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Giovedì 29 ottobre 2026 - Numero 450

Chiavari, nuovo piano del demanio marittimo: “Tagliate le spiagge libere attrezzate”. Vola Chiavari e Impegno Comune all’attacco

Nel mirino la riduzione delle spiagge libere attrezzate, l’aumento delle concessioni private e i tempi del confronto con le associazioni. Le opposizioni chiedono chiarimenti anche sulle previsioni per il Lido e per l’area sotto la Terrazza Raffo
Palazzo Bianco, sede del Comune di Chiavari
Palazzo Bianco, sede del Comune di Chiavari
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(r.p.l.) Il nuovo Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime approda in Consiglio comunale a Chiavari e accende il confronto politico sul futuro delle spiagge cittadine. A contestare la proposta sono i gruppi consiliari Vola Chiavari e Impegno Comune, che denunciano una riduzione significativa delle spiagge libere attrezzate, modifiche alle concessioni balneari e un percorso di confronto con le categorie economiche ritenuto troppo rapido.

Secondo i dati riportati dai due gruppi, il progetto prevede una riduzione del fronte mare destinato alle spiagge libere attrezzate, che passerebbe dagli attuali 532 metri lineari a 152, con un taglio di oltre il 70%. Parallelamente, aumenterebbe di 200 metri lineari il fronte mare assegnato agli stabilimenti balneari privati a pagamento.

Una trasformazione che, secondo le opposizioni, rischia di limitare l’accesso al mare per residenti e turisti, soprattutto per chi cerca servizi essenziali senza essere obbligato a pagare un ombrellone o un lettino.

A sottolineare le conseguenze della proposta è Davide Grillo di Impegno Comune, che contesta la lettura dei dati relativi alle spiagge libere contenuti nel piano. “Ci vengono a raccontare la favola dell’aumento delle spiagge libere, ma la realtà è ben diversa: cancellano quattro spiagge libere attrezzate per trasformarle in stabilimenti balneari a tutti gli effetti”, afferma Grillo.

Grillo ricorda come le spiagge libere attrezzate rappresentino, a suo giudizio, un presidio fondamentale per garantire una balneazione accessibile, con la possibilità di utilizzare l’arenile senza obbligo di pagamento e di usufruire di servizi come le docce.

Nel comunicato, i due gruppi distinguono tra la percentuale di spiaggia formalmente libera e quella che considera anche le spiagge libere attrezzate. Secondo i loro calcoli, la quota di spiaggia libera passerebbe dal 41,26% al 52,96%, mentre la percentuale complessiva di litorale oggi riconducibile alla fruizione libera, includendo le aree attrezzate, scenderebbe dal 74,2% al 62,32%.

Numeri che, secondo Vola Chiavari e Impegno Comune, evidenzierebbero una riduzione degli spazi effettivamente accessibili senza il ricorso a servizi balneari a pagamento. Tra gli aspetti contestati figura anche una nuova previsione contenuta nelle Norme tecniche di attuazione del piano: una concessione demaniale per il posizionamento di sedie, ombrelloni e tavolini nell’area dello scalandrone di accesso alla spiaggia libera sotto la Terrazza Raffo.

Alessandro Calcagno di Vola Chiavari chiede chiarimenti sulla scelta e sulla sua legittimità. “Si va a privatizzare l’uso di uno scalandrone di discesa a mare che è storicamente destinato all’utilizzo pubblico. Con quale criterio si occupa una via di accesso alla spiaggia in favore di una singola attività commerciale?”, domanda il consigliere. Per il gruppo, la previsione merita un approfondimento anche per le possibili ripercussioni sul libero passaggio dei cittadini e sull’attività degli altri operatori del settore balneare.

Un altro punto critico riguarda il futuro dell’area del Lido. Secondo quanto segnalato dalle opposizioni, le norme del piano rinvierebbero alla Giunta, in sede di gara, la definizione del numero delle concessioni. Una formulazione che, a loro giudizio, non chiarirebbe in maniera sufficiente come saranno suddivisi gli spazi disponibili, lasciando aperta la possibilità di accorpare o frazionare i lotti. Vola Chiavari e Impegno Comune chiedono quindi maggiore trasparenza sulle scelte che riguarderanno l’organizzazione delle concessioni e sulla loro distribuzione lungo il litorale.

Le critiche riguardano infine le modalità con cui sarebbe stato condotto il confronto con le associazioni di categoria. Nel comunicato, i gruppi consiliari richiamano le date riportate nella documentazione: la convocazione delle associazioni sarebbe del 19 ottobre, il verbale del 21 ottobre e nella stessa giornata la proposta sarebbe stata chiusa e licenziata.

Un intervallo di appena 48 ore che, secondo le opposizioni, non avrebbe consentito un confronto sufficientemente ampio sul futuro dei 5,6 chilometri di costa cittadina. “Quali categorie sono state davvero ascoltate in due giorni? Non ci risulta che siano state coinvolte tutte le realtà turistiche del territorio”, concludono Grillo e Calcagno, contestando un metodo che ritengono poco partecipativo.

La richiesta dei gruppi è quella di fare chiarezza sulle scelte contenute nel nuovo piano, sulle modalità di assegnazione delle concessioni e sulle conseguenze per l’accessibilità del litorale. Al centro della discussione resta il rapporto tra attività balneari, spazi pubblici e diritto dei cittadini a fruire della costa.

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