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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Scherma Rapallo, tutto fermo, tranne l’entusiasmo. La presidente Bozza: “Usciremo anche da questa tempesta, lo dobbiamo a tutti i nostri atleti”

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di DANILO SANGUINETI

Belli i tempi della scherma al chiaro di luna! A Rapallo si trovavano su un’isola felice e non lo sapevano. O meglio erano troppo occupati a fare grandi cose con il club di scherma locale per rendersi conto di quanta strada avessero percorso e quanto avessero accumulato in riconoscimenti e premi.

Una storia felice che a inizio 2020 si è interrotta senza colpe, constatazione che fa ancora più rabbia, da parte di atleti, tecnici e dirigenti. Oggi nella palestra del Club Scherma Rapallo, in via Betti 309/A, ci si sta dando un gran da fare perché almeno i tornei federali e le kermesse estive che con le attuali condizioni pandemiche sembrano così lontane possano tornare. E torneranno perché c’è come garanzia la ferrea volontà della maestra Gabriella Bozza, presidente della società, vero genius loci della struttura sportiva, impegnata da due anni nella gestione di una situazione grave quanto mai incontrata prima nella sua ultradecennale esperienza nel mondo della scherma.

Per Gabriella Bozza sono giorni complessi, nei quali deve ricorrere alla proverbiale tenacia e alla altrettanto rinomata decisione affinché la società rimanga sulla strada giusta.

A motivare ulteriormente, se ce ne fosse stato bisogno, è arrivato un meritato riconoscimento da parte del Coni. Il mese scorso, dicembre 2021, Roma ha conferito la Stella d’argento al Club Scherma Rapallo, un riconoscimento al merito sportivo, alla vita e alla professionalità di Gabriella che fondò la società sportiva 35 anni fa e che da quella data, prima come maestra e ora come presidente, l’ha animata con la grande passione che la contraddistingue.

“E intendo continuare a farlo perché non sarà certo questa persistente bufera a piegarmi”. Come si conviene a una schermitrice, parte all’attacco senza alcuna paura. “Bisogna pensare positivo, non lasciarsi prendere dallo sconforto anche se ci sarebbero ampie giustificazioni per lasciarsi andare”.

La maestra soffre nel vedere come i suoi ragazzi e ragazze siano sacrificati. “Dedicarsi al nostro sport in questa particolare epoca è un sacrificio doppio rispetto ai tempi normali. Abbiamo se non ‘perso’ come minimo affrontato due stagioni a velocità ridotta, quasi fermi. E non ce lo possiamo permettere. Noi come tutti gli altri club dilettanti che vivono di contributi dei tesserati e dell’organizzazione di manifestazioni”.

Bozza mette il dito nella piaga. “Abbiamo sopportato tutto, abbiamo lavorato rispettando le indicazioni venute dal Governo in primis e dalla nostra Federazione in seconda battuta, protocolli di sicurezza inclusi. Quello in vigore sino al mese scorso era severissimo: basti pensare che un atleta che aveva avuto il Covid era fermato per un mese dopo il tampone negativo, e poi essere sottoposto a una visita da parte di un medico sportivo, un esame più accurato, con test cardiologici per esempio, di quello fatto normalmente per l’idoneità fisico-sportiva. Potete comprendere come questa procedura ci abbia portato ad annullare ogni torneo e a non partecipare a decine di eventi”.

C’è di peggio. “Con lo scoppiare della quarta ondata tra dicembre e oggi sono state annullate quasi tutte le gare nazionali, sono saltate persino prove internazionali tipo le tappe della Coppa del Mondo”.

E per le kermesse private? “Per ora non se ne parla neppure. Sottolineo come queste fossero indispensabili per ‘rimpinguare’ le casse societarie. Con le gare estive o gli appuntamenti fissi facevi fare attività a tutti, anche agli agonisti ‘non di punta’ e mettevi a posto i conti”. Insomma una ‘Tassa Covid’ dalla quale non si riesce a scappare. “Perciò è obbligatorio reagire. Proprio in questi giorni abbiamo chiesto alla Federazione di poter ospitare una gara regionale alla Casa della Gioventù il prossimo 10 aprile. Sarà il segnale della ripartenza: oggi come oggi abbiamo tanti allievi a casa perché positivi ma contiamo che da qui a primavera saremo usciti anche da questa fase difficile e ci faremo trovare pronti”. Guardia alta e spirito indomito. La réclame dello spadaccino, la quintessenza di un D’Artagnan in gonnella, poco guascone, molto pratico.

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