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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Calcio, riparte la Serie D e sarà ad alto tasso ligustico. Riecco anche la sfida sempiterna tra Lavagnese e Sestri Levante

Nel girone A torna preponderante la pattuglia delle squadre situate tra la frontiera di Ventimiglia e la Baia del Silenzio
Il Sestri Levante ritorna in Serie D dopo due anni nel calcio professionistico
Il Sestri Levante ritorna in Serie D dopo due anni nel calcio professionistico
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di DANILO SANGUINETI

Sarà un campionato di Serie D ad alto tasso ligustico. Nel girone A torna preponderante la pattuglia delle squadre situate tra la frontiera di Ventimiglia e la Baia del Silenzio: sono ben otto e potevano essere nove se il RivaSamba non si fosse fermato proprio all’ultima curva prima del traguardo. Per il Tigullio torna anche il classico confronto Lavagnese-Sestri Levante, le squadre che in questi ultimi vent’anni hanno duellato strenuamente nel massimo campionato dilettantistico. A ben vedere lavagnesi e sestrini appartengono ormai di diritto al gotha della categoria: se si scorrono le liste di partecipazioni alla quarta serie del calcio italiano – non tenendo conto dei vari cambi di definizione, Interregionale, Quarta Divisione, ecc. ecc.- ci si accorge che il Sestri è addirittura primatista in regione: 43 campionati contro i 38 di Imperia, i 34 di Vado, i 31 di Albenga, i 30 di Savona, i 29 di Sanremese, i 27 di Entella e Rapallo Ruentes, i 25 di Sarzanese e Sestrese. E la Lavagnese? 28 partecipazioni ma con un’importante precisazione: due terzi delle quali sono arrivate nell’ultimo quarto di secolo ossia da quando il decano dei presidenti della categoria, Stefano Compagnoni prese il timone di una società che stava “ammuffendo” in Prima Categoria. 

Per quanto riguarda il Sestri la società corsara ha guadagnato una certa stabilità da quando Stefano Risaliti, undici anni fa, ne assunse il controllo: solo tre stagioni fuori dalla Serie D, e per due si è trattato di una escursione nel sogno, essendo tornato per un biennio in quella Serie C che non raggiungeva da ben tre quarti di secolo. Questa è la stagione del ritorno tra i dilettanti: il club rossoblù ha scommesso sui giovani e su un rilancio che parte dal suo vivaio, si spera che non sia un azzardo. La traumatica caduta dello scorso maggio non è ancora stata del tutto assorbita ma si spera che il gruppo di dirigenti che nel tempo si è saldato attorno alla proprietà, il ritorno di vecchi e fidati compagni come Marco Cassinelli, possa invertire la rotta. 

Ben diverso è il percorso che ha portato Lavagnese a questo ennesimo confronto in D: il team bianconero ha già iniziato “l’operazione rilancio”. Il presidente Compagnoni con il solito understatement già dodici mesi fa ha chiamato a lavorare al suo fianco dirigenti giovani e molto ambiziosi come Giacomo Jack Nicolini. I risultati si sono visti subito: la stagione 2024-25, la ventiseiesima dell’era Compagnoni, che aveva come obiettivo la semplice permanenza in categoria, ha visto il team arrivare alla semifinale nazionale di Coppa Italia, sconfitta solo dal Ravenna che poi vincerà la competizione e salirà in Serie C stravincendo il suo girone. In classifica un inatteso quinto posto grazie a un girone di ritorno alla massima velocità, chiuso con sei vittorie consecutive. Per la Lavagnese ha significato il ritorno a quei play off promozione che raggiungeva dalla stagione 2016-17. E nella regular season appena iniziata potrebbe addirittura far meglio.

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