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Giovedì 8 gennaio 2026 - Numero 408
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Il mare davanti e la pizza in tavola, quella classica, morbida e con l’inconfondibile ‘cornicione’ tutto intorno. Tranquilli, questa settimana non abbiamo sconfinato alle pendici del Vesuvio: la ‘Vera Napoli’ è nel centro di Chiavari da sei anni. Ed è una storia che però parte molto tempo prima, negli anni Ottanta, quando in seguito al terremoto che colpisce l’Irpinia e il napoletano, Franco De Rosa si trasferisce con la famiglia a Genova.
La ristorazione è il pallino dei cinque fratelli che nel capoluogo ligure oggi gestiscono anche il pub Happy Hour e due ristoranti che mantengono ben saldo il legame partenopeo: Totò e Peppino e O’Sole Mio. Proprio il titolo della celeberrima canzone è stato il primo nome con cui Franco ha fatto la sua comparsa in Riviera, a Chiavari: “Ero in via Entella, l’inizio non è stato facile – ammette – I chiavaresi sono molto diffidenti, conquistarli non è semplice, ma piano piano, con la gentilezza e la bontà della nostra offerta, ce l’abbiamo fatta. Siamo una realtà affermata, ma se guardo indietro… che fatica!”.

Franco gira, osserva, impara anche sulla propria pelle: “Quando ho rilevato il locale ho ereditato e mantenuto il giro pizza. Una delle prime sere sono arrivati quattro ragazzi che ne hanno mangiate dodici! Il conto finale, quaranta euro, mi ha fatto riflettere: avanti così e ci perdo. Da quel giorno non lo organizzo più”, sorride Franco.
Che intanto si è spostato in corso Garibaldi sotto il portico che si affaccia sulla statua di Colombo. Qui non si scopre l’America ma gli scialatielli in crosta sono roba dell’altro mondo. Specialità napoletana come la pastiera, la delizia di Sorrento e l’immancabile babà. “Ma serviamo anche specialità liguri, la focaccia al formaggio, i pansoti, la pasta fresca con il pesto fatto da noi come la pizza senza glutine per i celiaci. Abbiamo mantenuto gli stessi prezzi dall’apertura e questo è un altro aspetto chiave del nostro successo”.

Al suo fianco c’è Sara, compagna e titolare. La gestione del personale è un altro aspetto fondamentale in un locale che può ospitare fino a 350 commensali: “Nei periodi di punta arriviamo a quasi venti persone tra sala e cucina, ma abbiamo una grande squadra”. Parallelismo calcistico per chi è cresciuto con il mito di Maradona e tifa Napoli: la gestione dello spogliatoio è alla Ancelotti con piccole influenze di ‘Sarrismo’ nella scelta dei collaboratori che ha quattro titolarissimi. “Maurizio maître di sala, Luigi pasticciere, Angelo in pizzeria, Gianni in cucina. Sono con me da quando ci siamo spostati a Chiavari”, ricorda Franco snocciolando con orgoglio la formazione. Seduti al tavolo si guardano le partite di campionato e Champions League; dal vivo, invece, si vedono spesso i giocatori dell’Entella: “Pochi giorni fa erano tutti qua, chi ha perso la partitella ha pagato la cena ai vincitori. Peccato non fosse ancora arrivato Cassano. Anche noi siamo in trepidante attesa di buone notizie”.

Al sabato si balla pure: “Organizziamo serate con musica dal vivo per gli anziani. Rinascono quando trascorrono qualche ora da noi”.
I locali della ‘Vera Napoli’ sono in fase di ristrutturazione senza però interrompere il servizio, attivo 365 giorni all’anno. La sala sotto il piano strada è già diventata un piccolo gioiello con un palco per l’orchestra e le pareti che si affacciano sul mare di Napoli, dipinto così bene che sembra vero: “Cosa mi manca della mia città? Il calore della gente, ma sono contento di essere a Chiavari. È una scelta che rifarei”.

DANIELE RONCAGLIOLO

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