di DANILO SANGUINETI
La storia nello sport pesa perché le tradizioni qui hanno una ragione d’essere non negoziabile. Le dinastie familiari costituiscono un valore aggiunto, il passarsi il testimone da padre a figlio è spesso qualcosa che fa veramente la differenza. In una disciplina realmente antica come quella del calcio in costume avere un padre che si fa onore davanti agli eredi. che lo seguono pronti a ricevere il testimone e proseguire sulla stessa strada, è qualcosa da applaudire senza riserve.
Per il secondo anno il chiavarese Roberto Fantasia, maestro di Muay thai ed MMA (Mixed Martial Arts) per la società Orsi del Tigullio, è stato invitato a partecipare alla storica competizione dell’Aita di Urbino conquistando una bellissima vittoria con la sua squadra “I Turchini” (rappresentanti dei nobili) che hanno trionfato su “I Gialli” (rappresentanti del popolo) con il punteggio di 3-1.
Il Gioco fa parte delle tradizioni medioevali italiane come la “Palla Grossa” pratese o il famosissimo “Calcio Storico” fiorentino.
“L’Aita” è un’antichissima sfida/gioco di squadra di origine militaresca, praticata a Urbino durante il Rinascimento, soprattutto nei periodi di pace.
In pratica una specie di lotta collettiva molto fisica: due squadre cercavano di conquistare la bandiera avversaria, usando forza, placcaggi e anche sollevando i propri compagni. Il nome deriva dal grido “Aita!”, cioè “Aiuto!”. Nella versione ricostruita moderna, quando un giocatore viene spinto dentro una delle pozze di fango, può gridare “aita!” e un compagno, toccandolo, lo rimette in gioco.
Il gioco scomparve dopo la fine del Ducato nel 1631-32, anche perché le nuove autorità pontificie lo consideravano eccessivamente violento. Fu poi riproposto in epoca contemporanea nel 2012, nell’ambito della Festa del Duca. Oggi due squadre di venti giocatori si affrontano in una arena di sabbia con lo scopo di prendere la bandiera della squadra avversaria posta a 2,70 metri di altezza. Gli avversari possono essere fisicamente eliminati dal gioco mandandoli fuori dal campo o buttandoli in due fosse d’acqua poste all’interno dell’arena. È un gioco molto duro e fisico e tutti i giocatori sono atleti di livello che provengono o dal rugby o dagli sport da combattimento, come Fantasia appunto.
La partita dura 50 minuti suddivisi in due tempi da 25 minuti.
All’evento erano presenti oltre cinquemila persone che gremivano le tribune approntate nella spettacolare cornice della piazza antistante il Castello Ducale di Urbino.
Fantasia, barelliere notturno presso l’ospedale di Lavagna, è ancora esaltato per la grande esperienza: “In primo luogo ringrazio il capitano Gianluca Ceravolo per avermi ancora voluto sul campo, e naturalmente tutti i compagni che hanno lottato con me e tutti gli avversari per averci messo grande passione ma anche grande correttezza. Un gioco duro sì ma dove i colpi bassi non hanno ragione di essere. Inoltre dedico la prestigiosa vittoria alla mia consorte, la “paziente” Laura e ai miei due figli, Victoria e Gabriele, tutti e tre al mio fianco anche in questa avventura!”.