di ALESSANDRA FONTANA
Frane, cadute di massi, cantieri e sensi unici alternati. L’estate della 586/586R si chiude con la fragilità della principale arteria della Val d’Aveto ancora al centro dell’attenzione. Dopo la riapertura del tratto interessato dalla grande frana nei pressi della Diga di Boschi, settembre ha portato nuovi lavori e un’altra chiusura. Una sequenza che ripropone una domanda ormai ricorrente: come garantire un collegamento stabile e sicuro tra il versante ligure e quello piacentino?
Il nodo principale resta quello della Diga di Boschi. Dopo oltre sette mesi di interruzione, il collegamento è stato ripristinato il 23 giugno grazie a un intervento da 300mila euro finanziato dalla Protezione civile regionale. Una soluzione però provvisoria, con circolazione a senso unico alternato, limite di 30 chilometri orari e divieto di transito ai mezzi superiori alle 20 tonnellate.
La Provincia di Piacenza ha chiesto ulteriori risorse per arrivare alla sistemazione definitiva. Ad agosto un sopralluogo aveva riunito la presidente della Provincia Monica Patelli, la consigliera delegata alla Viabilità Patrizia Calza e i sindaci di Ferriere e Rezzoaglio, Carlotta Oppizzi e Massimo Fontana.
“Il lavoro non è concluso”, aveva sottolineato Patelli, indicando come obiettivo una soluzione definitiva e richiamando la necessità di considerare il dissesto idrogeologico come un fenomeno strutturale e non più soltanto emergenziale.
Calza aveva ribadito la necessità di un intervento “strutturale e duraturo”, mentre Oppizzi aveva richiamato l’attenzione anche sugli altri punti critici della strada, tra cui Lagoscuro. Una preoccupazione condivisa anche sul versante ligure. Fontana aveva definito la 586R “un’arteria di fondamentale importanza per i nostri territori”, tanto per i collegamenti tra entroterra e costa quanto per il turismo, chiedendo di continuare a investire su manutenzione e sicurezza.
Settembre ha confermato quanto il tema resti attuale. Tra i km 12+700 e 13+600 sono in corso lavori di protezione del versante, con senso unico alternato previsto fino al 9 ottobre. L’11 settembre, poi, la circolazione è stata nuovamente interrotta alla progressiva 12+200, tra Salsominore e Ruffinati, a seguito di una diffusa caduta rocciosa. La strada è stata riaperta nel pomeriggio del 14 settembre, dopo le verifiche e le operazioni di disgaggio effettuate dalle squadre specializzate di rocciatori. Interventi che si aggiungono a quelli già programmati lungo l’asse e raccontano una strada essenziale ma vulnerabile.
La sfida, dopo mesi trascorsi tra emergenze, riaperture e cantieri, è dunque quella indicata dagli stessi amministratori: passare dalla risposta al singolo dissesto a una strategia capace di garantire continuità e sicurezza a uno dei collegamenti fondamentali della Val d’Aveto.