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Giovedì 24 settembre 2026 - Numero 445

Il Teatro Sociale di Camogli spegne centocinquanta candeline con un concerto e un momento celebrativo

Appuntamento mercoledì prossimo con “Quel 30 settembre… storia di una rinascita”, una giornata che unisce memoria e futuro
Il Teatro Sociale di Camogli si appresta a festeggiare i 150 anni dalla fondazione
Il Teatro Sociale di Camogli si appresta a festeggiare i 150 anni dalla fondazione
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di ROSA CAPPATO

“Un traguardo straordinario, la storia di un’intera comunità che si è riconosciuta nel proprio teatro”. Così Maurizio Castagna, presidente della Fondazione Teatro Sociale di Camogli, considera il compleanno del Teatro Sociale. 

Mercoledì 30 settembre il Teatro del borgo festeggia i suoi 150 anni, con una serata pensata dal presidente della Fondazione, insieme al sovrintendente Giuseppe Acquaviva: “Quel 30 settembre… storia di una rinascita”. Sarà una serata dedicata alla grande musica. 

Sul palco, alle 21, il soprano Barbara Bargnesi, il mezzosoprano Giulia Amoretti e il direttore Giulio Magnanini, insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro Carlo Felice di Genova. Prima del concerto, alle 17,30, Farida SimonettiSilvio Ferrari e Roberto Iovino introdurranno a questi indimenticabili 150 anni. 

Il Teatro fu inaugurato il 30 settembre 1876 con una rappresentazione dell’Ernani di Giuseppe Verdi, oltre a un balletto e un concerto per violino. Il Teatro di Camogli nasce per volontà di 60 famiglie della borghesia locale che direttamente o indirettamente avevano fatto fortuna col mare nel momento in cui Camogli, non a caso definita “la Città dei Mille Bianchi Velieri”, era una delle maggiori potenze armatoriali del tempo. 

Il Sociale è un esempio di teatro all’italiana, con pianta a ferro di cavallo, quattro ordini di palchi, il loggione, realizzato su progetto dell’architetto Salvatore Bruno, già autore, nel 1857, del Teatro Modena di Genova Sampierdarena. L’originaria struttura in legno costrinse negli anni ‘30 a radicali lavori di adeguamento strutturale per la sicurezza, che furono occasione per creare le barcacce, i palchi di proscenio, la fossa per l’orchestra e una galleria intorno alla platea per aumentarne la capienza e che si conclusero con una nuova inaugurazione il 30 novembre 1933. Dopo anni di fiorente e qualificata attività, in particolare durante la guerra, quando sopperì alla chiusura dei teatri genovesi, il Sociale subì un lento declino fino alla chiusura. 

Negli anni ’80 sembrò avviarsi a una rinascita grazie ai nuovi lavori di adeguamento strutturale promossi dalla Provincia di Genova, ma la loro interruzione determinò una quasi ventennale chiusura per inagibilità. A questo stallo pose fine, nel 2002, la nascita della Fondazione Teatro Sociale promossa dai palchettisti, discendenti degli storici proprietari e composta riunendo forze pubbliche come Provincia di Genova, Comune di Camogli e di Recco e privati: l’Associazione “100 famiglie”, con la finalità di portare la struttura del Sociale al suo pieno recupero e adeguamento strutturale e alla piena ripresa dell’attività. È stato un crescendo di successi, fama internazionale e sold out.

Poco prima dell’evento che celebra i 150 anni del Sociale, Maurizio Castagna così si esprime.

Cosa si prova ad assistere a questo bellissimo compleanno?
“Provo innanzitutto una grande emozione. Cento cinquant’anni sono un traguardo straordinario e rappresentano la storia di un’intera comunità che si è riconosciuta nel proprio teatro per generazioni. Per me questa festa ha anche un significato particolare, perché arriva al termine di un percorso che, negli ultimi anni, ci ha visto impegnati, assieme al Sovrintendente e a tutta la squadra, nella rinascita e nel rilancio del Teatro Sociale di Camogli. Oggi vedere un teatro pieno, vivo, partecipato, capace di attrarre migliaia di spettatori e di essere diventato un punto di riferimento culturale del territorio, è motivo di soddisfazione e persino di commozione. Ma soprattutto è un motivo di gratitudine verso tutte le persone che hanno creduto in questo progetto: il Comune, la Regione e la Città Metropolitana, i Volontari, gli sponsor, gli artisti e il pubblico che non ci ha mai fatto mancare il proprio sostegno”. 

L’idea del programma da cosa è nata?
“Per celebrare i 150 anni non volevamo semplicemente organizzare una festa, ma raccontare una storia. Per questo abbiamo costruito una giornata che unisce memoria e futuro. Nel pomeriggio, con ‘Quel 30 settembre… Storia di una rinascita’, ripercorriamo un capitolo fondamentale della vita del teatro, ricordando con Silvio Ferrari, Farida Simonetti e Roberto Iovino, il cammino che ci ha portato fino a qui. La sera, invece, il M° Acquaviva ha scelto una proposta artistica di grande prestigio, il ‘Gloria’ di Vivaldi, eseguito dall’orchestra e dal coro del Teatro Carlo Felice di Genova. È un programma che rappresenta bene ciò che vogliamo essere: un teatro che custodisce la propria storia ma che guarda sempre avanti, puntando sulla qualità e sull’eccellenza artistica”. 

Cosa immagina, spera per il futuro del Teatro Sociale?
“Mi piacerebbe che tra altri 150 anni qualcuno possa guardare a questo periodo come a una fase importante della storia del teatro. Il mio auspicio è che il Teatro Sociale di Camogli continui a crescere come presidio culturale, mantenendo un forte legame con il territorio ma aprendosi sempre di più a nuove esperienze, nuovi linguaggi e nuovo pubblico. Vorrei vedere sempre più giovani entrare in teatro, non soltanto come spettatori ma come protagonisti di attività formative, laboratori e progetti culturali. Se c’è una lezione che abbiamo imparato in questi anni è che la cultura non è un lusso, ma un investimento sulla qualità della vita di una comunità. E io spero che il Teatro Sociale continui a essere un luogo dove le persone si incontrano, si emozionano e crescono insieme”.

“Quel 30 settembre… storia di una rinascita” rappresenta una data significativa anche per l’associazione ‘Gli Amici del Teatro Sociale di Camogli’, una realtà nata da un’idea di Antonio Leverone, le 100 famiglie, “Che raccolsero e misero a disposizione 26.000 euro per la ricostruzione dello storico teatro della città – spiega la presidente Elisabetta Anversa – L’associazione ha lavorato moltissimo proprio per comunicare alla popolazione la riapertura. Il teatro ha fatto storia. Gli Amici del Teatro andavano nelle scuole, organizzavano pullman per visitarlo durante le lavorazioni e ci fu una grande mobilitazione per tenere alta l’attenzione. L’associazione ha continuato a testimoniare questa rinascita e la presidente che mi ha preceduto Marta Puppo, architetto, raccontava dei suoi sopralluoghi durante i lavori, così da favorire anche il passa parola. Contestualmente, avvenivano incontri con altre associazioni del territorio, poiché l’obiettivo era tenere aperto il teatro alla cittadinanza, intento oggi ancora condiviso con Acquaviva e Castagna, perché il Sociale resti sempre aperto. È un sogno festeggiare questo compleanno, poiché tanti teatri in Italia sono in difficoltà economica e spesso chiudono, quindi noi non possiamo che essere orgogliosi e chi sente parlare del Teatro Sociale di Camogli è consapevole di tale prestigio. Lo abbiamo tenuto aperto anche in estate: il nostro teatro è vivo”. Anversa il 30 settembre 2016, evento di riapertura dopo i restauri, è entrata come cittadina: “Non c’erano ancora le poltroncine, è stata un’emozione immensa. Ce l’abbiamo fatta”. 

La sala principale del Teatro Sociale ha 186 posti in platea (oltre 2 per disabili); altri 262 sono posti suddivisi in 4 ordini di palchetti; nel Ridotto si sono 50 sedie. La stagione estiva 2026 del Sociale, dopo un cartellone record di appuntamenti tra la sede storica, il Teatro delle Clarisse e Villa Tigullio a Rapallo, e vari concerti e spettacoli di prosa, ha ospitato la prima edizione del Festival Spazio Musica a Camogli con 16 eventi. La programmazione diffusa tra Camogli e Rapallo (inclusi gli appuntamenti a Villa Tigullio) ha registrato decine di eventi e migliaia di spettatori e martedì mattina, 29 settembre alle 11, verrà già presentata la stagione Ottobre – Dicembre 2026. Durante l’incontro saranno illustrati gli spettacoli, gli appuntamenti e le principali novità che animeranno il cartellone dei prossimi mesi (ingresso gratuito, fino a esaurimento posti disponibili). Anche in occasione del ‘compleanno’, l’indomani, per “Quel 30 settembre… storia di una rinascita” l’ingresso è gratuito, ma su prenotazione, fino a esaurimento posti. Per prenotare chiamare i numeri: 0185 1770529; 340 7969279, o scrivere a: biglietteria@teatrosocialecamogli.it.

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