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Giovedì 29 gennaio 2026 - Numero 411

Il decentramento mai realizzato: così a Rezzoaglio e Santo Stefano nei fine settimana mancano il medico di base e la guardia medica. Appello dei sindaci

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di ALESSANDRA FONTANA

Nuovi servizi in arrivo, altri in sofferenza. L’entroterra fa da sempre i conti con difficoltà e disagi che per la costa sono spesso inimmaginabili. In città, persino quelle piccole, ci sono supermercati aperti fino a tardi, dottori, veterinari, negozi. Sappiamo che chi vive all’interno è costretto a rinunciare a qualche comodità e talvolta anche a servizi essenziali.

Esempio emblematico di questa triste realtà è quello che sta accadendo in Val d’Aveto, dove gli abitanti da ormai diverse settimane, stanno facendo con i conti con un’altra mancanza: quella della Guardia Medica. Sul territorio di Rezzoaglio è presente un dottore certo, ma a non esserci, per qualche giorno al mese è proprio la Guardia Medica: “A volte ci ritroviamo addirittura senza dottore e senza Guardia Medica durante il sabato e la domenica”, racconta preoccupato il sindaco Marcello Roncoli che aggiunge: “Succede che la guardia medica manchi magari cinque, sei giorni al mese – a volte di più, a volte di meno – ma per noi sono sempre troppi”.

Rezzoaglio è il secondo territorio più vasto della Provincia di Genova, la sua estensione rappresenta un vero problema quando si parla di sanità, e non solo. Mesi fa, su questa testata, abbiamo portato alla luce la scelta drastica, per quanto necessaria, che riguardava lo spegnimento dei lampioni. Ritardare l’accensione e pensare a dei veri e propri interruttori come unico modo per permettere alle casse comunali di risparmiare. Un Comune che ha pochissimi abitanti e un’estensione importante.

“Per raggiungere Lavagna può volerci un’ora, un’ora e mezza tra intervento e viaggio. Magari anche due ore a seconda della frazione da raggiungere”. Un tempo infinito per il malato che con tutta probabilità – vista l’età media degli abitanti – è anche una persona anziana. “Il problema è che il criterio della Guardia Medica, per assegnare personale, incrementare orari e così via, tiene conto delle chiamate effettuate dagli utenti – spiega Roncoli – ed è ovvio che Chiavari ne abbia molti di più di Rezzoaglio che conta solo ottocento abitanti. Ma noi abbiamo un gran bisogno del personale qui: da Chiavari al Pronto Soccorso di Lavagna ci sono cinque minuti, da noi è tutta un’altra storia”.

Roncoli e il collega di Santo Stefano, Giuseppe Tassi, hanno già incontrato l’Asl4 per far presente il problema, la preoccupazione è stata affrontata più volte e Roncoli ha trovato massima disponibilità a collaborare da parte dell’azienda sanitaria, ma i tempi sono del tutto incerti: “Nei loro programmi c’è l’obiettivo di mettere un medico come presidio fisso, ma non so quando verrà fatto”.

Questa è una problematica condivisa che viene acuita quando di mezzo ci sono ferie, malattie e permessi: “L’Asl4 ci ha parlato di carenza di personale, l’anno scorso avevano trentadue medici disponibili a fare la Guardia Medica ora solo quattordici e così noi non siamo gli unici a subire questa mancanza”. Mal comune mezzo gaudio per l’entroterra? Neanche per sogno: “Qui la Guardia Medica deve essere fissa, è troppo importante data la distanza da Lavagna”, ribadisce con forza Roncoli. Ma la presenza del medico incaricato è importante anche per altri motivi: “Magari la persona necessita solo di una cura da somministrare in quel momento sul posto: un’iniezione, un trattamento… senza il dottore, il malato viene mandato direttamente in ospedale”, intasando così il Pronto Soccorso e sopportando, magari a fatica, un viaggio inutile.

Il problema esiste e non lo si può nascondere: “Io e Tassi abbiamo chiesto un incontro ai responsabili della sanità in Regione per quanto riguarda la Guardia Medica proprio per cambiare questo criterio: la priorità deve essere data sulle distanze”.

Questo sì che non sarebbe un cambiamento da poco: “Mi rendo conto che si tratti di una guerra tra poveri, il personale manca, ma non possiamo permetterci di rimanere senza questo presidio”. Ironia della sorte, solo alcune settimane fa, Rezzoaglio ha festeggiato per aver ottenuto il via libera volto a formare una squadra di Vigili del fuoco volontari sul territorio proprio grazie alla tenacia degli abitanti. A fare la differenza infatti, sono sempre i volontari: quelli della Croce Rossa, che da anni fanno turni e viaggi per assistere chi è in difficoltà e ora quelli di chi vuole impegnarsi anche su questo fronte. All’inizio dell’anno i Comuni di Rezzoaglio e Santo Stefano hanno indetto una riunione per capire se il sogno di formare una squadra di volontari potesse diventare realtà. Alla prima riunione erano presenti più di venti persone e nel futuro partiranno i corsi formati da lezioni teoriche e pratiche. La sede dei volontari sarà nella struttura che ospita il polo sanitario.

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