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Giovedì 22 gennaio 2026 - Numero 410

Il Rettore Federico Delfino: “Grandissime opportunità di crescita per il digitale grazie al Tigullio”

L’Università di Genova partecipa al convegno sul futuro del Levante genovese organizzato da ‘Piazza Levante’ in occasione del suo quinto compleanno
Il Rettore dell'Università di Genova, Federico Delfino
Il Rettore dell'Università di Genova, Federico Delfino
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di ALBERTO BRUZZONE

“Il Tigullio è una grandissima occasione per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico e digitale e come Università di Genova ci crediamo parecchio”. A raccontarlo è Federico DelfinoRettore dell’Università degli Studi di Genova, che sarà tra i relatori, venerdì 31 marzo alle ore 17 al Teatro Caritas di via Marana 8 a Chiavari, del convegno ‘Chiavari e il Tigullio, ultima chiamata. Vincere le sfide del presente per costruire il futuro’, organizzato dal nostro settimanale ‘Piazza Levante’, in occasione dei suoi cinque anni, in collaborazione con ‘Il Secolo XIX’

Oltre a Federico Delfino, interverranno il sindaco di Genova e sindaco della Città Metropolitana, Marco Bucci, il nostro editore Antonio Gozzi, l’urbanista Gianni Peruggi, l’avvocato Gabriele Trossarello e lo studioso di storia e tradizioni locali Giorgio ‘Getto’ Viarengo. A moderare il giornalista Roberto Pettinaroli. Secondo il Rettore Federico Delfino, “l’Università può certamente sviluppare sinergie con questo territorio meraviglioso che è il Levante”. 

Signor Rettore, sinergie di quale tipo?

“Penso ad esempio ad esperienze come Wylab, incubatore con il quale abbiamo già in essere un accordo. Le imprese innovative vanno aiutate e noi collaboriamo in questo senso alla nascita e al consolidamento di determinate startup. Lo facciamo su tutto il territorio ligure, anche con altri incubatori, e lo facciamo a Chiavari con Wylab, che è il principale incubatore sportech italiano. Innovazione significa anche internazionalizzazione e significa, in termini pratici, anche sviluppo dell’occupazione”.

Vede l’opportunità di sedi distaccate nel Tigullio?

“Più che sedi distaccate, vedo l’opportunità di consolidare la nostra presenza dove siamo già. Sperimenteremo nuovi percorsi e approfondiremo quelli già avviati. Pensiamo ad esempio a una scuola di formazione di alto livello. I discorsi legati allo sportech sono già avviati grazie a Wylab. C’è la bellissima esperienza dell’Its del turismo alla Villa Durazzo di Santa Margherita Ligure. Le occasioni non mancano. Andiamo avanti a sviluppare proposte e servizi in un territorio indubbiamente eccezionale e di enorme prestigio”.

Quanto è fondamentale tener alta l’attenzione sul mondo delle startup, per l’Università di Genova?

“La transizione digitale è il tema per eccellenza. L’Università di Genova, ad esempio, partecipa all’ecosistema dell’innovazione denominato Raise, ovvero Robotics and AI for Socio-economic Empowerment: progettato dall’Istituto Italiano di Tecnologia, dal Cnr e da noi, con la regia e il supporto di Regione Liguria, è stato selezionato tra gli undici ecosistemi dell’innovazione nazionali dal Ministero dell’Università e della Ricerca, nell’ambito del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e accederà alle fasi negoziali e attuative dei progetti proposti. Raise è stato pensato per consolidare l’innovazione ad alta vocazione tecnologica tra le filiere portanti dell’economia ligure e prevede un budget di 120 milioni di euro a valere sulle risorse previste per il Pnrr”.

C’è anche tutto il tema dell’innovazione legato all’ambiente.

“Anche questo, ma non solo. C’è ad esempio tutto il tema della telemedicina, che occuperà il nostro impegno e le nostre risorse per i prossimi anni. E, trovandoci in Liguria, non possiamo non pensare al tema dei porti e della logistica”.

L’Università è diventata un ambiente decisamente frizzante, molto di più rispetto al passato, non trova?

“Il Rettore è un mestiere che fa invecchiare, ma che mi sta dando moltissime soddisfazioni. Ci siamo evoluti, abbiamo avviato forti relazioni con il territorio, abbiamo incontrato contesti molto favorevoli, sappiamo parlare con le generazioni di ieri e di oggi. Abbiamo lavorato moltissimo sulla comunicazione e devo dire che i risultati si vedono. Ho sempre pensato che fosse fondamentale raccontare quello che si fa. Ci stiamo riuscendo molto bene. L’Università non è solamente un luogo che produce cultura, ma è un’istituzione che ha una precisa missione sociale. Sempre più dovremo offrire delle offerte formative capaci di incontrare le esigenze delle imprese: è questa la nostra più grande sfida, quella di saperci costantemente aprire al mondo esterno”.

La fase del Covid è stata superata?

“Siamo tornati a una situazione di normalità, quindi direi di sì. Questo significa le lezioni in presenza, ma soprattutto significa la ripresa di tutte le attività di incontri, di convegni, di iniziative: tutto quello che rende l’Università uno dei centri propulsori della cultura in città e in tutta la regione”.

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