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Giovedì 15 ottobre 2026 - Numero 448

Gli Alter Ego di Alessandro Piano: un successo globale. “Chiamato da oltre cinquanta paesi del mondo”

L’artista genovese partito nel 2019 con il primo esemplare: “Il prossimo sarà a Torino, realizzato in collaborazione con Ugo Nespolo, un grandissimo onore per me”. Sua anche la mascotte della Virtus Entella
Alessandro Piano in un bello scatto del fotografo George Lagarde
Alessandro Piano in un bello scatto del fotografo George Lagarde
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di ALBERTO BRUZZONE

È stato richiesto in cinquantadue paesi al mondo, ha conosciuto personaggi del calibro di Elton John, realizzerà un’opera con Ugo Nespolo, è ormai un artista quotato a livello internazionale, punta dritto al mercato americano e riesce a fare tutto questo (ma anche molto di più) divertendosi e non perdendo mai il sorriso. 

È un vulcano di idee e di entusiasmo, Alessandro Piano, l’artista genovese (ma prima ancora imprenditore con l’azienda di famiglia che si occupa di commercializzazione di cacao in grani e di semilavorati del cacao) che sette anni fa ha ideato il progetto Alter Ego, sculture in resina epossodica, in varie dimensioni e tutte in pezzi unici, che sono diventate oggetto di design, di arredo e, a lungo andare, anche di culto. 

In questi giorni Piano è protagonista di una mostra personale presso la Cella Art Gallery di Barbara Cella, a Santa Margherita Ligure, mentre il prossimo impegno sarà a Torino: “Anche qui una monografica, presso la prestigiosa Cripta di San Michele, vicino alla Mole Antonelliana. Ci sarà un’esposizione delle mie opere e, per l’occasione, avrò l’onore di realizzare un Alter Ego con Ugo Nespolo”. 

Quando nel 2019 ha iniziato, lavorando la resina in un processo che, a poco a poco, è stato codificato, Alessandro Piano non si aspettava che sarebbe arrivato sino a qui: “Era un esemplare tutto azzurro e blu, la prima prova di resina. E a comprarlo fu mio padre Gianfranco, il primo a credere in me”.

Anche se, racconta con affetto Alessandro, “quando ho iniziato ad avere successo, mi ha chiesto: ‘Ma non è che adesso molli il cacao?’. E io gli ho risposto che assolutamente non l’avrei mai fatto. Un po’ perché è l’azienda di famiglia e un po’ perché mi piace quel lavoro. Poi, mi sono creato questo ambito dove posso dare libero sfogo alla mia creatività e alla mia fantasia. È anche la fortuna di mia moglie, che così mi deve sopportare meno… Anche se, alla fine, è la prima che mi supporta in tutti i miei progetti”. 

Alessandro Piano ha fatto della positività il suo stile di vita: “Anche per questo, il mio filo conduttore è il tema del gioco. Guardando le mie creazioni, si pensa subito al gioco, al sapersi divertire che c’era una volta. Ho sempre cercato di creare qualcosa di bello, ma anche di utile. Mi chiamano per il gadget, ma anche per l’arte in sé. Belle le collaborazioni con alcune squadre di calcio, come l’Entella e la Pistoiese. Con l’Entella, all’inizio di ogni partita, al posto dello scambio del gagliardetto, la società chiavarese scambia con l’avversaria di turno il suo Alter Ego. Mentre per la Pistoiese ho realizzato un Alter Ego da un metro e settanta centimetri da tenere all’ingresso come ‘Welcome’, e poi hanno fatto una serie in vendita per raccogliere fondi per il progetto solidale Pistoiese for special”. 

Ultima, ma non certo in ordine di importanza, una statua Alter Ego “inventata per il Super Sex di Rocco Siffredi a Budapest”. Nell’anno in corso, papà Gianfranco compie ottanta ‘primavere’, e la Com.ex.Im., ovvero l’azienda di famiglia, ne compie quaranta. “Ci voleva qualcosa di speciale – conclude Piano – ed ecco la collaborazione con Ugo Nespolo, che mi rende davvero molto orgoglioso”. Sarà l’Alter Ego numero 905, “dal momento che sono tutti catalogati e numerati. I clienti? Tantissimi italiani, ma anche olandesi, tedeschi e francesi. Il futuro è il mercato americano: è li che spero di riuscire ad affacciarmi, ma sempre facendolo in punta di piedi e gradualmente, come mi hanno insegnato in famiglia. E sempre, naturalmente, con un enorme sorriso”.

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