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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Eccellenza e Promozione, il calcio di “color che son sospesi”. Forti dubbi sulla ripartenza dei campionati a gennaio, alla luce dei contagi

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di DANILO SANGUINETI

Piove sui grandi (leggi club professionisti) e sui molto piccoli (società di Seconda e Terza più quelle dei tornei definiti ricreativi) ma anche coloro che sono in mezzo, non sono in mezzo alle rose.

Nelle attuali incertezze che fanno seguito a due stagioni tormentate e praticamente annullate dalla pandemia sono coinvolte anche le società di Eccellenza e Promozione, abbastanza strutturate per dover fare bilanci e programmi a medio termine, troppo piccole per avere sostegni di una certa consistenza da parte dello stato e/o delle imprese pubbliche e private.

Non sono festività serene per quelle società come Sammargheritese, Psm Rapallo, Rivasamba, Golfoparadisoreccocamogli e Real Fieschi che hanno puntato oltre che sull’agonismo della prima squadra anche sui risultati dei loro settori giovanili. Si fanno i conti con calendari ‘terremotati’ dall’emergenza sanitaria e dai continui rinvii che rendono incertissimo anche il programmare di mese in mese, figuriamoci il guardare oltre la fine dell’annata in corso.

Ad inizio della sosta per le festività c’erano vari indizi che facevano temere che un’altra burrasca fosse alle porte. In questi giorni i segnali si stanno moltiplicando. E il presidente del comitato regionale della Figc, Giulio Ivaldi, è costretto ad ammettere che un ennesimo rinvio è tra le opzioni attualmente sul tavolo.

“Rinviare di qualche settimana la ripresa dei campionati dilettantistici liguri, prevista per domenica 9 gennaio, per consentire di affrontare meglio la crescita costante dei contagi alla quale assistiamo in queste settimane. In Veneto e Lombardia hanno già deciso in questo senso”.

E l’eventualità che una stagione dal percorso di per se stesso complicato – due categorie spezzettate in diversi raggruppamenti per aree geografiche, con play off e play out designati ad assegnare promozioni e retrocessioni dopo la regular season che sembrano molto, molto lontani – sia destinata ad ‘aggrovigliarsi’ ulteriormente lascia sconcertati gli esponenti dei club levantini. Un informale referendum tra le società promosso da ‘Settimanasport.com’ ha rivelato opinioni molto variegate.

Si va dal “continuiamo ad ogni costo” al “fermiamoci perché rischiamo grosso” con in mezzo molti che restano possibilisti in vario grado. David Cesaretti, allenatore del RivaSamba, ammette che prendere una decisione appare ad oggi un azzardo qualsiasi essa sia. “È tutto molto complicato. Mi verrebbe da dire che se si osservano alla lettera i protocolli di sicurezza e si rispettano le misure sanitarie si potrebbe andare avanti. Ma rischiano di essere parole scritte sulla sabbia dato che a decidere sarà l’andamento dei contagi. E naturalmente ci adegueremo di buon grado a una eventuale sosta allungata se saranno necessarie misure più severe”.

Il suo collega Mauro Foppiano, mister della Golfoparadiso, è più pessimista. “Penso che ci si debba fermare perché i contagi stanno propagandosi a grande velocità a causa della nuova variante. Lo stop dovrebbe essere di almeno un mese. Penso a una ripartenza ai primi di febbraio, dato che due sole settimane di interruzione considerata la meccanica dell’infezione non basterebbero”.

I punti fermi per il presidente della Sammargheritese Andrea Lenzo sono tre: “A gennaio ci sarà un incremento esponenziale della pandemia. Se torniamo in campo il 9 gennaio, il rischio di una caterva di partite che vengono rinviate o che vengono disputare da squadre decimate dai contagi sarà altissimo. E soprattutto tutti vogliono vincere i tornei, salvarsi, salire di categoria, con risultati ottenuti sul campo, in una contesa leale e non grazie a classifiche stilate a tavolino o annullate per l’impossibilità di terminare in tempo”. Opinioni diverse, un atteggiamento comune improntato alla massima responsabilità. Da veri sportivi e da cittadini consapevoli: sicurezza e fair play a prevalere su ogni altra considerazione.

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