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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

La Polisportiva Val d’Aveto, una società ‘diffusa’ che può contare su ottime strutture e guarda con grande entusiasmo al futuro

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di DANILO SANGUINETI

Tanti paesi, tanti sport. In una vallata dove per secoli le divisioni e le diffidenze l’hanno fatta da padrone, nel decennio in corso hanno capito e compreso che solo dove c’è unione ci può essere sopravvivenza e, se si persiste, pure forza. La Polisportiva Val d’Aveto ha mischiato competenze, ricchezze, risorse, ma anche debolezze e lacune, per risolverle o sublimarle.

Tenere insieme le componenti di età varia con interessi variegati, conciliare l’ambizione multidisciplinare con gli inevitabili particolarismi, assorbire le tendenze centrifughe perché si devono compensare e convogliare i valori di diverse realtà zonali pare un’impresa da far tremare i polsi anche a un navigato diplomatico.

Ed invece riesce con discreta facilità a Graziano Fontana, numero uno della Polisportiva Val d’Aveto, degno successore del presidente fondatore Luciano Mazza. L’infaticabile Graziano con inesauribile energia e immarcescibile ottimismo esce da ogni frangente scabroso mediando tra le varie istanze dei soci.  Soprattutto in questi mesi per nulla semplici ha tenuto vivo l’interesse della comunità attorno alla squadra di calcio, al team di volley – le due gemme – e pure verso le altre perle della collana avetana.

“Non vediamo l’ora di tornare a competere, in qualunque maniera perché la competizione è il sale di ogni disciplina sportiva”. Dritto al punto Graziano Fontana. “Il calcio, al solito, sarà il primo a ‘riattivarsi’. Sabato 28 agosto al campo sportivo di Santo Stefano d’Aveto presenteremo la squadra che parteciperà al campionato di Terza Categoria. Quando e come non lo sappiamo, siamo in attesa che il comitato regionale della Figc decida e che il comitato di Chiavari applichi il nuovo regolamento. Partiremo a settembre o ad ottobre, dipenderà dalla formula. L’importante è ricominciare: dopo due anni di avvii, stop e false partenze, conta solo questo”.

Lo spettro degli interessi della Polisportiva è in costante ampliamento. “Vogliamo coinvolgere più persone e, soprattutto, rispettare le esigenze di tutti i nostri paesi. Sono presidente della Val d’Aveto, io stesso non sono di ‘San Stè’ ma di Villanoce. Rezzoaglio è altrettanto importante, per i suoi impianti come per i suoi atleti. Stesso discorso per le frazioni, a partire dalla mia Villanoce per andare a tutte le altre”.

Un occhio di riguardo alle giovani generazioni. Il settore calcistico ha un vivaio molto promettente. “Ed anche qui mostriamo di essere una società diffusa, che opera su più livelli e in più sedi. Nel calcio la prima squadra ha indicato e utilizzerà il campo sportivo di Santo Stefano per l’intera stagione, meteo permettendo naturalmente. I nostri giovani si alleneranno sul campo di Rezzoaglio, moderno e molto accogliente”.

Per il volley si annunciano mesi ruggenti. “Le nostre leve stanno crescendo in maniera promettente, potremmo passare dall’attività scolastica concentrata prevalentemente sul femminile a formazioni che prendano parte ai campionati federali”. L’attivissimo Graziano non sarebbe lui se non avesse pensato a un altro esperimento. “L’arrampicata da hobby o sport di nicchia è diventato uno sport olimpico. Ha avuto uno straordinario successo e noi nell’impianto coperto di Santo Stefano abbiamo pronta una parete da arrampicata indoor. Abbiamo tenuto una prima selezione e abbiamo già otto ragazzi che vogliono continuare e per loro terremo un corso con un istruttore, Matteo Caropeso, che verrà a insegnare la tecnica due giorni alla settimana. Non mi stupirei se nei prossimi mesi le iscrizioni aumentassero rapidamente. Anche perché nelle stagioni che lo consentiranno passeremo dalle prove indoor alle prove outdoor, e qui da noi le pareti adatte a ogni tipo di arrampicatore non scarseggiano certo”. La Polisportiva sempre più in alto. Come potrebbe essere altrimenti?

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