Attualità

Attualità, editoriale

La democrazia alla prova della ‘datocrazia’ digitale

La rivoluzione digitale ci appare oggi finalmente nella sua complessità. Non più soltanto esaltazione del progresso tecnologico, del libero accesso all’informazione, dell’abbattimento di barriere all’ingresso a distanza, dell’orizzontalità e conseguente uguaglianza, ma anche tante altre cose meno brillanti, più oscure e problematiche, talvolta inquietanti.
Di cosa stiamo parlando?
Degli effetti ormai evidenti della pervasività dei dati digitali e del loro utilizzo che cresce in modo esponenziale e influenza la nostra vita quotidiana e ormai anche la politica. Siamo in una sorta di datocrazia, è troppo temere per il futuro della democrazia?
Il quesito non è eccessivo se si pensa al fatto che nell’era digitale è cresciuto il divario tra ricchi e poveri, la disoccupazione è endemica, i media tradizionali agonizzano (con il rischio di perdere ogni informazione approfondita, ragionata, non ‘instant’), siamo invasi e tormentati da ‘fake news’ , la sfiducia nelle istituzioni dilaga così come i vari populismi.
Ma ciò che è più grave per la democrazia e per il mercato (essendo nella nostra visione occidentale i due termini inscindibilmente legati) è il fatto che, ad onta dell’orizzontalità, del decentramento, del libero accesso, la rete è di fatto in mano a quattro superpotenze oligopolistiche. 

Attualità, In primo piano

Zoagli, l’asilo Merello rischia la chiusura. E tra Fondazione e sindaco volano gli stracci

I giochi sono lì, appoggiati contro il muro. Le aule riordinate. Il cancello tristemente chiuso. Due striscioni campeggiano dalle finestre: “Salviamo tutti insieme l’asilo”, “L’asilo deve rimanere aperto”.
D’intorno, in questa splendida villetta con annesso giardino affacciata sul golfo del Tigullio, c’è un silenzio spettrale. Nel luogo solitamente deputato alla festa, al divertimento – così come ai pianti e ai capricci dei bimbi in tenera età – non muove una foglia.

Approfondimento, Attualità

Camogli, Olivari riconfermato: “La sfida è la promozione turistica”

Il sindaco di Camogli Francesco Olivari (foto di Alessandra Tommei) di ALBERTO BRUZZONE In Italia la parola d’ordine, di questi tempi, è ‘governo del cambiamento’. Eppure a Camogli, domenica scorsa, le elezioni amministrative hanno completamente rovesciato il discorso: i cittadini hanno scelto il ‘governo della continuità’. Francesco Olivari, il sindaco...
Attualità, editoriale

Valentina, fenomenologia di un successo. La politica prenda esempio

Decisionista, ma non accentratrice. Ecumenica, ma non troppo. Coraggiosa, ma non spericolata. Politico e manager. Pragmatica e innovativa. Valentina Ghio è stata riconfermata sindaco di Sestri Levante al primo turno con un clamoroso 52,20 per cento. Una vittoria schiacciante in un momento in cui il centrosinistra boccheggia e il Pd appare in debito di ossigeno. Un’affermazione che entra di diritto nella storia della Bimare e fa il paio con l’elezione di cinque anni fa, quando i cittadini consegnarono per la prima volta le chiavi della città ad una donna.
Poche ore dopo la notte del trionfo lei scriveva ancora emozionata: “Mi è arrivato un messaggio di congratulazioni che diceva: ‘le persone vengono sempre prima dei simboli’. Le persone devono venire sempre prima di tutto, anche per me”. Fare sistema, valorizzare vocaboli ormai desueti come dialogo, solidarietà, aggregazione. Il suo modus operandi è stato chiaro sin dall’inizio: stare in mezzo alla gente.
Governo e popolo. Una ricetta vincente. Ghio ha capito subito che un sindaco deve decidere. Non può galleggiare in continuazione. Anche sapendo che scontenterà qualcuno, una decisione non può essere rinviata all’infinito. Però va presa collegialmente. L’uomo solo al comando non convince. E nemmeno un sindaco deve esserlo. La sua capacità di fare squadra è stata fondamentale. Fermo restando che squadra la si fa con i bravi, prima ancora che con i fedeli.
Tutti gli amministratori vorrebbero avere un suffragio universale. Ma non è possibile. Però cercano di averlo il più ampio possibile. E spesso per soddisfare tutte le richieste si finisce con l’annacquare troppo un progetto. Ma così non si fa un buon servizio alla comunità. Bisogna avere la capacità e il coraggio di fare una sintesi. E agire. Il nuovo assetto di Mediaterraneo, il polo tecnologico con nuovi posti di lavoro, tanti progetti di sviluppo economico e la valorizzazione turistica del territorio attraverso eventi di respiro nazionale come il premio Andersen e il Riviera International Film Festival sono solo la punta dell’iceberg.

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