalie che enfatizzano il racconto e si completano a vicenda, trasformandosi rispettivamente in parole e immagini. Si tratta di un viaggio che l’autrice intraprende in prima persona e, tramite una favola, stimola il ‘lettore’ a guardare al di là del consueto, fino a trovare un’importante morale, un messaggio pedagogico. Attraverso il percorso che ci conduce in un luogo all’apparenza magico e bizzarro, le fotografie, con altrettanti brevi ma efficaci testi, non sono altro che una metafora della realtà, traslazione di ciò che la Natura, se solo fossimo davvero capaci di ascoltarla ed osservarla profondamente, ci comunica e chiede ogni giorno”.

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