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Giovedì 9 luglio 2026 - Numero 434

A Rapallo una serie di lezioni organizzate dal Tiro a Segno Nazionale sulla detenzione delle armi e sulle normative

La formazione è stata realizzata su iniziativa del presidente Gianni Marchese e vede la partecipazione del magistrato Simona Lombardo della Procura di Genova
Il Tiro a Segno Nazionale di Rapallo ha organizzato una iniziativa sulle armi e la loro detenzione
Il Tiro a Segno Nazionale di Rapallo ha organizzato una iniziativa sulle armi e la loro detenzione
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di DANILO SANGUINETI

Nessuno meglio di chi è autorizzato a insegnare come si spara sa quanto la conoscenza delle armi sia importante. Il saper maneggiare una pistola o un fucile è parte essenziale dell’addestramento di un bravo tiratore, osservare il rispetto rigoroso di tutte le regole poste dall’autorità per evitare anche il minimo rischio e il fondamento sul quale si basa il tiro agonistico e non. 

Al Tiro a Segno Nazionale di Rapallo ne sono talmente consci che hanno approntato una serie di imperdibili lezioni per istruire gli istruttori, i propri e quelli, naturalmente, in possesso dei requisiti necessari che potranno diventarlo.

La serata di formazione è stata tenuta dal magistrato Simona Lombardo, Vice Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Genova, responsabile dell’Ufficio Notizie di Reato e segreteria del Procuratore Capo.

Il presidente del club rapallese Gianni Marchese ha voluto specificare quali sono gli ambiti di competenza degli Istruttori: “È essenziale comprendere come non si debbano confondere i ruoli degli Istruttori che sono addetti alla formazione dei richiedenti un Porto d’Armi o di coloro che per necessità di servizio portano un’arma con quello degli allenatori sportivi”. Perché le sezioni del Tiro a Segno hanno il compito statutario di diffondere questa disciplina in tutti i modi possibili. “Le varie tipologie di attività istituzionali, sportive e ludiche, vanno seguite da personale specializzato come gli Istruttori Istituzionali che oltre a fornire le nozioni necessarie al maneggio in sicurezza di armi e munizioni erogano le spiegazioni tecniche relative al funzionamento delle stesse”.

Da qui si riparte per una seconda fondamentale distinzione: “Gli Istruttori (che essendo mandatari di un pubblico servizio rivestono, nell’espletamento delle loro funzioni, la qualifica di Pubblici Ufficiali) devono fornire anche le informazioni necessarie alla corretta e diligente custodia, alle modalità di denuncia di armi e materie esplodenti e devono altresì dare accenni sul delicato argomento della legittima difesa”.

Proprio su questa ultima parte entra in gioco a pieno titolo Simona Lombardo che dall’alto della sua formazione ha impartito le necessarie spiegazioni agli Istruttori che a loro volta le dovranno comunicare ai richiedenti. 

Il presidente Marchese conclude. “Il nostro Tiro a Segno Nazionale, come tutti gli altri sul territorio, ha la necessità di ribadire questi concetti con forza. Oltre al discorso sicurezza ne va fatto anche uno legato alla pratica sportiva. Purtroppo la tendenza a confondere i due ambiti, quello sportivo e quello della sicurezza, porta a pensare che chi voglia praticare lo sport del tiro a segno debba sottoporsi a vari test ed esibire una documentazione molto corposa. Non è così. Ci si può iscrivere, esercitare, allenarsi e financo gareggiare senza possedere il porto d’armi”.

Il porto d’armi diventa necessario solo se si vuole, detenere/trasportare certe armi fuori dal poligono, acquistare l’arma o praticare in modalità che richiedono un titolo autorizzativo personale.

Per iscriversi ad TSN o a un poligono in Italia senza porto d’armi sono sufficienti i documenti identificativi, il certificato medico sportivo e, molto spesso, un corso/lezione iniziale di sicurezza e maneggio.

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