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Giovedì 22 ottobre 2026 - Numero 449

A Priosa torna la Fiera del bestiame, una tradizione che resiste dal 1860: appuntamento fissato il 12 ottobre

L’evento è cambiato insieme alla valle, affiancando alla sua originaria funzione commerciale quella di festa e di valorizzazione delle tradizioni locali. Il bestiame resta però al centro
A Priosa il 12 ottobre ecco l'edizione 2026 della Fiera del Bestiame
A Priosa il 12 ottobre ecco l'edizione 2026 della Fiera del Bestiame
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di ALESSANDRA FONTANA

A Priosa il 12 ottobre è il giorno della Fiera. Una tradizione che si ripete dal 1860 e che lunedì tornerà nella frazione di Rezzoaglio con la Fiera delle Merci e del Bestiame, appuntamento storico della Val d’Aveto che ancora oggi richiama allevatori, abitanti e visitatori.

Il legame tra Priosa e il commercio degli animali viene da lontano. Il paese era conosciuto per i suoi mercanti di bestiame, che partecipavano alle fiere di bovini ed equini non soltanto nel Genovesato, ma anche nel Parmense e nel Piacentino, arrivando in alcuni casi fino al Piemonte. Un’attività importante per l’economia locale e, più in generale, per un territorio nel quale allevamento e agricoltura hanno rappresentato per generazioni una delle principali fonti di sostentamento. 

È in questo contesto che nasce, nel 1860, la Fiera di Priosa. Allora appuntamenti come questo avevano una funzione molto diversa da quella che assumono oggi: erano luoghi nei quali si compravano e vendevano animali e merci, ma anche occasioni di incontro tra persone provenienti da paesi e vallate differenti.

Da allora sono trascorsi più di 160 anni e la Val d’Aveto è inevitabilmente cambiata. Sono diminuiti gli abitanti, si sono trasformate le attività agricole e anche il modo di allevare e commercializzare il bestiame non è più quello di un tempo. La fiera, però, è rimasta e continua a svolgersi ogni anno nella stessa data, il 12 ottobre. Gli animali mantengono ancora un ruolo centrale. Nell’edizione raccontata nel 2023, accanto alla mucca Cabannina c’erano anche asini e cavalli. La Cabannina è una razza bovina autoctona originaria dell’Appennino ligure e, in particolare, della vicina frazione di Cabanne, dalla quale prende il nome. Storicamente veniva allevata nelle aree montane e collinari della Liguria per la produzione di latte e carne.

Il programma di lunedì 12 ottobre prevede per tutta la giornata bestiame e bancarelle. Dalle 12 spazio anche alla gastronomia, con polenta e capra, panini e altre specialità locali, mentre ad accompagnare la giornata saranno canti e fisarmoniche. Nel pomeriggio è prevista anche l’estrazione della Lotteria Agricola. La Fiera di Priosa è quindi cambiata insieme alla valle, affiancando alla sua originaria funzione commerciale quella di festa e di valorizzazione delle tradizioni locali. Il bestiame resta però al centro dell’appuntamento, a ricordare le origini di una manifestazione che da oltre un secolo e mezzo continua a tornare puntuale ogni 12 ottobre.

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