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Giovedì 16 luglio 2026 - Numero 435

La chiavarese Picasso: “Così insegno tennis ai bambini”

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di DANILO SANGUINETI

Dritto rovescio, linee, curve: nella definizione del tennis c’è spazio per la scienza, per i calcoli. La mente di un tennista esegue elucubrazioni raffinate ogni volta che segue la traiettoria di una pallina e si prepara a colpirla.
Può essere una spiegazione del perché Francesca Picasso divida il suo tempo tra l’insegnamento della sapienza racchettara e un lavoro a Wylab, l’incubatore di imprese che vuole creare un hub di sviluppo tecnologico legato al mondo dello sport.

Una giovane genovese che fa la pendolare tra Albaro e Chiavari, laureata in Economia, specializzazione nel marketing sportivo, che è stata ottima classificata di tennis, che ha trovato pure il tempo per diventare coach qualificata per seguire i giovani e i giovanissimi.
Un vulcano sempre in attività e allo stesso tempo persona con la testa sulle spalle: “Avevo pensato di dedicarmi a tempo pieno all’insegnamento di tennis, la mia vita di maestra occupava gran parte del mio tempo, poi ho ricevuto un’offerta da Wylab che stava nascendo in quei mesi e cercava personale. Ho scelto senza pensarci troppo su, devo dire che la direzione dell’incubatore chiavarese è stata di una sensibilità unica, mi ha consentito di continuare a lavorare anche con l’istituto delle Marcelline Genova dove con il maestro Diego Trenta stavamo facendo partire un progetto ambizioso. La scuola tennis di Marcelline Genova Sport, in via Zara ad Albaro, viene rivoluzionata.

Trenta e Picasso studiano un sistema modulare per avvicinare e far appassionare i piccoli e piccolissimi studenti al tennis. Prendono la fascia che la FIT indica adatta per praticare il MiniTennis, ossia l’under 10 ambo sessi e la scompongono in due segmenti. Dando vita al MicroTennis,ossia ai bambini sotto i 6 anni, offrendo corsi adatti a ogni età e livello di gioco. In più nel corso dell’anno si organizzano gare individuali e a squadre, incontri amichevoli, settimane intensive durante il periodo estivo e nel corso della stagione gli allievi partecipano a tornei della FederTennis.

Come spiegano a Marco Callai nel filmato su ‘Liguriasport.com’, Diego Trenta e Francesca Picasso si sono divisi equamente i compiti. Trenta si occupa del Micro, dove c’è soprattutto il gioco, l’approccio alla disciplina vissuto in modo prevalentemente ludico, dedicato a bambini interni alle Marcelline, con attualmente 25 piccoli apprendisti tennisti, e poi c’è il Mini che è il regno di Francesca. E che sta incontrando un successo travolgente.
“Il percorso che Diego e io abbiamo studiato cerca di trasmettere agli allievi la nostra passione per il tennis. O meglio, la passione per lo sport  in generale, perché ai nostri bambini ‘innestiamo’ l’amore per l’attività fisica. Un fatto ci rende molto orgogliosi: quasi tutti i nostri allievi praticano più sport, diverse discipline anche lontane come concezione e movimenti dal tennis. E il nostro metodo sembra funzionare: nell’ultimo biennio siamo cresciuti rapidamente, oggi abbiamo oltre 100 ragazzi, la nostra scuola tennis è oramai una realtà paragonabile alla maggiori di Genova”.

Una come Francesca non può certo accontentarsi del primo successo: “Intanto bisogna assicurare continuità di esperienza e di formazione agli allievi, per questo siamo entrati in contatto e stiamo per chiudere accordi con club prestigiosi perché accolgano chi ha terminato per ragioni di età la nostra scuola tennis e vuole continuare a imparare, qualcuno passando anche all’agonismo vero e proprio. Già un paio di nostri ex allievi si stanno cimentando in competizioni under con ottimi risultati”.

Sarebbe già molto ma non è tutto. Francesca Picasso sta studiando una ulteriore novità: “Una specie di ponte tra i miei due impegni di lavoro. Pensavo che la nostra scuola sport deve e può sviluppare una parte gestionale-organizzativa, ossia un sistema che comprende l’iscrizione, le lezioni, l’apprendimento, la ricerca e il reperimento di società interessate a dialogare con noi o sostenerci, è essenziale per fare sport negli anni Venti. Stiamo vedendo dove trovare lo spazio per farlo all’interno della nostra scuola. L’idea finale, quella che chiude il cerchio, è trasformare Marcelline Genova Sport in un club social al cento per cento attraverso una tecnologia che ci aiuti a diventare comunità”.
Suona familiare? I due mondi di Francesca che vengono a contatto senza collisioni, anzi.

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