di ALBERTO BRUZZONE
Ripristinare le Province nella loro configurazione tradizionale, con l’elezione diretta dei consiglieri e del presidente, valutando al tempo stesso possibili miglioramenti del sistema elettorale e dell’organizzazione delle competenze. È questa la posizione espressa da Roberto Bagnasco, deputato ligure di Forza Italia, che rilancia la necessità di restituire maggiore rappresentatività ai territori, soprattutto a quelli più lontani dal capoluogo.
Una convinzione maturata anche attraverso l’esperienza amministrativa personale: Bagnasco ha infatti ricoperto per cinque anni il ruolo di consigliere provinciale, un incarico che gli ha permesso di comprendere quanto l’ente intermedio fosse importante per i Comuni, in particolare per quelli di dimensioni più ridotte.
“Più il Comune era piccolo, più il riferimento alla Provincia era importante”, sottolinea il deputato, evidenziando il valore di un organismo eletto direttamente dai cittadini e, proprio per questo, dotato di una precisa legittimazione democratica.
Il nodo della rappresentanza territoriale
Al centro della riflessione di Bagnasco c’è il superamento delle Province nella loro configurazione tradizionale e l’introduzione di un sistema basato sull’elezione di secondo grado. Un cambiamento che, secondo il parlamentare di Forza Italia, ha indebolito il legame diretto tra amministratori e comunità locali.
La questione riguarda in modo particolare i territori più periferici rispetto a Genova, dove il rischio è che le esigenze dei Comuni meno centrali trovino meno spazio nei processi decisionali. Ne abbiamo vissuto le conseguenze ampiamente, in zone come il Tigullio, il Golfo Paradiso e i rispettivi entroterra.
“Il fatto che i consiglieri non siano eletti direttamente li rende meno rappresentativi del territorio”, osserva Bagnasco, precisando che la questione non riguarda le capacità personali degli amministratori, quanto piuttosto il rapporto tra eletti e cittadini.
Con l’elezione diretta, invece, il mandato degli amministratori provinciali deriverebbe direttamente dalla volontà degli elettori, rafforzando il legame con le comunità locali e la possibilità di dare voce alle loro necessità.
Trasporti e scuole, competenze da rafforzare
La discussione non riguarda soltanto la rappresentanza politica, ma anche il ruolo concreto degli enti intermedi. Trasporti e scuole sono tra gli ambiti che richiedono una gestione efficace e risorse adeguate, soprattutto in un territorio articolato come quello ligure.
Secondo Bagnasco, l’attuale assetto ha ridotto la capacità operativa delle Province e, nel caso genovese, della Città metropolitana. Per questo, il ritorno al modello precedente dovrebbe essere accompagnato da una riflessione sulle competenze e sui finanziamenti.
“Bisogna mantenere al massimo i contributi dello Stato, perché se hai competenze e non hai i soldi diventa veramente difficile andare avanti”, afferma il deputato, richiamando l’attenzione sulla necessità di garantire risorse proporzionate alle responsabilità assegnate agli enti.
Un presidente eletto direttamente avrebbe più forza
Un altro aspetto centrale riguarda l’elezione diretta del presidente della Provincia. Una legittimazione popolare, secondo Bagnasco, permetterebbe al presidente di presentarsi con una maggiore forza contrattuale nei confronti della Regione.
Il deputato richiama anche il caso di Imperia e l’esperienza di Claudio Scajola, riconoscendo che la capacità politica personale può incidere indipendentemente dal sistema elettorale adottato. L’elezione diretta, tuttavia, rappresenterebbe una garanzia ulteriore, perché attribuirebbe al presidente un mandato riconoscibile e autonomo, rafforzandone il peso istituzionale.
Tornare alle Province, ma con qualche miglioramento
Il ritorno al modello tradizionale non viene necessariamente inteso come un ripristino identico del passato. Bagnasco apre infatti alla possibilità di intervenire sul sistema elettorale, sulla definizione dei collegi e sull’organizzazione complessiva dell’ente.
L’obiettivo, però, dovrebbe restare quello di garantire una rappresentanza più efficace e una maggiore vicinanza alle comunità locali. “La rappresentatività del territorio con l’elezione diretta diventa un’altra cosa”, ribadisce il parlamentare, sostenendo che anche le competenze dovrebbero essere organizzate in modo da consentire agli enti di svolgere pienamente le proprie funzioni.
Nel suo ragionamento trova spazio anche il riferimento alla Costituzione italiana, che contempla le Province nell’ordinamento degli enti territoriali. Un elemento che, secondo Bagnasco, conferma il ruolo istituzionale di questi enti e la necessità di riflettere sulla loro configurazione.
La battaglia politica nella prossima legislatura
La prospettiva indicata da Bagnasco è quella di un’iniziativa da portare avanti a livello nazionale, anche attraverso Forza Italia. La posizione del deputato è netta: ripristinare le Province con amministratori eletti direttamente, valutando al tempo stesso possibili miglioramenti organizzativi e garantendo risorse adeguate.
Per il parlamentare ligure, il superamento dell’attuale sistema non rappresenterebbe un ritorno al passato fine a sé stesso, ma un modo per recuperare rappresentanza democratica e capacità di governo dei territori.
“Tornare indietro vuol dire andare avanti”, conclude Bagnasco, indicando nella prossima legislatura l’orizzonte politico per rilanciare il tema della riforma delle Province.
Da Imperia un nuovo impulso alla riforma
Il tema del futuro delle Province è tornato al centro del dibattito istituzionale anche in occasione della 39ª Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, svoltasi a Imperia. Come riportato anche da ‘Piazza Levante’, che sin dalla sua nascita ha sempre inserito tra i propri temi anche quello della necessità di un ritorno all’elezione diretta dei Consigli provinciali (leggi qui l’articolo), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato la necessità di porre fine a una transizione istituzionale rimasta incompiuta, sottolineando l’importanza di definire con chiarezza il ruolo di questi enti e di non rinviare ulteriormente una nuova riforma.
Nello stesso confronto, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha sostenuto la possibilità di restituire ai cittadini il diritto di eleggere direttamente i rappresentanti delle Province e delle Città metropolitane. La sindaca di Genova e della Città metropolitana Silvia Salis ha invece posto l’accento sulla necessità di garantire risorse economiche adeguate alle competenze, affinché gli enti possano assicurare servizi e collegamenti anche ai Comuni più piccoli e alle aree dell’entroterra. Temi che si intrecciano con le considerazioni di Bagnasco sulla rappresentanza e sulla capacità concreta delle istituzioni di rispondere alle esigenze dei territori.