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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Panathlon Chiavari-Tigullio, sessantacinque anni di sport e valori: il rispetto come sfida per il futuro

Il presidente Fabrizio Pagliettini, al secondo mandato, ha voluto festeggiare la ricorrenza con una lettera aperta: “Il nostro Club è vivo, è motivato, ha entusiasmo e ha ancora tanti obiettivi da raggiungere”
Il Panathlon Chiavari Tigullio compie sessantacinque anni e ha sempre grandissimi progetti
Il Panathlon Chiavari Tigullio compie sessantacinque anni e ha sempre grandissimi progetti
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di DANILO SANGUINETI

L’Italia è un paese che si basa anche, e in certi campi soprattutto, sul volontariato, sui sodalizi di Terzo Settore, cioè sulle assistenze da parte dei privati agli enti pubblici. In quest’ottica l’opera di un club come il Panathlon, che sostiene tutti gli sport e tutte le società sportive, facendo continua opera di propaganda per uno sport pulito e corretto, è letteralmente insostituibile. Pertanto quando raggiunge una certa età, per la precisione i 65 anni, ha tutte le ragioni per festeggiare con orgoglio e soffiare le candeline della torta e del merito sportivo.

Fabrizio Pagliettini, presidente (al secondo mandato) della sezione Chiavari-Tigullio che proprio in questo 2026 compie 65 anni, ha voluto celebrare con una lettera aperta. “Ho voluto fare, in forma originale e, mi auguro, interessante, una riflessione sul momento storico che stiamo vivendo e sull’esigenza, ciascuno nei propri settori di competenza, di agire e non stare a guardare”.

La lettera offre diversi spunti che meritano un approfondimento. “65 anni! È un traguardo importante che ci riempie di orgoglio, ma che non vogliamo vivere come un punto di arrivo. Al contrario: vogliamo che rappresenti un nuovo punto di partenza. Lo dico con grande sincerità e con il cuore in mano: il nostro Club è vivo, è motivato, ha entusiasmo e ha ancora tanti obiettivi da raggiungere. Per farlo però ha bisogno di tutti coloro che credono nello sport come strumento di crescita e di educazione. Il Panathlon non è soltanto un’associazione che celebra lo sport o che organizza incontri con grandi campioni. La nostra missione è molto più profonda”.

Nel prosieguo viene indicato il percorso che ogni panathleta deve percorrere. “Noi crediamo che la parola che riassume davvero i valori dello sport sia “rispetto”: rispetto di se stessi, dell’avversario, delle regole, dell’impegno e del percorso necessario per raggiungere un risultato. E questo vale molto più di una medaglia. Perché lo sport insegna a perdere e a rialzarsi, a conquistare ciò che si desidera attraverso la fatica, a conoscere i propri limiti e a provare a superarli. Insegna che l’avversario non è un nemico, che una regola non è un ostacolo da aggirare e che il risultato non può essere l’unico parametro attraverso il quale misurare una persona. Insegna a rispettare l’arbitro, ad avere rispetto del ruolo”. 

Dalla teoria alla realtà il passo si è fatto ahinoi enorme: “Mi sembra che siano evidenti nel nostro quotidiano i tanti esempi di mancanza di rispetto verso le istituzioni, gli oltraggi a pubblico ufficiale. Penso che niente come lo sport possa aiutare la famiglia e la scuola a rendere migliori i ragazzi di oggi, a formarli e aiutarli a crescere con lo spirito giusto per vivere nella collettività. Sono insegnamenti di vita, abbiamo il dovere di amplificarli. Troppo spesso si parla e si promuove l’indifferenza, la rabbia, la violenza. È il momento di rispondere con esempi positivi. Voltare le spalle al ricordo di un grande sportivo, di un Uomo (accenno al recente caso Mazzola-Juve, ndr) è, per esempio, quanto di peggio si possa vedere in uno stadio. Viviamo un periodo storico nel quale troppo spesso sembrano prevalere la furbizia sulla correttezza, il desiderio di primeggiare a qualsiasi costo sul rispetto, l’aspettativa di ottenere tutto subito sulla cultura del sacrificio e della preparazione”.

Prosegue. “Lo sport, quello vero, quello che si distingue, può certamente risultare determinante. Sono molto soddisfatto dell’atmosfera che si respira nel Panathlon Chiavari Tigullio: l’amicizia che ci unisce, il piacere di stare insieme, il sorriso, la passione e la voglia di costruire iniziative che abbiano un significato. Abbiamo avuto il privilegio di portare sul nostro territorio personalità straordinarie dello sport come Alessio Tacchinardi, Paolo De Chiesa, Vittorio Podestà, Marta Cantero, Francesco Moser e mtanti altri. Sono incontri che ci arricchiscono e che ci piace condividere con il territorio. Ma vorrei che, fra molti anni, il nostro Club non fosse ricordato soltanto per aver portato a Chiavari grandi nomi e grandi storie dello sport.

Vorrei che fosse ricordato soprattutto per aver lasciato qualcosa ai giovani del Tigullio. A 65 anni, dunque, non abbiamo intenzione di sederci a guardare. Vogliamo scendere ancora in campo. E chiediamo a chi crede nello sport, nei suoi valori e nella possibilità di lasciare alle nuove generazioni un mondo un po’ migliore di quello che abbiamo trovato, di scendere in campo insieme a noi”.

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