Il vertice di Tianjin, la minaccia cinese e la necessità per l’Occidente di fare politiche di cooperazione al di là di Trump, la linea giusta è quella del Piano Mattei
Lo sforzo “imperiale” della Cina, come ha detto il suo ministro degli esteri Wang Yi, è far sì che, entro dieci anni, nasca “un ordine internazionale multipolare contrapposto alla mentalità della guerra fredda, alla logica dei blocchi e al bullismo”
Contro il negazionismo delle buone cose l’Italia va. Una riflessione su se stessi per preparare il futuro
Quando il Governo Meloni si è insediato lo spread ha toccato una punta di 250 basis point per un’iniziale diffidenza dei mercati finanziari nei confronti del nuovo Governo. Pochi giorni fa lo spread ha raggiunto gli 80 basis point, un record storico. Ma non ne ha parlato quasi nessuno
Un approccio realistico e non retorico al futuro dell’Unione Europea
Se non si dà una svolta vera le opinioni pubbliche diverranno antieuropeiste con il rischio della rimessa in discussione anche delle grandi conquiste come mercato unico e moneta unica
Intelligenza artificiale e sue applicazioni alla manifattura italiana. Il problema del controllo proprietario della conoscenza e della sicurezza delle nostre imprese
Il ragionamento si inserisce in una riflessione più ampia sull’autonomia strategica e sulla sovranità tecnologica dell’Unione Europea
Genova e il Mediterraneo. Le opportunità del Piano Mattei
Perché non immaginare sin d’ora a Genova un grande evento annuale sul Mediterraneo, sulla sua economia e sul suo futuro, aperto a tutti i Paesi che si affacciano sul nostro mare?
Perché non possiamo fare a meno del nucleare, un convegno di Confindustria
L’energia nucleare, che è decarbonizzata e garantisce la continuità della fornitura, si presta perfettamente ad essere complementare e funzionale allo sviluppo delle rinnovabili
Lettera aperta a Elly Schlein: la battaglia per la sopravvivenza dell’industria europea, che gli estremismi del green deal stanno ammazzando, deve vedere protagonista il Pse
Per cambiare rotta rapidamente ci vuole l’unità delle grandi famiglie politiche europee: popolari, socialisti, liberal-democratici e conservatori, capaci insieme di fare politica alta imponendosi sulla tecnocrazia
I numeri impressionanti della domanda di energia nel mondo. L’Europa vuole aprire una riflessione strategica sul Green Deal?
Ma davvero si pensa che le strategie di difesa e di autonomia strategica indispensabili per consentire all’Europa di esistere siano compatibili con l’estremismo dell’era Timmermans e della tecnocrazia guardiana di Bruxelles?
Claudio Descalzi dice al ‘Financial Times’ che odia il mainstream: nel mio piccolo sono completamente d’accordo con lui
Ho più volte sostenuto che alla radice di tutto ciò c’è un peccato culturale, una grave distorsione cognitiva dell’Europa, che continua a ritenersi al di sopra di tutto e di tutti. È la sindrome che più volte ho definito ‘del primo della classe’