di ROSA CAPPATO
Approvato il progetto esecutivo. L’intervento di tutela e valorizzazione dell’Oratorio dei Santi Prospero e Caterina di Camogli avverrà grazie ad un corposo restauro conservativo, dal costo totale di 164.657,46 euro, opera finanziata con contributo statale. Si è potuto ottenere grazie alla convenzione tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Comune di Camogli, passaggio burocratico indispensabile, sotto forma di accordo di delega, tra Comune e la Confraternita dei Santi Prospero e Caterina.
Siccome il Ministero non può sovvenzionare direttamente un intervento privato, come il caso della Confraternita dell’Oratorio SS. Prospero e Caterina, ecco che il Comune ha svolto il ruolo di stazione appaltante. L’iniziativa che cambierà il volto all’Oratorio affacciato sul salotto della Città, votata all’unanimità in consiglio comunale, è lunga e articolata, ma procede senza intoppi e questo ultimo passaggio, deliberato dalla giunta comunale pochi giorni fa, rappresenta un avanzamento significativo.
“L’approvazione del progetto esecutivo è un passaggio propedeutico alla gara – riferisce il presidente del consiglio comunale, il consigliere Paolo Terrile – un atto necessario dell’iter”. Nel 2023 il Comune di Camogli, in accordo e su invito dell’Ente proprietario dell’oratorio, la Confraternita omonima, ha avanzato una proposta progettuale per l’accesso al fondo che il Ministero ha destinato alla tutela e promozione del patrimonio culturale e storico del Paese.
Successivamente a un confronto con il Ministero nonché con la Confraternita in merito ai lavori ancora da eseguire, nel 2024, l’ente religioso ha presentato la descrizione e la quantificazione di tutte le opere. Le lavorazioni principali previste sono: il restauro del coro ligneo, il restauro della cassa dell’organo, il restauro della cantoria, quello degli stucchi del cornicione, degli intonaci tinteggiati (retro coro e cassa organo), il restauro della pavimentazione della terrazza esterna.
Il M.I.T. ha comunicato al Comune di Camogli di essere risultato soggetto beneficiario di finanziamento, il 1° febbraio 2024 e di essere stato ammesso al fondo. Successivamente, il 9 settembre 2025, è stato conferito l’incarico per la progettazione esecutiva, direzione lavori e coordinamento sicurezza dell’intervento di tutela e valorizzazione dell’oratorio, all’architetto Annalisa Para di Genova, che ha poi predisposto la documentazione da sottoporre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria, ai fini del rilascio delle autorizzazioni necessarie, avvenuto a luglio.
Dopo la richiesta di alcune integrazioni, a sopralluogo avvenuto giovedì 2 aprile, nella sua relazione l’architetto Chiara Santhià scrive che sia il Coro che la Cassa risultano in mediocri condizioni conservative. Ad esempio, per quanto concerne la cassa dell’organo e la balaustra sottostanti il coro, “lo spesso strato di vernice di colore bianco o verde si presenta fortemente alterato dal punto di vista cromatico, generalmente ingrigito”.
Si sottolinea inoltre che la stesura di vernice riconducibile a un intervento successivo alla realizzazione dell’originale. Vi sono anche ampi graffi e segni di varia natura. Il supporto ligneo risulta inoltre soggetto a un importante attacco da parte di insetti xilofagi: “la materia è costellata da fori di sfarfallamento dalla caratteristica forma circolare e in alcuni punti da vere e proprie gallerie a vista. Le porzioni più soggette al fenomeno sono gli inginocchiatoi sulla parte destra del coro e sulla balaustra dell’organo. L’attacco ha inficiato anche la stabilità della pedana. Alcune porzioni decorative intagliate in legno sono distaccate e completamente mancanti”.
Riguardo il restauro, dal punto di vista puramente metodico, si raccomanda l’osservazione del criterio generale del ‘minimo intervento’, il limitarsi a un’azione estremamente rispettosa e meno invasiva possibile nei confronti dei materiali originali dell’opera stessa. Circa l’origine dell’edificio, storico luogo di culto e tanto amato dai camoglini, sono state formulate diverse ipotesi. “Una di esse identifica l’attuale costruzione nell’antica pieve di Sant’Ambrogio, – emerge dalla relazione dell’architetto Para – menzionata in documenti del XIII secolo, divenuto poi luogo di culto per la ‘Societas’ di San Prospero e Santa Caterina. Tale ipotesi è suffragata dalla scoperta di colonne databili all’età romana. Secondo, un’altra versione storica, la prima sede della Arciconfraternita era pubblicata in località Priaro, all’interno di una cappella che probabilmente fu la chiesa primitiva intitolata al Vescovo milanese, mentre il trasferimento dei confratelli nell’attuale sito si sarebbe verificato nei primi decenni del XV secolo”.
Dalla relazione di Mons. Francesco Bossio, in occasione della sua visita pastorale, si apprende che in Camogli, oltre alla chiesa parrocchiale era presente un altro edificio religioso, indicato come casaccia dei Santi Prospero e Caterina. “A tale data, – prosegue l’architetto – sembra che l’Arciconfraternita avesse come sede l’attuale oratorio, oggetto forse dai primi anni del 600 di lavori di rifacimento. L’aspetto attuale dell’edificio, risalirebbe, sia sotto il profilo architettonico, sia sotto quello decorativo, alla metà del XVIII secolo, quando presero avvio i lavori che oltre a determinare il prolungamento dell’oratorio, comportarono importanti modifiche dell’assetto originario”.
Alla fine del secolo furono eseguiti gli stucchi, le tele alle pareti, gli affreschi del soffitto, opera del pittore Giuseppe Paganelli e Emanuele Tagliafico per quanto concerne la tela all’altare dedicato alla Madonna del Carmine. Oltre alla sua funzione religiosa, l’edificio ne svolse un’altra a carattere laico: “dal 1673, ospitò le riunioni della comunità camogliese, chiamata ad eleggere i propri ufficiali o rappresentanti; tra il ‘700 e l’800 fu sede delle scuole pubbliche e dell’amministrazione municipale; nel 1835 e nel 1854 fu adibito a Lazzaretto, in occasione di gravi epidemie; dal 1880 al 1917 venne destinato a seggio elettorale”.