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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Hi-Lex Italy, dieci anni nel gruppo giapponese: il rilancio della storica Lames e una fabbrica che guarda al futuro

Lo stabilimento di Sampierdicanne celebra l’anniversario dell’ingresso nel gruppo. Una storia di lavoro, innovazione e competenze radicate nel Tigullio. Pajardi: “Un traguardo che appartiene a tutte le persone della nostra azienda”
Lo stabilimento di Chiavari di Hi-Lex che festeggia dieci anni nel gruppo giapponese
Lo stabilimento di Chiavari di Hi-Lex che festeggia dieci anni nel gruppo giapponese
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di ALBERTO BRUZZONE

Ci sono anniversari che raccontano molto più di una ricorrenza aziendale. Quello celebrato da Hi-Lex Italy riguarda una fabbrica, le persone che vi lavorano e un pezzo della storia industriale di Chiavari. Dieci anni fa, il 13 ottobre 2016, l’ingresso nel gruppo giapponese apriva una nuova fase per la storica Lames. Oggi lo stabilimento di Sampierdicanne festeggia quel passaggio con un brindisi insieme ai lavoratori, riconoscendo il contributo di chi ha accompagnato l’azienda lungo questo percorso.

Operai, impiegati, tecnici e responsabili si sono ritrovati negli spazi dello stabilimento per un momento di condivisione. Al centro della celebrazione, una squadra nella quale professionalità differenti concorrono agli stessi obiettivi: progettare, produrre, garantire qualità e affrontare le trasformazioni del settore automobilistico.

“Questo anniversario è un traguardo che appartiene a tutte le persone della nostra azienda – sottolinea Paolo Pajardi – In questi dieci anni abbiamo costruito all’interno del Gruppo Hi-Lex una partnership solida, fatta di fiducia, collaborazione e amicizia. Abbiamo affrontato cambiamenti e nuove sfide con lo spirito di una squadra: ciascuno mette a disposizione le proprie competenze e tutti contribuiscono al risultato”.

Per capire il significato di queste parole bisogna ripercorrere una storia che precede di molti decenni l’arrivo della proprietà giapponese. Le origini della fabbrica risalgono al 1931. Con il nome Lames, l’azienda ha costruito la propria specializzazione nella componentistica automobilistica, diventando una presenza importante nel tessuto produttivo chiavarese. Prima dell’acquisizione del 2016, tuttavia, il concordato preventivo aveva reso incerto il suo futuro.

Nell’intervista pubblicata da ‘Piazza Levante‘ nell’ottobre 2022, Pajardi spiegava che la scelta di investire nasceva dalla convinzione che lo stabilimento conservasse capacità ancora da valorizzare. Il rilancio passava attraverso il recupero della competitività e l’ampliamento della clientela. Ricordava anche la specializzazione nei sistemi “frameless”, destinati ai finestrini privi di telaio superiore, e il peso delle professionalità locali: allora l’85% dei dipendenti proveniva dalla zona e circa la metà del personale era costituita da donne.

“Il rapporto con il territorio, anche quando pensi e lavori per il mondo, non deve mai essere trascurato”, osservava. È un passaggio che aiuta a leggere anche l’anniversario di oggi. L’ingresso in una dimensione internazionale ha dato nuove prospettive a un’attività che mantiene a Chiavari il proprio centro operativo. La fabbrica è un luogo nel quale conoscenze tecniche e capacità produttive si incontrano, e dove il lavoro di ciascun reparto contribuisce a trasformare un progetto in un componente destinato alle automobili.

Il sito di via San Rufino si occupa di progettazione, sviluppo e produzione di alzacristalli e moduli porta. Le attività hanno compreso prototipazione, prove, controllo qualità e logistica, al servizio di costruttori europei quali Stellantis, BMW, Volkswagen, Audi, Maserati, Ferrari, Aston Martin, Jaguar e Lamborghini. Una filiera di competenze che richiede precisione tanto nella fase di sviluppo quanto nella produzione.

Le precedenti dichiarazioni di Pajardi mostrano come il tema delle persone abbia accompagnato l’intero decennio. Nel febbraio 2023, commentando su ‘Piazza Levante’ i risultati dell’esercizio chiuso nel settembre 2022, attribuiva il risultato “al lavoro, alle competenze e all’impegno di tutti i dipendenti”.

Il contesto era particolarmente difficile: scarsità di materie prime e semiconduttori, conseguenze della guerra in Ucraina e crisi energetica. In quell’esercizio Hi-Lex Italy aveva registrato un fatturato superiore a 53 milioni di euro, in crescita del 9% sul 2021, e un utile netto di poco superiore a 243 mila euro. Nello stesso 2022 erano stati destinati quasi due milioni di euro a investimenti, tra nuove linee produttive e climatizzazione delle aree di lavoro. Pajardi sottolineava inoltre il ruolo della progettazione e dello sviluppo, mentre l’arrivo di ingegneri di altre sedi del gruppo a Chiavari consentiva di condividere esperienze e soluzioni tecniche.

Sono dati riferiti a quella fase della vita aziendale, che aiutano a ricostruire un percorso fatto di investimenti e adattamento a un mercato spesso imprevedibile. La capacità di affrontare le difficoltà torna anche nelle parole pronunciate alla fine del 2024.

“Oggi la parola d’ordine con cui dobbiamo convivere è incertezza, ma uniti siamo più forti”, affermava Pajardi durante il tradizionale incontro natalizio con i dipendenti. In quell’occasione l’azienda aveva riconosciuto l’impegno dei lavoratori, premiando anche chi aveva raggiunto i 35 anni di servizio: un segno della continuità tra la storia della fabbrica e la sua nuova fase internazionale.

Le parole del 2024 restituiscono anche la complessità del settore nel quale Hi-Lex opera. Il lavoro industriale richiede una capacità continua di adeguarsi agli ordini, alle tecnologie e alle esigenze dei costruttori. In questo quadro, il richiamo alla squadra assume un significato concreto: condividere responsabilità e conoscenze, mantenendo la qualità del lavoro anche nei passaggi più impegnativi.

Il percorso chiavarese ha trovato spazio anche a Expo Osaka nel 2025, durante l’incontro “Why invest in Liguria”, organizzato con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il caso Hi-Lex è stato presentato come un’esperienza di investimento internazionale nel territorio ligure. I rappresentanti del gruppo hanno indicato nelle competenze ingegneristiche e tecniche presenti in Liguria una delle motivazioni alla base dell’acquisizione.

A dieci anni dall’ingresso nel gruppo, il ringraziamento di Pajardi torna oggi soprattutto a chi rende possibile l’attività quotidiana dello stabilimento. “Il mio ringraziamento va all’intero team e, in particolare, agli operai che ogni giorno, con professionalità e dedizione, danno concretezza al nostro lavoro nello stabilimento. È grazie all’impegno di tutti, in produzione come negli uffici, che abbiamo raggiunto questo traguardo”.

Il brindisi diventa così un’occasione per riconoscere il cammino percorso e rinnovare l’impegno verso ciò che verrà. “Guardiamo ai prossimi dieci anni con determinazione e con un forte senso di responsabilità in tutto ciò che facciamo, pronti a continuare a innovare e a creare valore insieme”, conclude Pajardi.

Per Chiavari e per il Tigullio, la storia di Hi-Lex Italy parla del valore di una presenza industriale capace di collegare il territorio ai mercati internazionali. Nello stabilimento di Sampierdicanne, quella storia continua attraverso il lavoro delle persone: chi porta l’esperienza di molti anni in fabbrica, chi sviluppa nuove soluzioni, chi segue la produzione e chi ne organizza le attività. È a questa squadra che l’azienda ha dedicato il proprio anniversario.

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