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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Recupero della sentieristica, l’assessore Piana: “La Regione Liguria è aperta a tutte le proposte. Valuteremo l’utilizzo del Recovery Fund”

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di ALBERTO BRUZZONE

“La Regione è pienamente a disposizione per valutare tutte le opzioni e tutte le proposte relative al recupero della sentieristica. Anzi, l’invito è proprio rivolto ai singoli Comuni, oppure anche a consorzi di Comuni, perché crediamo moltissimo nella valorizzazione degli antichi percorsi, in chiave sia ambientale che turistica”.

A dichiararlo è Alessandro Piana, il vice presidente della Regione Liguria e assessore della Giunta regionale guidata da Giovanni Toti, con delega, tra le altre, a Escursionismo e Tempo Libero, Marketing e Promozione Territoriale.

Insieme al collega al Turismo, Gianni Berrino, e all’Agenzia In Liguria, uno dei focus attuali sono appunto i sentieri, partendo dall’ampio progetto dell’Alta Via dei Monti Liguri e scendendo a tutta la rete di strade e di collegamenti più in basso, alcuni dei quali molto battuti e anche ben tenuti, mentre altri sicuramente bisognosi di una maggiore attenzione e di una maggiore cura.

Piana, che ha raccolto il testimone da Stefano Mai, assessore nel precedente ciclo amministrativo, ha le idee molto chiare e accoglie con favore il pensiero che ‘Piazza Levante’ ha formulato nei numeri scorsi, soprattutto con Luca Imberti e Renato Lagomarsino.

Entrambi hanno parlato nei loro interventi del recupero della sentieristica tra Leivi e Chiavari, proponendo un accordo tra i due Comuni e prospettando la possibilità di attingere alle risorse previste dal Recovery Fund.

Secondo l’assessore Piana, “ci sono diverse possibilità e certamente quella rappresentata dal Recovery Fund è una di queste. Abbiamo ancora un po’ di tempo per prenderla in analisi e intanto, come Regione, andiamo avanti su diversi progetti, con la porta sempre aperta per chi voglia avanzarne di nuovi”.

Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria, anche per via delle numerose limitazioni imposte agli spostamenti, c’è stato un autentico picco d’interesse rispetto ai sentieri e a tutto il mondo che si trova nelle nostre immediate vicinanze. Anche da qui è nata l’esigenza di curare sempre più e sempre meglio il nostro territorio, e certamente la Riviera di Levante gioca una partita assai importante in questo senso.

Altri attori in causa sono, oltre alla Regione Liguria, anche l’Agenzia In Liguria e i cinque Gal regionali (Gruppi di Azione Locale). L’ultimo stanziamento, assai corposo, ammonta a 1,3 milioni di euro ed è legato all’Alta Via del Monti Liguri. Si tratta del progetto ‘AV 2020’, un percorso di cooperazione regionale che punta sulla creazione di un prodotto turistico basato sulla valorizzazione di un bene comune come l’Alta Via, che unisce l’arco montuoso della Liguria.

“L’obiettivo ambizioso – spiega Alessandro Piana – parte dalla necessità di creare un sistema logistico e infrastrutturale da offrire ai turisti green che sceglieranno la Liguria: dalla federazione di vie di collegamento tra il tracciato principale e i borghi montani, alla nascita di punti tappa con servizi adeguati, sulla falsariga di quanto avviene per altri tracciati famosi, come la via di Compostela o la via Francigena, attraverso il rafforzamento delle iniziative turistiche locali”.

Compito delle istituzioni coinvolte, è quello di creare le condizioni per rendere il prodotto Alta Via un asset competitivo di promozione del territorio, agevolando le imprese locali del settore. “Da sentiero di crinale – prosegue Piana – a rete di persone: è nato così, fin dalle origini, il progetto di cooperazione tra i cinque Gal della nostra regione. Integrare le eccellenze liguri con il miglioramento e il monitoraggio di sentieri, immobili e rifugi, significa lavorare concretamente sulla promozione esperienziale, ricreativa e culturale della nostra regione, favorendo quelle attività a contatto con la natura così richieste. Non ci limitiamo, se così si può dire, a spalancare le porte alla straordinaria bellezza paesaggistica, ma intendiamo svelare itinerari di interesse regionale, frutto di analisi sul campo, di visioni multidisciplinari, che abbraccino sia la passione per l’outdoor sia quel sapore di natura selvaggia della Liguria verticale, di vette e di continue scoperte”.

Ciascun Gal concorre alla valorizzazione del percorso dell’Alta Via con interventi di comunicazione che coinvolgono le comunità locali e con interventi strutturali lungo il sentiero di crinale e i principali raccordi. I cinque Gal della Liguria sono: Agenzia di sviluppo Gal Genovese, capofila, Gal Riviera dei Fiori, Gal Valli Savonesi, Gal Verdemare Liguria (specifico per il Levante), Gal Provincia della Spezia.

“La rete – conclude Alessandro Piana – è molto capillare ed è nostro preciso interesse che sia sempre più percorribile. Per questo contiamo sulla collaborazione delle amministrazioni comunali, così come delle organizzazioni di volontariato. Portiamo avanti, contestualmente, un tavolo tecnico con l’Anci Liguria, per studiare progetti di comunità e strategie di comunicazione unitarie”.

Altro progetto transregionale attualmente in corso è poi ‘Cambio Via’ (‘CAMmini e BIOdiversità: Valorizzazione Itinerari e Accessibilità per la Transumanza’), che ha l’obiettivo di migliorare l’efficacia alle azioni pubbliche nel proteggere, promuovere e sviluppare il patrimonio naturale e culturale rappresentato da aree protette, parchi e siti storici, lungo l’itinerario della transumanza.

La fruibilità materiale e immateriale del ricco patrimonio dello spazio transfrontaliero e insulare viene potenziata per testare un nuovo modello di rete ambientale che riconosca il valore economico, storico-culturale, turistico e ambientale di prodotti tradizionali, biodiversità e percorsi rurali di Toscana, Liguria, Sardegna, Regione Sud della Francia e Corsica. Dai piccoli Comuni alle macroaree, si ragiona in termini di sistema: perché una rete rimane tale, solo se considerata nel suo complesso. Alle amministrazioni spetta ora il compito di avanzare le varie progettualità. Impegno e risorse sono possibili.

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