di ALESSANDRA FONTANA
Domenica 20 settembre sul Monte Ramaceto non si camminerà soltanto tra boschi e crinali. Per qualche ora si tornerà a percorrere una delle antiche strade che per secoli hanno messo in comunicazione la costa ligure con l’entroterra, seguendo un tratto della Via del Sale quando le montagne, più che confini, erano soprattutto luoghi di passaggio.
È questo il cuore dell’escursione “Alla scoperta delle bellezze del Monte Ramaceto dall’antichità ai giorni nostri”, organizzata dal CEAS del Parco dell’Aveto con il Comune di Orero nell’ambito dell’Expo Val Fontanabuona e Valli del Tigullio.
Il ritrovo è fissato alle 9,30 al Passo di Romaggi, da dove si partirà verso il Ramaceto attraversando zone aperte e boschi della Val Cicana. Quella che oggi percorriamo con scarponi e zaino in spalla è una montagna sulla quale uomini e merci si sono mossi per secoli. Le Vie del Sale costituivano una rete di mulattiere e valichi attraverso l’Appennino, collegando il mare alle vallate interne e permettendo di trasportare verso nord una merce preziosa e indispensabile come il sale.
Sul Ramaceto, però, le tracce lasciate dall’uomo portano ancora più indietro. Quasi duemila anni fa, in piena età imperiale romana, su questa montagna correva un confine molto particolare. A raccontarlo sono due rari cippi in arenaria rinvenuti a poca distanza l’uno dall’altro, il secondo recuperato nel 2024 poco sotto la vetta.
Datato al II secolo dopo Cristo, il cippo segnava il confine tra un vasto latifondo di proprietà diretta dell’imperatore e i terreni appartenenti al municipio di Genua. Il primo era stato individuato nel 1988 e recuperato nel 2015; il ritrovamento del secondo ha confermato l’importanza archeologica dell’area. I reperti sono oggi conservati al Musel di Sestri Levante.
Storia e paesaggio finiranno così per intrecciarsi lungo l’escursione del 20 settembre. Il Ramaceto è una delle montagne più riconoscibili dell’Appennino ligure per la sua caratteristica forma ad anfiteatro: il versante meridionale mostra gli strati di arenaria quasi nudi, mentre quello settentrionale è ricoperto da fitte faggete. L’escursione durerà fino alle 16 circa, con pranzo al sacco, ed è classificata di difficoltà media. La partecipazione è gratuita ma a numero chiuso, per un massimo di diciotto persone, con prenotazione obbligatoria entro venerdì 18 settembre. Camminare sul Ramaceto significa allora attraversare insieme paesaggio e storia. Oggi quei sentieri sono itinerari escursionistici, ma per secoli hanno fatto parte di una rete di collegamenti indispensabile tra costa ed entroterra. Una strada antica che, a distanza di secoli, possiamo ancora percorrere a piedi.