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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

La FiMa Garbolino Chiavari ripopola i torrenti della Val d’Aveto e, intanto, continua a mietere successi con il proprio valente team

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di DANILO SANGUINETI

Chi si trovasse a passare dalla Statale che spacca in due il paese di Santo Stefano d’Aveto dovrebbe fermarsi un attimo sul ponte sul torrente dare un’occhiata giù nell’ansa che l’acqua forma proprio sotto la campata principale. Dove il rivo si mostra più placido, si possono scorgere due o tre trote di spettacolare lunghezza e peso, capi branco di uno stuolo di avannotti che pinneggiano tranquilli. Visione che stupisce perché da tanto, troppo tempo vedere anche solo l’ombra di un girino in un corso d’acqua della vallata era una chimera.

Se questo ripopolamento non è un miraggio, lo si deve al lavoro paziente e lungimirante di tanti pescasportivi del levante, primi fra tutti quelli della FiMa Garbolino Chiavari, all’avanguardia nel curare la fauna dei nostri rilievi collinari e montani. Sono le guardie attente e infaticabili delle riserve naturali in tutto il bacino fluviale dell’Appennino ligure centrale.

Le trote sono tornate, si cerca di salvare un intero ecosistema grazie alla ferrea norma che ogni preda che viene pescata, viene subito rigettata in acqua. Oramai si trovano fior di prede in Val d’Aveto come in Vallesturla.

Un successo forse ancora più lusinghiero di quelli che, comunque, la Fima Garbolino continua a mietere in quantità ‘industriale’. Come ci racconta, giustamente orgoglioso dei suoi ragazzi, Umberto Righi, presidente del club chiavarese. Il ripopolamento ha potuto poco contro le bizze (sarebbe meglio dire gli avvertimenti sempre più minacciosi) del clima. “A inizio agosto abbiamo avuto un lago di Giacopiane molto avaro di catture, causa il clima prettamente autunnale con nuvoloni minacciosi e raffiche di vento freddo, che da troppi giorni interessavano lo specchio acqueo posto a mille metri, abbassando notevolmente la temperatura dell’acqua, bloccando i ciprinidi in una sorta di apatia, che neppure le pasturazioni massicce hanno potuto smuovere”.

In pratica una domenica da dimenticare o meglio cancellare dalla memoria, perché non risulta negli annali un simile scarso bottino, arrivare a premi con un pesce o dover cercare la minutaglia per raccogliere qualche punto. “A dirla tutta simili cose a Giacopiane non erano mai accadute, perché di scardole e cavedani ce n’è a strati e se latitano quelle, ancor più facile abbocchino tinche e carpe”.

Ma un anno balordo per la pesca alla trota come il 2021 doveva farsi notare anche nelle gare ai ciprinidi, visti i rinvii ripetuti di metà e fine luglio, prima per il lago troppo alto e poi per l’allerta meteo, la ciliegina non poteva mancare. In simili condizioni sono saliti sul podio della prima prova del Campionato Provinciale Colpo solo i più abili tra gli abili. “Grande merito al nostro Alessio Alessiani che si è ‘inventato’ ben 18 pescetti per totalizzare 395 punti, secondo posto assoluto al suo compagno di maglia Gianfranco Badaracco con 270 punti, terzo gradino del podio per Alberto Cordano, sempre dei nostri”.

Prossima prova a fine agosto sempre a Giacopiane. Il possibile è stato fatto, per l’impossibile ci vorrebbe il WWF.

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