di DANILO SANGUINETI
La seconda vita di Stefano De Martini è iniziata dieci anni fa: sempre con una canna da pesca come “attrezzo” ma con finalità completamente diverse: il pescasportivo chiavarese pensò di averne abbastanza del catturare pesci, delle regole “severe“ e di lanciarsi in una specialità quasi completamente nuova, quella del flycasting, cioè il connubio tra la pesca con la mosca e il surfcasting, cioè una disciplina che usava la canna da pesca non per la cattura delle prede ma per il lancio di precisione “a secco“, cioè a terra, in spazi dove l’acqua potrebbe anche non essere del tutto presente.
Stessa canna da pesca, ma obiettivi completamente diversi. Il chiavarese, stanco delle regole tradizionali della pesca sportiva, ha scelto di dedicarsi al flycasting, si potrebbe definire un’evoluzione delle fasi di lancio, spesso decisiva nella pesca alla mosca, che unisce tecnica, atletismo e controllo millimetrico del gesto.
Prova dopo prova, gara dopo gara, De Martini è diventato in età non più verde (infatti gareggia nella categoria Master) non una semplice comparsa, ma un “drago” capace di dare all’Italia un titolo mondiale.
Si può tranquillamente affermare che abbia scritto una pagina storica per la pesca sportiva italiana conquistando il mese scorso il titolo di campione del mondo nella Trout Distance.
Il flycasting è quindi una disciplina sportiva derivata dalla pesca a mosca che trasforma l’atto del lancio in una competizione di precisione e distanza. Invece di usare la canna per catturare pesci, gli atleti eseguono lanci tecnici con canna, coda e mulinello per ottenere misure di distanza o colpire bersagli a terra o in acqua.
L’obiettivo può essere massimizzare la distanza del lancio (Trout Distance), la specialità dove De Martini primeggia o la precisione nel centrare bersagli (Accuracy). Talvolta si usano attrezzi diversi rispetto alla pesca a mosca tradizionale.
In sintesi, il flycasting è la versione atletica e competitiva del lancio con la mosca, dove la tecnica di lancio diventa l’elemento centrale della prestazione.
La vittoria di Stefano De Martini infatti non nasce dall’istinto, ma da un lavoro costruito un lancio alla volta per un decennio. Dopo aver lasciato il suo sport di elezione, dove aveva raggiunto i vertici facendo parte a più riprese della Nazionale di pesca a mosca, De Martini ha creduto in una disciplina allora emergente, investendo anni di allenamenti e perfezionamento. L’Italia, presente a quattro edizioni dei Mondiali, non aveva mai raggiunto l’oro nella categoria Seniores della Trout Distance. Il tabù è caduto a Vinadio (Cuneo), durante l’evento organizzato dalla FIPSAS, L’atleta chiavarese ha offerto una prestazione impeccabile, dominando la gara e conquistando un titolo che segna un traguardo storico per l’Italia.