Glocal… no social
Settimanale di attualità, economia e sport

Ultima edizione

Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Tigullio Capitale della Cultura nel 2024, si va avanti a ritmi serrati con una squadra di esperti. Ultimi venti giorni di lavoro per affinare la candidatura

La Baia del Silenzio di Sestri Levante
La Baia del Silenzio di Sestri Levante
Condividi su

di ALBERTO BRUZZONE

La dead-line è fissata per il prossimo 18 ottobre. Il che significa che ci sono ancora venti giorni per elaborare, affinare e perfezionare il dossier di candidatura del Tigullio a Capitale Italiana della Cultura nel 2024. Le riunioni stanno andando avanti e per il territorio è una bellissima occasione di provare la propria unità, al di là dei campanilismi e delle gelosie che non sono mai mancate nel Levante genovese.

Ottima l’idea lanciata tempo fa dalla sindaco di Sestri Levante, Valentina Ghio, che continua a riservarsi il ruolo di coordinamento all’interno di questo complesso iter, nel quale sono coinvolte direttamente altre cinque amministrazioni: si tratta di Chiavari, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Camogli e Recco, firmatarie del protocollo d’intesa di partenza.

Poi, a completamento e a rafforzamento della candidatura, ci sono anche gli altri ventidue comuni di tutto il Tigullio, compreso l’entroterra, e numerosi soggetti della società civile, della cultura e dell’associazionismo. A sostenere e ad appoggiare pienamente questa prospettiva è anche la Regione Liguria, attraverso l’assessore regionale Ilaria Cavo, che commenta: “Regione Liguria è impegnata in un’opera di regia che ha consentito di allargare la squadra, di aiutare la quadratura tematica della candidatura e di identificare un percorso di formazione del dossier. La Regione, infatti, ritiene che questa candidatura sia un’importante opportunità di crescita per il territorio”.

Dopo l’impostazione della prima fase dell’elaborazione del progetto di candidatura a cura di Roberto Daneo (che ora è uscito di scena), il lavoro procede con il team formato da Fabio Bongiorni di Totem con Massimiliano Perri a cui è stato chiamato a unirsi Matteo Gatto, chiavarese di nascita, con grande esperienza in ambito di grandi eventi: ha infatti progettato l’impianto di Expo 2015, di cui poi è stato direttore delle aree tematiche e della visitor experience, è stato progettista del Padiglione Italia all’Expo di Dubai e progettista di Matera Capitale Europea della Cultura.

Il team così composto sta operando sulla stesura del dossier, attingendo ai contributi ricevuti dai comuni e dalla società civile, secondo l’indice dei contenuti previsti dal bando. A ulteriore rafforzamento della compagine di esperti, due personalità di rilievo sono state chiamate a contribuire al concept della candidatura grazie alla loro esperienza, visibilità e capacità di comunicazione.

Si tratta di Davide Rampello, regista televisivo, direttore artistico, già presidente della Triennale di Milano e curatore del palinsesto eventi di Expo 2015, e Roberto Arditti, giornalista, esperto di comunicazione, già direttore de ‘Il Tempo’ e direttore della comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015. Marco Pogliani, comunicatore di comprovata esperienza nel settore pubblico e privato per grandi progetti nazionali e internazionali, svolgerà il ruolo di coordinamento della parte creativa del concept.

Valentina Ghio, sindaco di Sestri Levante, osserva: “Ognuno sta facendo molto bene la propria parte e stiamo per arrivare alla quadratura. È stato fatto un ottimo lavoro da parte dei vari professionisti coinvolti, ora c’è bisogno di un intervento creativo, ma anche di andare ad articolare alcune proposte che erano state toccate. Bene l’appoggio da parte di Regione Liguria, bene il dialogo che continua ad andare avanti tra i vari comuni, abbiamo molta fiducia in questo percorso che abbiamo intrapreso tutti insieme”.

Il 18 ottobre è il termine ultimo per consegnare il dossier alla Commissione Ministeriale. Da lì, si spera di ottenere il traguardo di entrare nella short list dei dieci finalisti, che prevede la presentazione a Roma nella fase finale di esame degli iniziali ventiquattro comuni candidati.

“Al contempo – prosegue Valentina Ghio – procede la fase di consultazione e confronto con i soggetti associativi dei comuni del territorio, elemento fondamentale per la realizzazione del processo partecipativo su cui si fonda la volontà della candidatura, attraverso incontri dedicati che coinvolgono il mondo della cultura e dello sviluppo del territorio, intesi nella loro accezione più ampia, utili a fornire ai project manager tutti gli elementi, spunti, visioni utili per la creazione di un dossier che sia non solo utile alla candidatura ma reale occasione di sviluppo per il territorio”.

Indipendentemente da come andrà a finire, infatti, rimane importante questo segnale di unità da parte del Tigullio, che dovrebbe diventare un buon punto di partenza anche in altre e future occasioni. C’è bisogno di ragionare per comprensorio, perché tutto il comprensorio, superate le divisioni di sorta, può diventare vincente, può imporsi e tracciare una strada che da un’occasione ne faccia poi scaturire moltissime altre.

Ultimi video

A Chiavari, l’omicidio di Nada Cella tra silenzi e insidie investigative. Le condanne in primo grado segnano una svolta
Ma la verità potrebbe non essere ancora completa. Intervista, alla criminologa Antonella Delfino Pesce: “Possibili nuovi sviluppi e testimonianze finora rimaste anonime”
Passaggio ufficiale dell’approdo di Lavagna a F2i. Il sindaco Gian Alberto Mangiante: “Non è una svendita”
E spiega: “Tra incassi, accolli e investimenti, il Comune riceverà circa 164 milioni senza alcun esborso, a beneficio di tutta la comunità. Ora una migliore e nuova pagina per la città"

Altri articoli

Referendum, parla il giornalista Ermes Antonucci: “Ecco come smonto tutte le ‘balle’ diffuse dai comitati del no”

"Attorno al referendum girano un sacco di bufale, ognuno poi la può pensare come vuole, può essere favorevole o contrario, l'importante però è confrontarsi sulla base di informazioni corrette"

A Recco è imminente l’apertura del cantiere per la sostituzione del ponte di raccordo al casello autostradale

È un’opera voluta per risolvere definitivamente una serie di criticità, legate non solo alla viabilità di tutta l’area, ma anche parte della rete di collegamenti con la Val Fontanabuona