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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

L’arte informale di Maura Canepa arriva a Santa Margherita nel nuovo corso della galleria di Barbara Cella

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di ALBERTO BRUZZONE

Non è mai troppo tardi per fare cultura, non è mai il momento sbagliato. Non è mai un gesto inopportuno. Così la pensa Barbara Cella, che con il suo lavoro diffonde cultura attraverso una delle sue rappresentazioni forse più difficili da esprimere, ma anche tra le più nobili: l’arte.

Dopo la bella mostra personale dedicata a Grazia Giovannetti, lo spazio di Cella Art & Communication, galleria di Santa Margherita Ligure che si trova presso gli spazi dell’Hotel Laurin, in corso Marconi 3, ospita dallo scorso sabato un’altra artista che vive e lavora nel Levante genovese: Maura Canepa, originaria di Sestri Levante.

La galleria di Barbara Cella consolida quindi il suo rapporto con il Tigullio, iniziato ormai quattro anni fa negli spazi di via Roma. La recente emergenza sanitaria non ha spento l’entusiasmo di questa brillante donna, che studia Scienze della Comunicazione, è madre di tre figli e ha una grandissima passione per l’arte. Anzi, si potrebbe dire che lo ha raddoppiato.

“Il lockdown – spiega Barbara Cella – è stata una durissima prova per tutti, ma anche uno stimolo, perché è venuta voglia di ripartire con ancora maggior voglia e ancora maggior piacere. Inizialmente, Cella Art & Communication era concepita come una galleria temporanea, ovvero per i quattro mesi estivi. Con questo intento era nata quattro anni fa e così è andata avanti, sinché siamo rimasti in via Roma. Poi, si è presentata l’occasione degli spazi presso l’Hotel Laurin: sono sempre stati locali dedicati all’arte e a ospitare mostre, ma sotto altre gestioni. In questo particolare periodo storico è stata una bella scommessa, però mi sono detta: non è giusto che aprano solamente ristoranti e bar, nelle località turistiche. Bisogna far qualcosa pure per la cultura. Troppi spazi culturali sono stati chiusi negli anni in Riviera. Io ci sto provando, sobbarcandomi tutti i costi e anche il rischio imprenditoriale. Mi muove la passione, posso contare su tante conoscenze e su tantissimi amici e cerco di essere una buona vetrina anche per artisti che indubbiamente se lo meritano, specialmente quelli del territorio. Diciamo che proviamo a darci una mano a vicenda”.

Barbara Cella racconta: “Io ho sempre lavorato a Genova, anche se provengo da una famiglia chiavarese. Sempre più però, nel corso degli ultimi anni, mi sono legata alla Riviera di Levante. Mi occupo di arte da circa dieci anni. Non pensavo che, dopo la pandemia, sarei riuscita a ripartire così bene. Invece dopo la mostra dedicata a Grazia Giovannetti, è arrivata questa occasione con Maura Canepa e, subito dopo, sarà la volta di una collettiva con tanti dei ‘miei’ artisti. Stiamo anche pensando a un evento per il prossimo Natale, quindi ci saranno un paio di mostre nella primavera del 2021 e poi stiamo ulteriormente definendo il calendario”.

L’attività è quindi ‘full’, “e sono molto fiduciosa perché Santa Margherita è il luogo ideale per questo genere di eventi”.

La mostra personale dedicata a Maura Canepa s’intitola ‘Materia strappata’ ed è stata inaugurata sabato scorso. Resterà allestita sino al prossimo 7 ottobre, con orario il mercoledì e giovedì dalle 16 alle 19,30; da venerdì a domenica dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30. Lunedì e martedì chiuso.

L’artista nasce a Sestri Levante nel 1958. Dopo un percorso figurativo iniziato nei primi anni Ottanta, prende avvio un linguaggio espressivo diverso, nel quale il colore e la materia sono i protagonisti principali. Nelle sue opere si assiste ad un’armonizzazione cromatica tra segno e pigmento, che lascia spazio a un informale dai richiami naturalistici.

“I suoi quadri – osserva Barbara Cella – sono di forte impatto emotivo, caratterizzati da un uso del colore materico e deciso, quasi violento, accentuato da inserimenti di carte e altri materiali ad aumentare l’effetto denso e tattile. Il gesto è caratteristica peculiare del suo fare arte. Un gesto che parte dalla tela in orizzontale, sopra la quale Maura agisce dominandola, per poi riprenderla per intervenire sulla verticalità andando ad aggiustare, sfumare, equilibrare. L’impeto emotivo quindi si placa per far posto ad una lucidità ragionata che la porta a rivedere l’insieme, a togliere materia o a inserirla dove vi è una mancanza formale. Quasi una danza a due tra lei e la tela, per fare nascere cromie dove i rossi dominano in un equilibrio tra colore e materia”.

Un “ordine del caos”, come sostiene il critico Stefano Bigazzi, tra i tanti che di lei hanno scritto. E l’artista vi si riconosce: “Mi libero dal soggetto negando la conoscenza della realtà, rappresentando un universo caotico in cui non è possibile porre alcun ordine razionale e nel gesto libero le mie energie interiori”.

Maura Canepa espone dal 1987 sia in Italia che all’estero, significativamente a Marsiglia, Parigi, Genova, Ferrara, Trevi, La Spezia, Bologna, Milano, Chiavari, Hersbruck, Rapallo, Alessandria, Acqui Terme, Sestri Levante. Le sue opere sono in collezioni sia pubbliche che private.

“Ho iniziato come pittrice figurativa, dipingendo i paesaggi di Sestri Levante. Poi sono passata a Santa Margherita e ad altri scorci del Tigullio, mi sono dedicata alle figure e ai ritratti. Quindi, ho deciso di ‘rompere’ le figure e, per un certo periodo, ho realizzato delle opere di ispirazione cubista, con soluzioni molto geometriche”. Adesso, l’ultima virata: “Dò maggiore importanza al colore, alla non forma, all’astrattismo. Sono diventata una pittrice informale. È un genere più apprezzato all’estero, ma sta prendendo campo pure da noi”.

Un bellissimo assaggio è a Santa Margherita Ligure, presso la Cella Art & Communication. Formale o informale che sia, la pittura trionfa ancora. La cultura trionfa ancora.

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