di ALESSANDRA FONTANA
Il 15 novembre 2026 resterà una data nella storia della Val d’Aveto. Da quel giorno le quattordici parrocchie di Santo Stefano d’Aveto e Rezzoaglio non faranno più parte della Diocesi di Piacenza-Bobbio, ma entreranno ufficialmente in quella di Chiavari.
Si chiude così un legame antico e se ne apre uno nuovo, al termine di un percorso durato quasi tre anni e concluso con il via libera della Santa Sede. Non è soltanto una ridefinizione dei confini ecclesiastici. Il passaggio racconta anche come è cambiata la valle negli ultimi decenni e sancisce, in qualche modo, un rapporto con il Tigullio che nella vita quotidiana esiste già da tempo.
Per scuola, lavoro, sanità e servizi gli abitanti dell’Aveto gravitano infatti soprattutto verso Chiavari. Anche la geografia parla chiaro: Piacenza dista dalla valle circa cento chilometri e per raggiungerla possono servire più di due ore di auto, mentre andando verso Chiavari distanze e tempi di percorrenza si dimezzano.
“Si tratta di un passaggio storico per la vita delle comunità della Val d’Aveto”, ha sottolineato il vescovo di Chiavari, monsignor Giampio Devasini. “Ridefinire i confini di una Diocesi non significa semplicemente tracciare delle linee su una cartina geografica, ma rinnovare l’impegno a prendersi cura della vita e della fede di un popolo”. Devasini negli ultimi mesi ha visitato più volte il territorio per conoscere le comunità e le realtà sociali ed ecclesiali presenti: “Da metà novembre inizieremo a scrivere una pagina di storia insieme”.
Il percorso che conduce a questo passaggio viene da lontano. Già nel 1989, quando furono unite le Diocesi di Bobbio e Piacenza, le parrocchie di Borzonasca, Caregli e Brizzolara, fino ad allora appartenenti alla circoscrizione bobbiense, entrarono a far parte della Diocesi di Chiavari. Per la Val d’Aveto la riflessione è proseguita negli anni successivi fino ad arrivare al progetto di ridefinizione dei confini presentato a Rezzoaglio nel giugno del 2023.
Le consultazioni hanno coinvolto entrambe le diocesi. Nel febbraio 2024 il Consiglio Presbiterale di Chiavari si è espresso a larga maggioranza a favore dell’unificazione e, il mese successivo, è arrivato anche il parere favorevole del Consiglio Pastorale Diocesano. A pronunciarsi positivamente sono state poi la Conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna, nel maggio 2025, e quella ligure nel gennaio scorso. L’ultimo passaggio è stato quello della Santa Sede, con l’assenso del Dicastero per i Vescovi e la firma del decreto.
A cambiare appartenenza saranno sei parrocchie nel Comune di Santo Stefano d’Aveto – Santo Stefano protomartire, Santa Maria Assunta ad Allegrezze, San Michele Arcangelo ad Alpicella, Santi Angeli Custodi ad Amborzasco, San Giovanni Battista a Pievetta e San Bernardo da Mentone ad Ascona – e altre otto nel Comune di Rezzoaglio: San Michele Arcangelo, San Giuseppe a Vicosoprano, San Pietro Apostolo ad Alpepiana, Santa Maria Maggiore a Brignole, San Bernardo Abate a Cabanne, San Giovanni Battista a Priosa, San Bartolomeo a Magnasco e San Rocco a Villanoce.
In tutto si tratta di un territorio di 159,5 chilometri quadrati, con 2.358 abitanti che durante l’estate arrivano a raddoppiare. Numeri piccoli se confrontati con quelli della costa, ma distribuiti tra paesi e frazioni lontani tra loro, dove le parrocchie hanno rappresentato per generazioni non soltanto luoghi di culto, ma punti di riferimento per la vita delle comunità. E proprio la presenza sul territorio resta una delle questioni centrali. Attualmente la cura pastorale dell’intera Val d’Aveto è affidata a due sacerdoti incardinati nella Diocesi di Piacenza-Bobbio: don Ferdinando Cherubin resterà in valle anche dopo il passaggio, mentre don Emilio Nicolini tornerà nel territorio della diocesi di appartenenza.
L’appuntamento che segnerà ufficialmente l’inizio della nuova pagina è fissato per domenica 15 novembre alle 15.30 nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Santo Stefano d’Aveto. Saranno presenti il vescovo di Chiavari Giampio Devasini, quello di Piacenza-Bobbio Adriano Cevolotto e il nunzio apostolico in Italia, l’arcivescovo Edgar Peña Parra. Quel giorno cambieranno ufficialmente i confini di due diocesi. Ma per la Val d’Aveto sarà soprattutto la conclusione di un percorso che porta anche sulla carta la valle più vicina a quel Tigullio verso il quale, da molto tempo, guarda già ogni giorno.