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Giovedì 4 giugno 2026 - Numero 429

Rupinaro Sport, medaglia d’oro nella comunicazione

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È il web, bellezza. Le nefandezze di cui vengono accusati Internet in generale e i social in particolare sono tutto sommato dei ‘difettucci’, comparate all’accessibilità e alla semplicità di una Rete in grado di trasformarsi in un potente e flessibile vettore di notizie, anche se inerenti a piccole realtà associazionistiche.

Il Rupinaro Sport sin dagli albori è stata una società calcistica attenta a divulgare il lato sociale ed educativo del suo operato, limitato nello spazio e negli scopi – si tratta di un club di quartiere,  la ‘nazionale’ del centro di Chiavari – ma certo non angusto mentalmente. Oltre a un sito e una pagina Facebook curatissime, ha lanciato e porta avanti dopo un anno di prova anche una newsletter che bypassa le fonti consolidate di diffusione delle notizie, guadagnandosi una visibilità che altrimenti su carta stampata e mezzi radiotelevisivi potrebbe solo sognarsi.

Un’operazione ideata da una task force che si è battezzata con l’ironico (ma non tanto) nome di ‘Rupy Comunicazione’. Cristiano Magri è il collettore delle idee e pure degli articoli, oltre che attento impaginatore di ogni edizione della newsletter, il direttore responsabile è lo stesso presidente della società, ed esperto del settore in quanto direttore di Teleradiopace, don Fausto Brioni, a latere i suoi plenipotenziari per la società calcistica, il direttore generale Ilario Ghiorzio e il segretario Nicolò Scarlasetta.

A fine ottobre è stato diffuso il ventiseiesimo numero. Cristiano Magri ammette che è un traguardo importante per la loro creatura: “Il nostro magazine a cadenza settimanale che raccoglie le news, le foto, i risultati e le classifiche delle nostre squadre, dalla Prima fino alle giovanili e la femminile, è diventato ‘grande’, sinceramente noi della direzione non possiamo non essere soddisfatti di come è migliorato nel tempo. E riceviamo un notevole feedback da chi ci legge. Questo progetto è iniziato e prosegue grazie al prezioso contributo dei dirigenti che collaborano alla raccolta del materiale. Il magazine è pubblicato anche in formato cartaceo, in pdf e in formato digitale, ed è scaricabile da qualsiasi dispositivo”.

Aggiornatissima, dalla veste grafica curata, la ‘fanzine’ ha un titolo originale ‘Forza Rupinaro, Realize A Dream’ e una pagina dedicata a ciascuna formazione della società, dalla prima squadra ai primi calci, senza dimenticarsi della sezione femminile. Un articolo con resoconto delle partite, spesso una cronaca dettagliata della gara più importante del turno, foto, classifiche, interviste. E, cosa che stupisce in positivo, anche pezzi dedicati ad argomenti non strettamente calcistici.
Nel numero 26 ci sono, per esempio, le felicitazioni per un tesserato del Rupinaro che ha ottenuto un grande risultato in campo scolastico: Giorgio Bernardini, classe 2001, centrocampista della squadra Juniores. Lui ed alcuni suoi compagni di scuola del Liceo ‘Fortunio Liceti’ di Rapallo hanno vinto la Medaglia d’Argento al First Global Challenge di Dubai, dove sono state presentate le principali novità della tecnologia applicata a livello mondiale. Vere e proprie olimpiadi della robotica dove il progetto presentato dai rapallesi ha spopolato.

Ad aprire l’edizione c’è un editoriale che tratta in modo estremamente intelligente e allo stesso tempo piacevolmente leggero un tema complesso e sottovalutato come quello della dislessia, disturbo dell’apprendimento che, se non diagnosticato, può rovinare la vita a chi ne soffre. Un piccolo saggio dello scritto: “Passiamo sempre per quelli scemi, stupidi, quelli che non capiscono, che non si impegnano abbastanza. Siamo quelli che copiano dalle mappe perché non sanno studiare o perché, di nuovo, non ne hanno voglia. E così è a scuola per gli insegnanti e per i compagni, fuori con gli amici e, purtroppo, a volte capita anche in famiglia. Tutti giudicano, ma nessuno cerca di capire. Tutti puntano il dito, ma nessuno cerca di mettersi nei nostri panni. Noi non siamo niente di ciò che ci etichettate. Non siamo stupidi o scemi. Semplicemente, il nostro cervello è più lento rispetto a un cervello ‘normale’. È più lento perché mentre gli altri in quindici minuti riescono a leggere una pagina, il nostro cervello prima ancora di leggere deve codificare, cioè deve capire le lettere che formano una parola, per poi capire la parola in sé, per poi ancora metterla nel contesto della frase. I quindici minuti degli altri, diventano per noi trenta, quaranta minuti o addirittura un’ora. Per cui, ogni cosa che facciamo, dal leggere un libro, al leggere una locandina, leggere il giornale, leggere un messaggio è più difficile e più lungo. Ma questo non ci rende stupidi! Ci rende noi stessi. Ci rende la bellezza che siamo, consapevoli anche di questa difficoltà”.
Applausi e, se permettete, anche un po’ di sana invidia da parte di noi, cosiddetti esperti del settore.

(d.s.)

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