(r.p.l.) Ogni misura contenuta nei programmi elettorali deve indicare con chiarezza le relative coperture finanziarie. È il tema di fondo della campagna ‘Quanto mi costa?’, iniziativa – collegata a una raccolta di firme – che è stata lanciata dalla Fondazione Einaudi e dall’economista Carlo Cottarelli, e che è stata presentata nei giorni scorsi nella sala Koch del Senato a Roma.
L’obiettivo è quello di sostenere il disegno di legge depositato a inizio legislatura dallo stesso Cottarelli per mettere fine a mirabolanti promesse elettorali di tagli di tasse o altro che, senza soldi, sono destinate a restare lettera morta. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha stimato che, alle elezioni del 2018 e del 2022, ci sono state forze politiche che hanno promosso nei loro programmi misure da 140-150 miliardi all’anno. Una volta al governo, poi, i vincitori hanno dovuto ammettere che non c’erano abbastanza risorse per realizzare le misure proposte. È possibile sottoscrivere la petizione, che chiede al legislatore di discutere in aula il provvedimento, a questo link: https://www.change.org/p/quanto-mi-costa.
“Ritengo legittimo – osserva Carlo Cottarelli – dire che le maggiori spese o i tagli di tasse saranno finanziati facendo nuovo debito, ma lo si deve dire chiaramente, indicando alternativamente le coperture, come il taglio di altre spese o l’aumento di altre tasse”.
Questo, secondo l’economista e già parlamentare, va fatto perché “la prossima campagna elettorale potrebbe essere simile alle precedenti, con i programmi dei partiti che includono promesse di mirabolanti tagli di tasse e aumenti di spesa, senza nessuna indicazione delle fonti di finanziamento. Per le elezioni del 2018 e del 2022 siamo arrivati a promesse che, per alcuni partiti, valevano 140-150 miliardi all’anno. Puntualmente, arrivati al governo, i vincitori dovevano ammettere che non c’erano abbastanza soldi: ma non lo sapevano che i soldi non c’erano prima di fare le promesse? Ecco perché abbiamo lanciato una raccolta di firme a favore del ddl che presentai in Senato a inizio legislatura e che non è mai stato discusso”. Secondo Cottarelli, la legge “potrebbe essere approvata come provvedimento separato o potrebbe essere inclusa con un emendamento alla legge elettorale in discussione in Parlamento”.
Per Cottarelli, “il ddl dice una cosa semplice: i programmi elettorali per le politiche dovranno indicare non solo quello che i partiti vi promettono, ma anche il costo delle misure e le fonti di finanziamento. Poi, per evitare che i numeri inclusi siano del tutto irrealistici, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio dovrà fornire una valutazione di quanto indicato dai partiti. D’altronde, altri paesi avanzati seguono un simile approccio. Nei Paesi Bassi il Cpb (ovvero l’Ufficio per l’Analisi della Politica Economica), ispirato dal primo premio Nobel per l’economia Jan Tinbergen, valuta da decenni i programmi elettorali dei partiti. L’adesione è volontaria, ma è ormai prassi consolidata. Svezia, Australia, Canada fanno la stessa cosa e questa pratica si sta diffondendo a nuovi paesi, tra cui la Grecia”.
Tra i sostenitori della campagna che hanno già firmato troviamo nomi di politici, giornalisti ma anche personaggi dello spettacolo e della cultura: Tito Boeri, Alessandro Campi, Ferruccio De Bortoli, le ex ministre Elsa Fornero e Luciana Lamorgese, Sebastiano Barisoni, lo storico Giordano Bruno Guerri, i giornalisti Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella e Davide Giacalone, l’attore Giacomo Poretti, Fabio Fazio e l’attrice Luciana Littizzetto.
“Non si tratta di limitare la libertà politica dei partiti, né di impedire proposte ambiziose, si tratta di rendere il confronto politico più responsabile e più rispettoso dei cittadini”, si legge nella petizione. ‘”Del resto, faremmo mai amministrare il nostro condominio da qualcuno che ci promette un nuovo ascensore, ma non ci dice quanto costa e come si finanzierebbe la spesa? Eppure, per il Condominio Italia facciamo proprio questo. È ora di cambiare”.
In poche ore dal suo lancio, la campagna ha già superato le settemila firme. Anche questo ha spinto il Parlamento a riprendere in mano il dossier. “Il ddl a prima firma dell’economista e già senatore Carlo Cottarelli, presentato alla stampa in Senato su iniziativa della Fondazione Einaudi, è sicuramente interessante in quanto introduce il tema di una maggiore serietà negli impegni dei programmi elettorali, con l’obbligo di indicare le coperture, anche se a debito. Appena la programmazione della Commissione Affari Costituzionali lo consentirà, incardineremo il provvedimento per consentire di avviarne l’iter e introdurre, così, questo tema sicuramente attuale nel dibattito politico”: a impegnarsi è il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato. “Un primo importante risultato è stato raggiunto dall’iniziativa della Fondazione Luigi Einaudi e del professor Carlo Cottarelli: una volta tanto la serietà paga”, scrive in una nota il presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Giuseppe Benedetto.