di ALESSANDRA FONTANA
Per continuare a vivere nell’entroterra servono opportunità concrete. Un lavoro, servizi accessibili, imprese capaci di trovare le professionalità di cui hanno bisogno.
È su questo terreno che si misura il futuro delle valli del Tigullio: sulla possibilità di restare, tornare e costruire una vita nei paesi senza rinunciare alle proprie aspirazioni. A questa sfida risponde “RiGenerazioni nel Tigullio – Sviluppare le Valli attraverso il lavoro”, presentato al Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno.
Tre i progetti integrati, sostenuti dal Programma regionale FSE+ Liguria 2021-2027: Curae, dedicato al welfare di prossimità; Smartlab, all’innovazione produttiva; Borghi Vivi, allo sviluppo dei borghi. “Con RiGenerazioni mettiamo il lavoro al centro dello sviluppo delle nostre valli”, spiega Nicola Visconti, direttore del Villaggio del Ragazzo, capofila di Curae. “I bisogni di cura delle comunità possono diventare occupazione stabile e servizi di prossimità”.
Una prospettiva che lega formazione gratuita, tirocini e possibilità di lavorare senza lasciare il territorio. La rete coinvolge enti formativi, imprese, terzo settore e i Comuni di Borzonasca, Casarza Ligure, Ne e Mezzanego.
Per Ne, sottolinea la sindaca Francesca Garibaldi, Curae significa occuparsi della persona “dall’assistenza all’animazione sociale nel luogo in cui si vive”. L’ascolto delle attività locali è anche il punto di partenza di Borghi Vivi. “Formiamo addetti alle vendite, pasticceri e baristi, figure che le attività dei borghi faticano a trovare”, spiega Chiara Rosatelli, direttrice dell’Accademia del Turismo.
Il percorso accompagna i partecipanti dall’aula al tirocinio, puntando all’inserimento in azienda. Sul versante tecnologico, Smartlab ha come capofila il Comune di Casarza Ligure.
Il sindaco Giovanni Stagnaro richiama il progetto di “creare possibilità sia di lavoro che di formazione permanente a tante aziende e a tanti giovani del nostro territorio”. Per il sindaco di Mezzanego Danilo Repetto, l’iniziativa aprirà soprattutto ai giovani nuovi orizzonti professionali, nei quali la qualificazione farà la differenza. Ma la possibilità di ripartire riguarda anche chi giovane non è più. Lo ricorda Giuseppino Maschio, sindaco di Borzonasca e presidente del Consorzio Ospitalità Diffusa: “Chi è meno giovane ha una maggiore difficoltà a trovare una nuova occupazione ed un’azienda che investa su di lui”.
La scommessa è tenere insieme queste esigenze: chi cerca un impiego, chi ha bisogno di assistenza, chi vuole assumere. Perché il futuro dell’entroterra passa anche dalla possibilità di continuare a chiamarlo casa.