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Giovedì 11 giugno 2026 - Numero 430

Il candidato democratico al Senato in Maine dimostra che il trumpismo oramai è trasversale

Graham Platner, colorito allevatore di molluschi dello stato settentrionale, ha vinto le primarie nonostante una lunga serie di scandali personali. L’ennesimo dato che certifica l’erosione dello spazio comune di confronto della democrazia americana
Graham Platner, allevatore di molluschi, ha vinto le primarie nel Maine
Graham Platner, allevatore di molluschi, ha vinto le primarie nel Maine
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Prosegue il nostro rapporto di collaborazione con la piattaforma ‘Jefferson – Lettere sull’America’, fondata e guidata dal giornalista Matteo Muzio. Il portale di ‘Jefferson’, con tutti i suoi articoli e le varie sezioni, è visitabile all’indirizzo https://www.letteretj.it, da dove ci si può anche iscrivere alla newsletter.

di MATTEO MUZIO *

Il trumpismo ha di sicuro cambiato le carte in tavola su un’infinità di dettagli che ora sarebbe troppo lungo e tedioso rammentare con precisione. Su un punto, però, è bene concentrarsi oggi: la sopravvivenza agli scandali. 

Non parliamo di quella dote politica di saper allontanarsi dai riflettori a tempo debito, per poi tornare una volta calmate le acque. No, si parla del saper fare quello che lo stesso presidente ha descritto nella campagna per le primarie presidenziali del 2016: “Poter sparare alla gente dall’alto senza perdere un singolo voto”. 

Questo tipo di resistenza è stato la sua fortuna politica dopo che per anni bastava una dichiarazione fiscale imprecisa a far saltare delle nomine politiche per un eccesso di puritanesimo che però si rivelava più indulgente per le azioni criminose svolte in carica (vedi, all’epoca di George W. Bush, l’istituzione del campo di prigionia di Guantanamo a Cuba). Non per tutti i candidati però vale questo: il giudice Roy Moore alle elezioni per il Senato in Alabama nel 2017 non riuscì a superare le voci fondate che in passato avesse abusato di ragazze minorenni. 

Ad ogni modo, nel campo repubblicano i politici con gli scheletri nell’armadio avevano più chance di fregarsene, si vedano le innumerevoli gaffe e l’impreparazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth. Con il tempo però anche i democratici stanno sviluppando una certa insofferenza al fatto che solo loro debbano essere sottoposti ai vecchi standard. Ecco quindi spiegato come il governatore della California Gavin Newsom, nonostante il fatto che abbia fatto una cena di finanziamento in un lussuoso ristorante della Napa Valley, un territorio noto per i suoi vini di pregio, sia in testa nel gradimento degli elettori dem in vista delle presidenziali del 2028.

E anche i progressisti vogliono prendere questo nuovo modello: si vede con Graham Platner, recente vincitore alle primarie in Maine per il seggio al Senato attualmente occupato dalla repubblicana moderata Susan Collins, una veterana in sella dal 1996. Platner, veterano delle guerre in Iraq e Afghanistan, è un personaggio piuttosto colorito: allevatore di ostriche di professione, si nota per il look informale composto da baffoni incolti, camicie di flanella e tatuaggi ben visibili sulle braccia. Non poteva che essere populista, un personaggio del genere. Con il tempo su di lui però sono emerse cose ben più rilevanti e non sempre simpatiche: uno dei disegni, ad esempio, sembra proprio un Sole runico molto amato dai nazisti. 

Seconda cosa: nei profondi meandri di Internet come il social di discussione anonimizzato, un utente che ormai è stato identificato con lui faceva commenti su Israele venati da antisemitismo. Infine, lo scandalo che si pensava potesse colpirlo a morte: nel 2023 avrebbe mandato messaggi sessualmente espliciti a decine di donne mentre già era sposato. In quel momento, qualcosa è scattato: il senatore del Vermont Bernie Sanders è scattato a sua difesa sui social e nonostante qualche stortura di naso, anche l’establishment dem si è accodato. Del resto, la governatrice Janet Mills, candidata scelta dal leader al Senato Chuck Schumer per contrastare l’ascesa di Platner, è sembrata incarnare tutti i difetti del politico di professione. Anziana di 79 anni, incolore, poco carismatica e infine anche poco abile nella raccolta di fondi elettorali. Un disastro.

Ecco, quindi, facilmente spiegato il motivo per cui il 9 giugno gli elettori del Maine abbiano comunque scelto Platner, che si è presentato sul palco del comizio della vittoria sopra una scritta eloquente: “Loro non conoscono il Maine”. E in effetti i sondaggi della vigilia registravano come gli elettori facessero spallucce alla vicenda, quando non affermavano esplicitamente “e chi se ne frega”. Anche perché la stessa moglie di Platner si è affrettata a dire che quella crisi coniugale è stata risolta da tempo. Quindi sarà proprio questo bizzarro allevatore di molluschi il prossimo senatore del Maine? Difficile dirlo ora. Susan Collins ha saputo sopravvivere in momenti molto difficili da repubblicana in uno stato a maggioranza dem, ma in fin dei conti ora l’ostilità al trumpismo potrebbe bastare. Il dato significativo è un altro: se anche i dem si abituano agli scandali, si portano le lancette indietro alla politica faziosa e militante di fine Ottocento. Con la disinformazione pompata dai falsi creati con l’intelligenza artificiale e dalle manipolazioni delle notizie circolanti sui social network ad aggravare lo stato comatoso di salute della democrazia americana.

(* fondatore e direttore della piattaforma ‘Jefferson – Lettere sull’America’)

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